La sicurezza diagnostica costituisce una dimensione centrale, ma ancora non pienamente sistematizzata, della sicurezza delle cure. Muovendo dall’OECD Health Working Paper n. 176, The Economics of Diagnostic Safety, il contributo ricostruisce l’errore diagnostico come fenomeno non esclusivamente individuale, ma socio-tecnico e organizzativo, nel quale interagiscono fattori cognitivi, condizioni di lavoro, qualità della comunicazione, interoperabilità informativa, appropriatezza dei test, cultura professionale e tecnologie digitali. L’analisi propone una lettura integrata dell’art. 1 della legge n. 24/2017, dell’art. 2087 c.c. e del d.lgs. n. 81/2008, al fine di verificare se la diagnostic safety possa essere qualificata come specificazione dell’obbligo organizzativo gravante sulla struttura sanitaria. Ne deriva un modello nel quale la tutela del paziente e la tutela del lavoratore sanitario non costituiscono compartimenti separati, ma componenti interdipendenti del medesimo sistema di gestione del rischio. Il lavoro affronta inoltre i problemi medico-legali dell’accertamento causale nel ritardo e nell’errore diagnostico, l’overdiagnosis e la diagnostic stewardship, il ruolo dei sistemi di tracking e dei risultati pendenti, nonché l’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale alla luce del Regolamento (UE) 2024/1689 e della disciplina sui dispositivi medico-diagnostici in vitro. In conclusione, viene proposta la categoria della Diagnostic Risk Governance quale modello integrato di responsabilità, prevenzione e apprendimento organizzativo.
LA SICUREZZA DIAGNOSTICA COME OBBLIGO ORGANIZZATIVO DELLA STRUTTURA SANITARIA: ERRORE DIAGNOSTICO, CONDIZIONI DI LAVORO E RESPONSABILITA’ NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE / Crusco, P.. - In: RATIO IURIS. - ISSN 2420-7888. - (2026).
LA SICUREZZA DIAGNOSTICA COME OBBLIGO ORGANIZZATIVO DELLA STRUTTURA SANITARIA: ERRORE DIAGNOSTICO, CONDIZIONI DI LAVORO E RESPONSABILITA’ NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
pierluigi crusco
2026
Abstract
La sicurezza diagnostica costituisce una dimensione centrale, ma ancora non pienamente sistematizzata, della sicurezza delle cure. Muovendo dall’OECD Health Working Paper n. 176, The Economics of Diagnostic Safety, il contributo ricostruisce l’errore diagnostico come fenomeno non esclusivamente individuale, ma socio-tecnico e organizzativo, nel quale interagiscono fattori cognitivi, condizioni di lavoro, qualità della comunicazione, interoperabilità informativa, appropriatezza dei test, cultura professionale e tecnologie digitali. L’analisi propone una lettura integrata dell’art. 1 della legge n. 24/2017, dell’art. 2087 c.c. e del d.lgs. n. 81/2008, al fine di verificare se la diagnostic safety possa essere qualificata come specificazione dell’obbligo organizzativo gravante sulla struttura sanitaria. Ne deriva un modello nel quale la tutela del paziente e la tutela del lavoratore sanitario non costituiscono compartimenti separati, ma componenti interdipendenti del medesimo sistema di gestione del rischio. Il lavoro affronta inoltre i problemi medico-legali dell’accertamento causale nel ritardo e nell’errore diagnostico, l’overdiagnosis e la diagnostic stewardship, il ruolo dei sistemi di tracking e dei risultati pendenti, nonché l’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale alla luce del Regolamento (UE) 2024/1689 e della disciplina sui dispositivi medico-diagnostici in vitro. In conclusione, viene proposta la categoria della Diagnostic Risk Governance quale modello integrato di responsabilità, prevenzione e apprendimento organizzativo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


