Nel contesto della cyber-aggression, definita da Grigg (2010) come un “danno intenzionale inflitto tramite mezzi elettronici a individui o gruppi percepito come offensivo, dannoso, denigratorio o indesiderato”, il cyberbullismo rappresenta una forma molto diffusa in diversi contesti e tra diverse fasce d’età (Forsell, 2016). Circa il 40% dei giovani adulti tra i 18 e i 29 anni (Arnett et al., 2014) ha segnalato esperienze di aggressione online (Wang et al., 2019), una percentuale superiore rispetto ad altri gruppi di età (Nocera et al., 2022). Tuttavia, le ricerche sul cyberbullismo si sono principalmente concentrate su bambini e adolescenti (Doane et al., 2013), sottovalutando l’impatto che questo fenomeno può avere sui giovani adulti. Alcune variabili socio-emotive possono costituire fattori di rischio o protezione rispetto alla messa in atto di cyberbullismo (Barlińska et al., 2018). In particolare, diversi studi hanno sottolineato il ruolo della regolazione emotiva, dell’empatia e dei comportamenti prosociali, senza tuttavia indagare a sufficienza il ruolo sinergico che queste variabili possono avere nella perpetrazione di cyberbullismo. Il presente studio mira ad indagare il ruolo di mediazione dei comportamenti prosociali nella relazione tra autoefficacia nella regolazione emotiva, empatia e perpetrazione di cyberbullismo in una popolazione di studenti tra i 18 e i 29 anni (N=515, Mage= 21.5, SDage= 2.05). È stata somministrata una batteria online contenente una serie di questionari per misurare l’autoefficacia nella regolazione delle emozioni positive e negative (Caprara et al., 2012), l’empatia cognitiva e affettiva (Vossen et al., 2015), i comportamenti prosociali (CP; Caprara et al., 2005) e la perpetrazione di cyberbullismo (Palladino et al., 2015). L’analisi di mediazione ha mostrato che autoefficacia nella regolazione emotiva ed empatia agiscono come fattori protettivi nei confronti del cyberbullismo e che i CP mediano questo effetto. In particolare, una maggiore autoefficacia nella regolazione delle emozioni positive (β= 0.13, p <.001), più alti livelli di empatia cognitiva (β= 0.38, p <.001) ed empatia affettiva (β = 0.14, p <.001), si associano a un aumento dei CP, che a loro volta si associano a una minor perpetrazione di cyberbullismo (β = −0.15, p= 0.003). Non è stato osservato alcun effetto di mediazione dei CP nella relazione tra autoefficacia nella regolazione delle emozioni negative e il cyberbullismo (β = 0.03, p=n.s.). Questo studio mette in luce il ruolo fondamentale delle competenze socio-emotive nella prevenzione dei comportamenti violenti tra pari, anche tra studenti giovani adulti. L’educazione e la promozione di tali competenze si rivelano cruciali per favorire la creazione di ambienti di apprendimento sicuri e privi di violenza, sia nei contesti offline che online. Il presente lavoro, inserito nel programma del workshop, mira a colmare una lacuna nella ricerca evolutiva sull’aggressività, ovvero la scarsa attenzione ai fattori di rischio e alle competenze socio-emotive negli studenti universitari. Approfondendo il ruolo di autoefficacia nella regolazione emotiva, empatia e comportamenti prosociali, l’obiettivo è produrre evidenze utili per progettare interventi mirati e più efficaci. Il presente contributo si colloca pertanto nel contesto tematico del workshop, fornendo importanti implicazioni per l’implementazione di progetti di prevenzione da attuare nei diversi contesti educativi.

Autoregolazione emotiva ed empatia come fattori protettivi nella perpetrazione di cyberbullismo: il ruolo mediatore della prosocialità negli studenti universitari / Ragona, A., Chirumbolo, A., Cattelino, E., Morelli, M.. - (2025). (Workshop PRIN 2022: COMPETENZE SOCIO-EMOTIVE NEI CONTESTI EDUCATIVI: UN CONFRONTO TRA RICERCA E TERRITORIO Roma, Italia ).

