OBIETTIVI: Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2010-2012 approvato con l’intesa Stato-Regioni del 29 aprile 2010 è parte integrante del Piano Sanitario Nazionale (PSN), affronta le tematiche relative alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie e prevede che ogni Regione predisponga un proprio Piano della Prevenzione (PRP), elaborando progetti nell’ambito di quattro grandi aree tematiche o macroaree: 1) Medicina predittiva; 2) Prevenzione universale; 3) Prevenzione nella popolazione a rischio; 4) Prevenzione delle complicanze e recidive di malattia. L’analisi ragionata dei PRP può essere un’opportunità importante per identificare punti di forza e di debolezza del sistema prevenzione in Italia e per migliorare il sistema di programmazione della prevenzione nel nostro Paese. METODI: La valutazione e il monitoraggio dei PRP è compito istituzionale svolto dal Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM). In aggiunta a questo il Ministero della Salute ha promosso la costituzione di un tavolo tecnico del quale fanno parte società scientifiche attive nell’ambito della Sanità pubblica (Società Italiana di Igiene – SItI, Associazione Italiana di Epidemiologia – AIE, Società Italiana di Statistica Medica – SISMEC), il cui compito principale è quello di realizzare uno strumento di analisi dei PRP. In sintesi, lo strumento prevede lo sviluppo di tre sezioni: 1) analisi descrittiva del PRP e dei suoi progetti; 2) analisi complessiva del PRP; 3) analisi dettagliata dei singoli progetti. RISULTATI: Il totale dei progetti dei PRP presentati dalle 19 Regioni italiane e dalla P.A. di Trento (manca la P.A. di Bolzano) è pari a 731, variando da un minimo di 16 (Friuli Venezia Giulia) ad un massimo di 72 (Calabria). La maggior parte di questi progetti appartiene alle macroaree della Prevenzione universale (63,19%) e della Prevenzione nella popolazione a rischio (26,89%). Decisamente meno numerosi sono i progetti riguardanti le macroaree della Prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia (4,95%) e della Medicina predittiva (4,42%). Risultano, inoltre, 4 progetti (0,55%) che si riferiscono a macroaree aggiuntive, ossia non previste dal PNP, implementati dalle Regioni Piemonte ed Emilia-Romagna. La distribuzione percentuale dei progetti nelle quattro diverse macroaree è abbastanza simile in tutti i PRP delle Regioni italiane. CONCLUSIONI: Un’analisi ragionata dei PRP attraverso l’utilizzo dello strumento in corso di sviluppo può essere utile per future riprogrammazioni nell’ambito della Prevenzione e, più in generale, per potenziare capacità e competenze nell’ambito della programmazione della prevenzione.

Analisi ragionata dei piani regionali della prevenzione 2010-2012: risultati preliminari.

MARZUILLO, CAROLINA;UNIM, BRIGID ANDOUNIMYE;DI THIENE, DOMITILLA;LA TORRE, Giuseppe;VILLARI, Paolo
2013

Abstract

OBIETTIVI: Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2010-2012 approvato con l’intesa Stato-Regioni del 29 aprile 2010 è parte integrante del Piano Sanitario Nazionale (PSN), affronta le tematiche relative alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie e prevede che ogni Regione predisponga un proprio Piano della Prevenzione (PRP), elaborando progetti nell’ambito di quattro grandi aree tematiche o macroaree: 1) Medicina predittiva; 2) Prevenzione universale; 3) Prevenzione nella popolazione a rischio; 4) Prevenzione delle complicanze e recidive di malattia. L’analisi ragionata dei PRP può essere un’opportunità importante per identificare punti di forza e di debolezza del sistema prevenzione in Italia e per migliorare il sistema di programmazione della prevenzione nel nostro Paese. METODI: La valutazione e il monitoraggio dei PRP è compito istituzionale svolto dal Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM). In aggiunta a questo il Ministero della Salute ha promosso la costituzione di un tavolo tecnico del quale fanno parte società scientifiche attive nell’ambito della Sanità pubblica (Società Italiana di Igiene – SItI, Associazione Italiana di Epidemiologia – AIE, Società Italiana di Statistica Medica – SISMEC), il cui compito principale è quello di realizzare uno strumento di analisi dei PRP. In sintesi, lo strumento prevede lo sviluppo di tre sezioni: 1) analisi descrittiva del PRP e dei suoi progetti; 2) analisi complessiva del PRP; 3) analisi dettagliata dei singoli progetti. RISULTATI: Il totale dei progetti dei PRP presentati dalle 19 Regioni italiane e dalla P.A. di Trento (manca la P.A. di Bolzano) è pari a 731, variando da un minimo di 16 (Friuli Venezia Giulia) ad un massimo di 72 (Calabria). La maggior parte di questi progetti appartiene alle macroaree della Prevenzione universale (63,19%) e della Prevenzione nella popolazione a rischio (26,89%). Decisamente meno numerosi sono i progetti riguardanti le macroaree della Prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia (4,95%) e della Medicina predittiva (4,42%). Risultano, inoltre, 4 progetti (0,55%) che si riferiscono a macroaree aggiuntive, ossia non previste dal PNP, implementati dalle Regioni Piemonte ed Emilia-Romagna. La distribuzione percentuale dei progetti nelle quattro diverse macroaree è abbastanza simile in tutti i PRP delle Regioni italiane. CONCLUSIONI: Un’analisi ragionata dei PRP attraverso l’utilizzo dello strumento in corso di sviluppo può essere utile per future riprogrammazioni nell’ambito della Prevenzione e, più in generale, per potenziare capacità e competenze nell’ambito della programmazione della prevenzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/929863
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