Il presente contributo si pone l’obiettivo di indagare le rappresentazioni del paesaggio nel suo complesso rapporto con l’architettura – fino alla scala infrastrutturale – realizzate attraverso le tecniche compositive del fotomontaggio, e in particolare del fotoinserimento e del foto-collage. Benché queste siano tecniche già largamente in uso a partire specialmente dagli anni Venti del Novecento, è negli anni Sessanta che si caricano di significati rinnovati o inediti, “in una temperie politica [sociale e culturale] di sensi e bisogni nuovi” (Carducci); che, seppur con diverse e mutevoli sfaccettature, si sentiva in tutto il mondo. Tali elaborati grafici si caricano di valori che vanno al di là della resa estetica finale, sfociando nella contestazione, nell’immaginario e nell’utopia. Sono stati scelti quattro casi studio, eterogenei ma tra loro parzialmente connessi: Hans Hollein con il ciclo di fotomontaggi intitolato Trasformazioni; Arata Isozaki e il progetto The Future City (The Incubation Project), presentato con la tecnica del fotomontaggio; Superstudio il cui celebre Monumento Continuo e la relativa lunga serie di fotomontaggi assumono i toni di un manifesto grafico; ed infine Luigi Pellegrin, con il suo Vettore habitat a scala geografica e i numerosi fotoinserimenti inseriti per contrasto all’interno di diversi paesaggi.
Il linguaggio visivo dell'utopia. Il paesaggio nei collage e fotomontaggi architettonici degli anni Sessanta / Colonnese, F., Schiavo, A.. - (2026), pp. 26-39. (Atti del II Convegno VL - International Conference on Visualizing Landscape Caserta ) [10.82048/202604].
Il linguaggio visivo dell'utopia. Il paesaggio nei collage e fotomontaggi architettonici degli anni Sessanta.
Fabio Colonnese;Antonio Schiavo
2026
Abstract
Il presente contributo si pone l’obiettivo di indagare le rappresentazioni del paesaggio nel suo complesso rapporto con l’architettura – fino alla scala infrastrutturale – realizzate attraverso le tecniche compositive del fotomontaggio, e in particolare del fotoinserimento e del foto-collage. Benché queste siano tecniche già largamente in uso a partire specialmente dagli anni Venti del Novecento, è negli anni Sessanta che si caricano di significati rinnovati o inediti, “in una temperie politica [sociale e culturale] di sensi e bisogni nuovi” (Carducci); che, seppur con diverse e mutevoli sfaccettature, si sentiva in tutto il mondo. Tali elaborati grafici si caricano di valori che vanno al di là della resa estetica finale, sfociando nella contestazione, nell’immaginario e nell’utopia. Sono stati scelti quattro casi studio, eterogenei ma tra loro parzialmente connessi: Hans Hollein con il ciclo di fotomontaggi intitolato Trasformazioni; Arata Isozaki e il progetto The Future City (The Incubation Project), presentato con la tecnica del fotomontaggio; Superstudio il cui celebre Monumento Continuo e la relativa lunga serie di fotomontaggi assumono i toni di un manifesto grafico; ed infine Luigi Pellegrin, con il suo Vettore habitat a scala geografica e i numerosi fotoinserimenti inseriti per contrasto all’interno di diversi paesaggi.| File | Dimensione | Formato | |
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