Introduzione: La mind-mindedness materna ha importanti implicazioni nello sviluppo del bambino (McMahon & Bernier, 2017). Diversi studi hanno mostrato che le madri tendono a considerare i loro bambini come ‘agenti mentali’ riferendosi a pensieri ed emozioni (Meins et al., 2014). Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare la mind-mindedness rappresentativa materna in funzione dello sviluppo linguistico, dell’età, del sesso e dell’ordine di nascita dei bambini. Metodo: Hanno partecipato allo studio 91 madri (M = 35.07, DS = 5.54) con i loro bambini tra i 23 e i 36 mesi (M = 29.47, DS = 4.62; 46% bambine) a cui è stato chiesto di “Descrivere il proprio bambino” secondo il metodo di Meins e Fernyhough (2015). È stata codificata la tipologia (mentalistica, comportamentale, fisica, generale) e la valenza (positiva, neutra, negativa; Demers et al., 2010) degli attributi. Inoltre, le madri hanno compilato il questionario Language Developmental Survey (LDS) per valutare le competenze linguistiche del bambino (produzione verbale). Risultati: Nel descrivere il proprio bambino le madri utilizzano più attributi mentalistici rispetto alle altre tipologie. Nello specifico, emerge una differenza significativa con quelli fisici, t(90) =10.69, p = .001, e generali, t(90) = 3.20, p < .001. Inoltre, la valenza degli attributi mentalistici è prevalentemente positiva rispetto a quella negativa, t(69) = 228.16, p<.001, e neutra, t(69) = 113.44, p = .001. Nessuna differenza significativa è emersa nell’utilizzo degli attributi della mind-mindedness materna in funzione dell’età, F(4.86) = 1.15, p = .34., del sesso, F(4.86) = 1.11, p = .36, e dell’ordine di nascita, F(4.86) = .71, p = .14, dei figli. Relativamente al confronto della mind-mindedness materna tra i due gruppi di bambini con sviluppo tipico e con ritardo del linguaggio (n = 19; punteggio LDS < 15° percentile), non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa, nell’utilizzo sia delle diverse tipologie, F(4.83) = .36, p = .83, sia delle valenze, F(3.84) = 1.18, p = .31, degli attributi. Discussione: I risultati evidenziano la propensione delle madri di bambini con sviluppo sia tipico sia con ritardo del linguaggio a connotare il proprio bambino prevalentemente in termini mentalistici e positivi. Ciò è cruciale per gli interventi mirati a promuovere l’abilità di mentalizzazione del genitore in condizioni di sviluppo tipico e atipico.

Mind-mindedness materna rappresentativa e sviluppo linguistico dei bambini tra i 23 e i 36 mesi / Brunetti, M.; Morelli, M.; Spataro, P.; Longobardi, E.. - (2025). ( XXXVII Congresso Nazionale AIP Sezione Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione. Udine Udine, Italia ).

Mind-mindedness materna rappresentativa e sviluppo linguistico dei bambini tra i 23 e i 36 mesi.

Brunetti M.
Primo
;
Morelli M.
Secondo
;
Spataro P.
Penultimo
;
Longobardi E.
Ultimo
2025

Abstract

Introduzione: La mind-mindedness materna ha importanti implicazioni nello sviluppo del bambino (McMahon & Bernier, 2017). Diversi studi hanno mostrato che le madri tendono a considerare i loro bambini come ‘agenti mentali’ riferendosi a pensieri ed emozioni (Meins et al., 2014). Il presente lavoro ha l’obiettivo di analizzare la mind-mindedness rappresentativa materna in funzione dello sviluppo linguistico, dell’età, del sesso e dell’ordine di nascita dei bambini. Metodo: Hanno partecipato allo studio 91 madri (M = 35.07, DS = 5.54) con i loro bambini tra i 23 e i 36 mesi (M = 29.47, DS = 4.62; 46% bambine) a cui è stato chiesto di “Descrivere il proprio bambino” secondo il metodo di Meins e Fernyhough (2015). È stata codificata la tipologia (mentalistica, comportamentale, fisica, generale) e la valenza (positiva, neutra, negativa; Demers et al., 2010) degli attributi. Inoltre, le madri hanno compilato il questionario Language Developmental Survey (LDS) per valutare le competenze linguistiche del bambino (produzione verbale). Risultati: Nel descrivere il proprio bambino le madri utilizzano più attributi mentalistici rispetto alle altre tipologie. Nello specifico, emerge una differenza significativa con quelli fisici, t(90) =10.69, p = .001, e generali, t(90) = 3.20, p < .001. Inoltre, la valenza degli attributi mentalistici è prevalentemente positiva rispetto a quella negativa, t(69) = 228.16, p<.001, e neutra, t(69) = 113.44, p = .001. Nessuna differenza significativa è emersa nell’utilizzo degli attributi della mind-mindedness materna in funzione dell’età, F(4.86) = 1.15, p = .34., del sesso, F(4.86) = 1.11, p = .36, e dell’ordine di nascita, F(4.86) = .71, p = .14, dei figli. Relativamente al confronto della mind-mindedness materna tra i due gruppi di bambini con sviluppo tipico e con ritardo del linguaggio (n = 19; punteggio LDS < 15° percentile), non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa, nell’utilizzo sia delle diverse tipologie, F(4.83) = .36, p = .83, sia delle valenze, F(3.84) = 1.18, p = .31, degli attributi. Discussione: I risultati evidenziano la propensione delle madri di bambini con sviluppo sia tipico sia con ritardo del linguaggio a connotare il proprio bambino prevalentemente in termini mentalistici e positivi. Ciò è cruciale per gli interventi mirati a promuovere l’abilità di mentalizzazione del genitore in condizioni di sviluppo tipico e atipico.
2025
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