Le differenti strategie terapeutiche utilizzate nella gestione dell’acromegalia, possono avere un diverso impatto sull’assetto glicometabolico. Abbiamo pertanto studiato, utilizzando il monitoraggio glicemico continuo (CGM), 35 pazienti acromegalici (17 M/18 F), (56.9±13.1 anni), a target per la patologia di base, omogenei per BMI, durata media di malattia, latenza diagnostica media. I pazienti sono stati suddivisi in base al tipo di terapia: 16 analoghi della somatostatina di I (SSA), 1 analogo di II generazione/Pasireotide (PAS), 10 Pegvisomant (PEG), 8 operati con successo. I pazienti sono stati sottoposti a: OGTT (75 gr di glucosio), CGM (72 ore), polisonnografia (PSG), monitoraggio pressorio delle 24 h, ecocardiografia con doppler e colordoppler. RISULTATI 11/35 diagnosi di IFG (7 SSA, 2 PEG, 2 senza terapia); 6/35 diagnosi di IGT (4 SSA, 1 PAS, 1 senza terapia); 4/35 diagnosi di diabete mellito (1 SSA, 3 PEG). • La glicemia media dell’OGTT significativamente più alta rispetto alla glicemia media CGM in toto (p꞊0.0051) e nei sottogruppi di terapia (SSA vs PEG) (p꞊0.0019); • correlazione positiva tra picco OGTT e picco CGM in toto (p꞊0.0009); • correlazione positiva tra picco CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.0021); • correlazione positiva tra media OGTT e AUC CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.0016); • correlazione positiva tra AUC CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.05). DISCUSSIONE I pazienti trattati con SSA presentano un’alterata risposta in termini di secrezione insulinica ad un input particolarmente consistente, quale il carico orale di glucosio. L’analogo della somatostatina infatti, ha un duplice effetto sul metabolismo glicidico: da un lato riducendo i valori del GH riduce l’insulino resistenza e la produzione di glucosio, dall’altro esercita un’azione inibitoria sia verso la secrezione di insulina che di glucagone, compromettendo il controllo glicemico. I dati ottenuti dal nostro studio ci lascerebbero quindi ipotizzare che i valori glicemici a digiuno si mantengano stabili per il miglioramento della sensibilità insulinica, che ne va a controbilanciare la ridotta secrezione. Abbiamo escluso la presenza di ipoglicemie a digiuno, ipotizzata nei pazienti trattati con SSA per un eventuale deficit di controregolazione. Una problematica aperta è quella relativa ai pazienti critici, resistenti a terapia con analoghi classici e pegvisomant. Questi, pur traendo beneficio in termini di controllo biochimico di malattia acromegalica dall’utilizzo di pasireotide, presentano un deterioramento del quadro glicometabolico. L’utilizzo del CGMS potrebbe rappresentare un valido ausilio nella scelta terapeutica dell’aspetto glicometabolico e del suo monitoraggio.

Valutazione dell’assetto glicemico in pazienti acromegalici mediante uso del monitoraggio glicemico continuo (CGM): impatto di differenti strategie terapeutiche ed eventuale correlazione con la presenza o meno di apnee ostruttive notturne ed il loro grado di severità / Mercuri, V.; D’Amico, T.; Costa, D.; De Vito, C.; D’Angelo, L.; Schiaffini, R.; Gargiulo, P.. - (2020). ((Intervento presentato al convegno 4i Incontri Italiani Ipotalamo Ipofisari – XI edizione tenutosi a Roma.

Valutazione dell’assetto glicemico in pazienti acromegalici mediante uso del monitoraggio glicemico continuo (CGM): impatto di differenti strategie terapeutiche ed eventuale correlazione con la presenza o meno di apnee ostruttive notturne ed il loro grado di severità

V. Mercuri
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;
T. D’Amico
Secondo
;
D. Costa;C. De Vito;P. Gargiulo
Ultimo
2020

Abstract

Le differenti strategie terapeutiche utilizzate nella gestione dell’acromegalia, possono avere un diverso impatto sull’assetto glicometabolico. Abbiamo pertanto studiato, utilizzando il monitoraggio glicemico continuo (CGM), 35 pazienti acromegalici (17 M/18 F), (56.9±13.1 anni), a target per la patologia di base, omogenei per BMI, durata media di malattia, latenza diagnostica media. I pazienti sono stati suddivisi in base al tipo di terapia: 16 analoghi della somatostatina di I (SSA), 1 analogo di II generazione/Pasireotide (PAS), 10 Pegvisomant (PEG), 8 operati con successo. I pazienti sono stati sottoposti a: OGTT (75 gr di glucosio), CGM (72 ore), polisonnografia (PSG), monitoraggio pressorio delle 24 h, ecocardiografia con doppler e colordoppler. RISULTATI 11/35 diagnosi di IFG (7 SSA, 2 PEG, 2 senza terapia); 6/35 diagnosi di IGT (4 SSA, 1 PAS, 1 senza terapia); 4/35 diagnosi di diabete mellito (1 SSA, 3 PEG). • La glicemia media dell’OGTT significativamente più alta rispetto alla glicemia media CGM in toto (p꞊0.0051) e nei sottogruppi di terapia (SSA vs PEG) (p꞊0.0019); • correlazione positiva tra picco OGTT e picco CGM in toto (p꞊0.0009); • correlazione positiva tra picco CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.0021); • correlazione positiva tra media OGTT e AUC CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.0016); • correlazione positiva tra AUC CGM nei pazienti SSA e operati (p꞊0.05). DISCUSSIONE I pazienti trattati con SSA presentano un’alterata risposta in termini di secrezione insulinica ad un input particolarmente consistente, quale il carico orale di glucosio. L’analogo della somatostatina infatti, ha un duplice effetto sul metabolismo glicidico: da un lato riducendo i valori del GH riduce l’insulino resistenza e la produzione di glucosio, dall’altro esercita un’azione inibitoria sia verso la secrezione di insulina che di glucagone, compromettendo il controllo glicemico. I dati ottenuti dal nostro studio ci lascerebbero quindi ipotizzare che i valori glicemici a digiuno si mantengano stabili per il miglioramento della sensibilità insulinica, che ne va a controbilanciare la ridotta secrezione. Abbiamo escluso la presenza di ipoglicemie a digiuno, ipotizzata nei pazienti trattati con SSA per un eventuale deficit di controregolazione. Una problematica aperta è quella relativa ai pazienti critici, resistenti a terapia con analoghi classici e pegvisomant. Questi, pur traendo beneficio in termini di controllo biochimico di malattia acromegalica dall’utilizzo di pasireotide, presentano un deterioramento del quadro glicometabolico. L’utilizzo del CGMS potrebbe rappresentare un valido ausilio nella scelta terapeutica dell’aspetto glicometabolico e del suo monitoraggio.
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