Autoregolazione emotiva ed empatia come fattori protettivi nella perpetrazione di cyberbullismo: il ruolo mediatore della prosocialità negli studenti universitari

Ragona Alessandra;Chirumbolo Antonio;Morelli Mara
2025

Abstract

Nel contesto della cyber-aggression, definita da Grigg (2010) come un “danno intenzionale inflitto tramite mezzi elettronici a individui o gruppi percepito come offensivo, dannoso, denigratorio o indesiderato”, il cyberbullismo rappresenta una forma molto diffusa in diversi contesti e tra diverse fasce d’età (Forsell, 2016). Circa il 40% dei giovani adulti tra i 18 e i 29 anni (Arnett et al., 2014) ha segnalato esperienze di aggressione online (Wang et al., 2019), una percentuale superiore rispetto ad altri gruppi di età (Nocera et al., 2022). Tuttavia, le ricerche sul cyberbullismo si sono principalmente concentrate su bambini e adolescenti (Doane et al., 2013), sottovalutando l’impatto che questo fenomeno può avere sui giovani adulti. Alcune variabili socio-emotive possono costituire fattori di rischio o protezione rispetto alla messa in atto di cyberbullismo (Barlińska et al., 2018). In particolare, diversi studi hanno sottolineato il ruolo della regolazione emotiva, dell’empatia e dei comportamenti prosociali, senza tuttavia indagare a sufficienza il ruolo sinergico che queste variabili possono avere nella perpetrazione di cyberbullismo. Il presente studio mira ad indagare il ruolo di mediazione dei comportamenti prosociali nella relazione tra autoefficacia nella regolazione emotiva, empatia e perpetrazione di cyberbullismo in una popolazione di studenti tra i 18 e i 29 anni (N=515, Mage= 21.5, SDage= 2.05). È stata somministrata una batteria online contenente una serie di questionari per misurare l’autoefficacia nella regolazione delle emozioni positive e negative (Caprara et al., 2012), l’empatia cognitiva e affettiva (Vossen et al., 2015), i comportamenti prosociali (CP; Caprara et al., 2005) e la perpetrazione di cyberbullismo (Palladino et al., 2015). L’analisi di mediazione ha mostrato che autoefficacia nella regolazione emotiva ed empatia agiscono come fattori protettivi nei confronti del cyberbullismo e che i CP mediano questo effetto. In particolare, una maggiore autoefficacia nella regolazione delle emozioni positive (β= 0.13, p <.001), più alti livelli di empatia cognitiva (β= 0.38, p <.001) ed empatia affettiva (β = 0.14, p <.001), si associano a un aumento dei CP, che a loro volta si associano a una minor perpetrazione di cyberbullismo (β = −0.15, p= 0.003). Non è stato osservato alcun effetto di mediazione dei CP nella relazione tra autoefficacia nella regolazione delle emozioni negative e il cyberbullismo (β = 0.03, p=n.s.). Questo studio mette in luce il ruolo fondamentale delle competenze socio-emotive nella prevenzione dei comportamenti violenti tra pari, anche tra studenti giovani adulti. L’educazione e la promozione di tali competenze si rivelano cruciali per favorire la creazione di ambienti di apprendimento sicuri e privi di violenza, sia nei contesti offline che online. Il presente lavoro, inserito nel programma del workshop, mira a colmare una lacuna nella ricerca evolutiva sull’aggressività, ovvero la scarsa attenzione ai fattori di rischio e alle competenze socio-emotive negli studenti universitari. Approfondendo il ruolo di autoefficacia nella regolazione emotiva, empatia e comportamenti prosociali, l’obiettivo è produrre evidenze utili per progettare interventi mirati e più efficaci. Il presente contributo si colloca pertanto nel contesto tematico del workshop, fornendo importanti implicazioni per l’implementazione di progetti di prevenzione da attuare nei diversi contesti educativi.
2025
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