Scopo del lavoro I disturbi dello spettro schizofrenico (SSDs) rappresentano una condizione fortemente invalidante il funzionamento degli individui affetti, con ingenti costi sociali. È stata avanzata l'ipotesi che alla base degli SSDs vi sia un disturbo del neurosviluppo, come corroborato dall’accumulo di evidenze genetiche e di neuroimaging. D'altra parte, un progressivo declino delle abilità cognitive e del funzionamento dei pazienti, correlato ad una graduale riduzione del volume della materia grigia, è stato descritto nel contesto della schizofrenia. L’obiettivo di questo studio preliminare è studiare le alterazioni strutturali nella schizofrenia e confrontarle per la prima volta con quelle delle demenze neurodegenerative. Materiali e metodi Sono stati analizzati i dati di 20 soggetti schizofrenici cronici con >10 anni di malattia (SCZ), 22 soggetti affetti da malattia di Alzheimer (AD), 35 pazienti affetti da demenza a corpi di Lewy (DLB) e 20 soggetti di controllo sani (HC). Ogni partecipante è stato sottoposto ad un esame di risonanza magnetica strutturale a 3T. Sono state eseguite analisi di Voxel-based (VBM) e Surface-based Morphometry (SBM) su immagini pesate in T1, utilizzando Computational Anatomy Toolbox (CAT12) su SPM12 per studiare le differenze regionali nel volume della materia grigia (GMV) e nello spessore corticale (CTh) tra i gruppi. Risultati Le analisi di VBM hanno mostrato una riduzione significativa di GMV nel gruppo SCZ rispetto agli HC a livello del talamo e dell'ippocampo bilateralmente, del giro paraippocampale destro e del tronco encefalico. Non sono state riscontrate differenze tra SCZ e AD, né tra SCZ e DLB. Il gruppo AD presentava riduzione della GMV nel lobo temporale mediale rispetto sia ai DLB e agli HC. I pazienti DLB presentavano atrofia occipitale rispetto agli AD e agli HC. Alle analisi SBM, il gruppo SCZ presentava ridotto spessore corticale rispetto agli HC nel giro fusiforme sinistro, nel giro paraippocampale, nel solco centrale destro e nel segmento posteriore destro del solco laterale. Nessuna differenza nella CTh è stata rilevata tra SCZ e AD e tra AD e HC. I DLB presentavano minore CTh nelle regioni frontali laterale e mediale, parietale posteriore e occipitale rispetto sia ai pazienti AD che agli HC. Conclusioni A nostra conoscenza, questo lavoro preliminare rappresenta il primo studio delle alterazioni strutturali nella schizofrenia a confronto con le demenze. Questi dati, seppur preliminari, supporterebbero la natura progressiva della schizofrenia con evidenza di atrofia rispetto ai controlli sani. L’assenza di differenze significative di atrofia e spessore corticale tra schizofrenia, AD e DLB, anche se solo a fini speculativi, potrebbe suggerire che nella schizofrenia si verifichi un danno strutturale non molto differente rispetto a quello di un processo neurodegenerativo. Appare fondamentale approfondire la natura progressiva della schizofrenia a partire dalla condizione di compromissione del neurosviluppo.

La schizofrenia come disturbo progressivo del neurosviluppo: studio preliminare di neuroimaging strutturale a confronto con le demenze neurodegenerative / Accinni, T., Conti, D., Teghil, A., Boccia, M., Panigutti, M., Zazzaro, G., Bechi Gabrielli, G., Caramia, F., Frascarelli, M., Pasquini, M., Bruno, G., D'Antonio, F.. - (2026). (Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) Rome; Italy ).

La schizofrenia come disturbo progressivo del neurosviluppo: studio preliminare di neuroimaging strutturale a confronto con le demenze neurodegenerative

Accinni T;Conti D;Teghil A;Boccia M;Panigutti M;Zazzaro G;Bechi Gabrielli G;Caramia F;Frascarelli M;Pasquini M;Bruno G;D'Antonio F
2026

Abstract

Scopo del lavoro I disturbi dello spettro schizofrenico (SSDs) rappresentano una condizione fortemente invalidante il funzionamento degli individui affetti, con ingenti costi sociali. È stata avanzata l'ipotesi che alla base degli SSDs vi sia un disturbo del neurosviluppo, come corroborato dall’accumulo di evidenze genetiche e di neuroimaging. D'altra parte, un progressivo declino delle abilità cognitive e del funzionamento dei pazienti, correlato ad una graduale riduzione del volume della materia grigia, è stato descritto nel contesto della schizofrenia. L’obiettivo di questo studio preliminare è studiare le alterazioni strutturali nella schizofrenia e confrontarle per la prima volta con quelle delle demenze neurodegenerative. Materiali e metodi Sono stati analizzati i dati di 20 soggetti schizofrenici cronici con >10 anni di malattia (SCZ), 22 soggetti affetti da malattia di Alzheimer (AD), 35 pazienti affetti da demenza a corpi di Lewy (DLB) e 20 soggetti di controllo sani (HC). Ogni partecipante è stato sottoposto ad un esame di risonanza magnetica strutturale a 3T. Sono state eseguite analisi di Voxel-based (VBM) e Surface-based Morphometry (SBM) su immagini pesate in T1, utilizzando Computational Anatomy Toolbox (CAT12) su SPM12 per studiare le differenze regionali nel volume della materia grigia (GMV) e nello spessore corticale (CTh) tra i gruppi. Risultati Le analisi di VBM hanno mostrato una riduzione significativa di GMV nel gruppo SCZ rispetto agli HC a livello del talamo e dell'ippocampo bilateralmente, del giro paraippocampale destro e del tronco encefalico. Non sono state riscontrate differenze tra SCZ e AD, né tra SCZ e DLB. Il gruppo AD presentava riduzione della GMV nel lobo temporale mediale rispetto sia ai DLB e agli HC. I pazienti DLB presentavano atrofia occipitale rispetto agli AD e agli HC. Alle analisi SBM, il gruppo SCZ presentava ridotto spessore corticale rispetto agli HC nel giro fusiforme sinistro, nel giro paraippocampale, nel solco centrale destro e nel segmento posteriore destro del solco laterale. Nessuna differenza nella CTh è stata rilevata tra SCZ e AD e tra AD e HC. I DLB presentavano minore CTh nelle regioni frontali laterale e mediale, parietale posteriore e occipitale rispetto sia ai pazienti AD che agli HC. Conclusioni A nostra conoscenza, questo lavoro preliminare rappresenta il primo studio delle alterazioni strutturali nella schizofrenia a confronto con le demenze. Questi dati, seppur preliminari, supporterebbero la natura progressiva della schizofrenia con evidenza di atrofia rispetto ai controlli sani. L’assenza di differenze significative di atrofia e spessore corticale tra schizofrenia, AD e DLB, anche se solo a fini speculativi, potrebbe suggerire che nella schizofrenia si verifichi un danno strutturale non molto differente rispetto a quello di un processo neurodegenerativo. Appare fondamentale approfondire la natura progressiva della schizofrenia a partire dalla condizione di compromissione del neurosviluppo.
2026
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1777763
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