Introduzione Il comportamento prosociale (PB) è associato a numerosi esiti positivi in adolescenza, tra cui il benessere soggettivo, la qualità delle relazioni con i pari e la salute mentale. Ricerche longitudinali suggeriscono che il PB sia un fattore protettivo contro la solitudine. Tuttavia, gli studi esistenti si sono concentrati su dati cross-sezionali o longitudinali a lungo termine. Il presente studio ha lo scopo di indagare le dinamiche tra il PB e la solitudine quotidiana nell'adolescenza. Metodo Per 28 giorni, 776 adolescenti italiani (14-18 anni) provenienti da tre regioni italiane hanno effettuato misurazioni giornaliere. È stato chiesto di rispondere a quanto si sentivano soli e se avevano aiutato o consolato qualcuno durante la giornata. I dati sono stati analizzati tramite Dynamic Structural Equation Modeling (DSEM). Risultati Le analisi hanno evidenziato effetti di carryover significativi per entrambe le variabili (solitudine: β = .184, b = .184, CI95% [0.153; 0.217]; PB: β = .240, b = .239, CI95% [0.209; 0.269]), indicando stabilità giornaliera per entrambe. Gli effetti spillover erano bidirezionali: la solitudine prediceva positivamente il PB del giorno successivo (β = .032, b = .027, CI95% [0.003; 0.050]) e il PB prediceva positivamente la solitudine del giorno successivo (β = .038, b = .041, CI95% [0.011; 0.071]). La correlazione within-person era positiva (r = .024, cov = .018, CI95% [0.003; 0.032]), così come quella between-person (r = .143, cov = .099, CI95% [0.039; 0.162]). Discussione I risultati evidenziano una relazione bidirezionale positiva tra solitudine e PB nella quotidianità. Nonostante gli effetti spillover siano statisticamente significativi, la loro entità è prossima allo zero, suggerendo un effetto marginale nelle fluttuazioni quotidiane. Tuttavia, la correlazione between-person, indica che, a livello interindividuale, chi sperimenta maggiore solitudine tende anche a mettere in atto più PB o il contrario; una possibile spiegazione è che il PB possa costituire una risposta sistematica alla solitudine cronica in alcuni adolescenti. Questi risultati sottolineano l'importanza dello studio giornaliero; tali dinamiche quotidiane divergono dai pattern osservati negli studi longitudinali a lungo termine, in cui la relazione tra PB e solitudine è solitamente negativa.
Solitudine e comportamento prosociale in adolescenza: un'analisi delle dinamiche quotidiane tramite DSEM / Zasso, S., Emanuela Palladino, B., Virzì, A.T., Corbelli, G., Di Brango, N., Barrero Toncel, V.I., Contreras, C., Mariotto, M., Ioverno, S., Zuffiano, A.. - (2026). (XXXVIII National Conference AIP Developmental and Educational Psychology Section Pisa, Italy ).
Solitudine e comportamento prosociale in adolescenza: un'analisi delle dinamiche quotidiane tramite DSEM
Simone ZassoPrimo
;Alessia Teresa Virzì;Noemi Di Brango;Virginia Isabel Barrero Toncel;Camila Contreras;Antonio ZuffianoUltimo
2026
Abstract
Introduzione Il comportamento prosociale (PB) è associato a numerosi esiti positivi in adolescenza, tra cui il benessere soggettivo, la qualità delle relazioni con i pari e la salute mentale. Ricerche longitudinali suggeriscono che il PB sia un fattore protettivo contro la solitudine. Tuttavia, gli studi esistenti si sono concentrati su dati cross-sezionali o longitudinali a lungo termine. Il presente studio ha lo scopo di indagare le dinamiche tra il PB e la solitudine quotidiana nell'adolescenza. Metodo Per 28 giorni, 776 adolescenti italiani (14-18 anni) provenienti da tre regioni italiane hanno effettuato misurazioni giornaliere. È stato chiesto di rispondere a quanto si sentivano soli e se avevano aiutato o consolato qualcuno durante la giornata. I dati sono stati analizzati tramite Dynamic Structural Equation Modeling (DSEM). Risultati Le analisi hanno evidenziato effetti di carryover significativi per entrambe le variabili (solitudine: β = .184, b = .184, CI95% [0.153; 0.217]; PB: β = .240, b = .239, CI95% [0.209; 0.269]), indicando stabilità giornaliera per entrambe. Gli effetti spillover erano bidirezionali: la solitudine prediceva positivamente il PB del giorno successivo (β = .032, b = .027, CI95% [0.003; 0.050]) e il PB prediceva positivamente la solitudine del giorno successivo (β = .038, b = .041, CI95% [0.011; 0.071]). La correlazione within-person era positiva (r = .024, cov = .018, CI95% [0.003; 0.032]), così come quella between-person (r = .143, cov = .099, CI95% [0.039; 0.162]). Discussione I risultati evidenziano una relazione bidirezionale positiva tra solitudine e PB nella quotidianità. Nonostante gli effetti spillover siano statisticamente significativi, la loro entità è prossima allo zero, suggerendo un effetto marginale nelle fluttuazioni quotidiane. Tuttavia, la correlazione between-person, indica che, a livello interindividuale, chi sperimenta maggiore solitudine tende anche a mettere in atto più PB o il contrario; una possibile spiegazione è che il PB possa costituire una risposta sistematica alla solitudine cronica in alcuni adolescenti. Questi risultati sottolineano l'importanza dello studio giornaliero; tali dinamiche quotidiane divergono dai pattern osservati negli studi longitudinali a lungo termine, in cui la relazione tra PB e solitudine è solitamente negativa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


