Introduzione: Le infezioni invasive da Candida parapsilosis, complesso di specie strettamente correlate che include C. parapsilosis sensu stricto, C. metapsilosis e C. orthopsilosis, C. theae e C. margitis, rappresentano una quota crescente delle candidemie a livello globale, in particolare in ambito nosocomiale e nei pazienti fragili. In questo contesto, lo studio dei principali fattori di virulenza, quali adesione, formazione di biofilm e resistenza allo stress osmotico, è fondamentale per comprendere i meccanismi di persistenza e di fallimento terapeutico. L’impiego di oli essenziali o dei loro componenti è una strategia promettente per potenziare l’effetto degli antifungini convenzionali; tra questi, il carvacrolo, monoterpene fenolico costituente di numerosi oli essenziali ha dimostrato spiccata attività antifungina. Materiali e Metodi: Isolati clinici di Candida parapsilosis sensu stricto sono stati selezionati per questo studio. La concentrazione minima inibente (MIC) del carvacrolo è stata determinata secondo il protocollo standard internazionale (CLSI M27-A4). La metodologia della microdiluizione è stata utilizzata anche per la valutazione della resistenza allo stress osmotico a concentrazioni scalari di NaCl, in assenza e in presenza di carvacrolo. La variazione della capacità di adesione su materiale plastico è stata valutata mediante il saggio del Cristalvioletto (1). L’effetto del carvacrolo sulla formazione di biofilm è stato studiato tramite saggio al Cristalvioletto, andando a quantificare la biomassa totale, e saggio XTT-menadione, per la valutazione delle cellule metabolicamente attive (2). Risultati: I valori di MIC ottenuti per il carvacrolo sono risultati compresi tra 0,195 e 0,39 mg/mL. La resistenza allo stress osmotico, osservata in assenza di trattamento in un intervallo di concentrazioni di NaCl tra 7,5% e 15%, s è ridotta in presenza di carvacrolo sia a concentrazioni di MIC che di ½ MIC. L’aderenza utilizzando concentrazioni di MIC, è diminuita solo in alcuni isolati clinici. La presenza di carvacrolo a concentrazioni di MIC si è dimostrata efficace nel ridurre la formazione di biofilm di tutti i ceppi testati a 24 h e 48 h, con entrambi i metodi di valutazione, mentre concentrazioni di ½ MIC sono risultate efficaci solo su una parte dei microrganismi utilizzati (Fig.1). Discussione e Conclusioni: L’impiego del carvacrolo come modulatore dei fattori di virulenza di Candida parapsilosis, in grado di ridurre significativamente diversi fattori di virulenza tra cui la formazione di biofilm già a concentrazioni inferiori alla MIC, emerge come potenziale opzione terapeutica.
Composti naturali come strategie alternative per modulare la virulenza e la resistenza agli agenti antimicotici in Candida parapsilosis / Giammarino, Andrea; Giusiano, Gustavo; Angiolella, Letizia. - (2026). ( VIII CONGRESSO NAZIONALE Bari; Italia ).
Composti naturali come strategie alternative per modulare la virulenza e la resistenza agli agenti antimicotici in Candida parapsilosis
Andrea Giammarino
Primo
;Gustavo Giusiano;Letizia AngiolellaUltimo
2026
Abstract
Introduzione: Le infezioni invasive da Candida parapsilosis, complesso di specie strettamente correlate che include C. parapsilosis sensu stricto, C. metapsilosis e C. orthopsilosis, C. theae e C. margitis, rappresentano una quota crescente delle candidemie a livello globale, in particolare in ambito nosocomiale e nei pazienti fragili. In questo contesto, lo studio dei principali fattori di virulenza, quali adesione, formazione di biofilm e resistenza allo stress osmotico, è fondamentale per comprendere i meccanismi di persistenza e di fallimento terapeutico. L’impiego di oli essenziali o dei loro componenti è una strategia promettente per potenziare l’effetto degli antifungini convenzionali; tra questi, il carvacrolo, monoterpene fenolico costituente di numerosi oli essenziali ha dimostrato spiccata attività antifungina. Materiali e Metodi: Isolati clinici di Candida parapsilosis sensu stricto sono stati selezionati per questo studio. La concentrazione minima inibente (MIC) del carvacrolo è stata determinata secondo il protocollo standard internazionale (CLSI M27-A4). La metodologia della microdiluizione è stata utilizzata anche per la valutazione della resistenza allo stress osmotico a concentrazioni scalari di NaCl, in assenza e in presenza di carvacrolo. La variazione della capacità di adesione su materiale plastico è stata valutata mediante il saggio del Cristalvioletto (1). L’effetto del carvacrolo sulla formazione di biofilm è stato studiato tramite saggio al Cristalvioletto, andando a quantificare la biomassa totale, e saggio XTT-menadione, per la valutazione delle cellule metabolicamente attive (2). Risultati: I valori di MIC ottenuti per il carvacrolo sono risultati compresi tra 0,195 e 0,39 mg/mL. La resistenza allo stress osmotico, osservata in assenza di trattamento in un intervallo di concentrazioni di NaCl tra 7,5% e 15%, s è ridotta in presenza di carvacrolo sia a concentrazioni di MIC che di ½ MIC. L’aderenza utilizzando concentrazioni di MIC, è diminuita solo in alcuni isolati clinici. La presenza di carvacrolo a concentrazioni di MIC si è dimostrata efficace nel ridurre la formazione di biofilm di tutti i ceppi testati a 24 h e 48 h, con entrambi i metodi di valutazione, mentre concentrazioni di ½ MIC sono risultate efficaci solo su una parte dei microrganismi utilizzati (Fig.1). Discussione e Conclusioni: L’impiego del carvacrolo come modulatore dei fattori di virulenza di Candida parapsilosis, in grado di ridurre significativamente diversi fattori di virulenza tra cui la formazione di biofilm già a concentrazioni inferiori alla MIC, emerge come potenziale opzione terapeutica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


