Introduzione: Diversi studi evidenziano come i bambini timidi vorrebbero giocare con i loro pari, ma l’ansia e la paura che sperimentano durante le situazioni sociali li portano spesso a evitare le relazioni sociali (Asendorpf,1990). Questa condizione può influire sullo sviluppo sociale, in particolare a scuola (e.g.,Sette et al.,2021), luogo in cui i pari potrebbero escludere i timidi a causa del loro comportamento reticente (Matei et al.,2024). L’esclusione da parte dei pari potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo socio-emotivo dei bambini timidi in età prescolare, una fase in cui l’accettazione da parte degli altri costituisce un importante indicatore di adattamento sociale (Blandon et al.,2010). Il presente studio ha l’obiettivo di analizzare il ruolo dell’esclusione sociale come fattore di rischio per l’adattamento sociale e scolastico dei bambini timidi. Metodo: Hanno partecipato allo studio 117 bambini (59 bambine,50%) dai 3 ai 6 anni (Mage=4.57,DS=0.90) reclutati in diverse scuole dell’infanzia. Le insegnanti hanno compilato una serie di strumenti per rilevare le competenze sociali dei bambini in termini di esclusione, profilo socio-affettivo, abitudini di gioco, e adattamento scolastico (αs>.69). Allo stesso tempo, i genitori hanno compilato un questionario per valutare la timidezza dei propri figli (α=.82). Risultati: Una serie di regressioni multiple gerarchiche hanno mostrato che ad alti livelli di esclusione sociale (+1DS dalla media), la timidezza si associa significativamente a comportamenti di ansia e ritiro, β=.80,p=.012, a una tendenza al gioco solitario passivo, β=.67,p=.045, e a una minore cooperazione e autonomia a scuola, β =-.69,p=.033. Discussione: Anche se si tratta di uno studio trasversale, i risultati suggeriscono che l’esclusione sociale può rappresentare un ulteriore fattore di rischio per i bambini timidi. Infatti, i timidi che sono anche esclusi dai pari, sono descritti dalle loro insegnanti come più ritirati, impauriti e tristi, con una maggiore inclinazione per il gioco solitario passivo e con minori livelli di cooperazione e autonomia a scuola. In conclusione, lo studio offre una base empirica per lo sviluppo di programmi di intervento futuri volti a comprendere i fattori che possono ridurre il rischio di esclusione sociale dei bambini timidi in età prescolare al fine di promuovere un maggiore adattamento sociale e scolastico.
Timidezza ed esclusione sociale: Fattori di rischio per l’adattamento sociale e scolastico nel contesto della scuola dell’infanzia / Brunetti, M.; Longobardi, E.. - (2025). ( XXXVII Congresso Nazionale AIP Sezione Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione. Udine Udine, Italia ).
Timidezza ed esclusione sociale: Fattori di rischio per l’adattamento sociale e scolastico nel contesto della scuola dell’infanzia.
Brunetti M.Primo
;Longobardi E.Ultimo
2025
Abstract
Introduzione: Diversi studi evidenziano come i bambini timidi vorrebbero giocare con i loro pari, ma l’ansia e la paura che sperimentano durante le situazioni sociali li portano spesso a evitare le relazioni sociali (Asendorpf,1990). Questa condizione può influire sullo sviluppo sociale, in particolare a scuola (e.g.,Sette et al.,2021), luogo in cui i pari potrebbero escludere i timidi a causa del loro comportamento reticente (Matei et al.,2024). L’esclusione da parte dei pari potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo socio-emotivo dei bambini timidi in età prescolare, una fase in cui l’accettazione da parte degli altri costituisce un importante indicatore di adattamento sociale (Blandon et al.,2010). Il presente studio ha l’obiettivo di analizzare il ruolo dell’esclusione sociale come fattore di rischio per l’adattamento sociale e scolastico dei bambini timidi. Metodo: Hanno partecipato allo studio 117 bambini (59 bambine,50%) dai 3 ai 6 anni (Mage=4.57,DS=0.90) reclutati in diverse scuole dell’infanzia. Le insegnanti hanno compilato una serie di strumenti per rilevare le competenze sociali dei bambini in termini di esclusione, profilo socio-affettivo, abitudini di gioco, e adattamento scolastico (αs>.69). Allo stesso tempo, i genitori hanno compilato un questionario per valutare la timidezza dei propri figli (α=.82). Risultati: Una serie di regressioni multiple gerarchiche hanno mostrato che ad alti livelli di esclusione sociale (+1DS dalla media), la timidezza si associa significativamente a comportamenti di ansia e ritiro, β=.80,p=.012, a una tendenza al gioco solitario passivo, β=.67,p=.045, e a una minore cooperazione e autonomia a scuola, β =-.69,p=.033. Discussione: Anche se si tratta di uno studio trasversale, i risultati suggeriscono che l’esclusione sociale può rappresentare un ulteriore fattore di rischio per i bambini timidi. Infatti, i timidi che sono anche esclusi dai pari, sono descritti dalle loro insegnanti come più ritirati, impauriti e tristi, con una maggiore inclinazione per il gioco solitario passivo e con minori livelli di cooperazione e autonomia a scuola. In conclusione, lo studio offre una base empirica per lo sviluppo di programmi di intervento futuri volti a comprendere i fattori che possono ridurre il rischio di esclusione sociale dei bambini timidi in età prescolare al fine di promuovere un maggiore adattamento sociale e scolastico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


