Introduzione. Studi recenti evidenziano la presenza di svariate alterazioni ipniche nei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione. Similmente, è stata riscontrata anche l’esistenza di un legame tra diverse caratteristiche soggettive del sonno e la gravità della sintomatologia alimentare in tale popolazione clinica. A partire da lavori precedenti che hanno mostrato gli effetti positivi del trattamento riabilitativo presso l’Ospedale San Giuseppe su individui affetti da anoressia e bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata, il presente studio si propone di valutarne l’effetto anche sul sonno soggettivamente percepito da tali pazienti, ipotizzando un miglioramento. In secondo luogo, si intende indagare se tali miglioramenti siano correlati alla regressione dei sintomi alimentari. Metodo. È stato condotto uno studio osservazionale di tipo longitudinale su pazienti con disturbi dell’alimentazione (in particolare, anoressia, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata) in trattamento riabilitativo semi-residenziale presso l’Ospedale di San Giuseppe. Attualmente, il reclutamento è ancora in corso, con l’obiettivo di includere un campione minimo di 66 pazienti (i.e., 22 per diagnosi). La qualità soggettivamente percepita del sonno è valutata tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index, mentre la sintomatologia alimentare tramite l’Eating Disorder Inventory-3. Risultati preliminari. In generale, i pazienti affetti da disturbi alimentari mostrano miglioramenti nella percezione della durata, dell’efficacia e della qualità del sonno, oltre che nella presenza di disfunzioni diurne. In particolare, tra i soggetti con diagnosi di anoressia nervosa si ritrova un miglioramento significativo nel corso del ricovero nella durata percepita del sonno, nell’efficienza e nel punteggio totale. Tuttavia, tali miglioramenti non risulterebbero essere correlati a quelli nella sintomatologia alimentare. A causa dell’attuale esiguità del campione, non è stato possibile condurre le analisi statistiche per i sottogruppi con bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata. Conclusioni preliminari. I dati preliminari suggeriscono che il trattamento riabilitativo ha un impatto positivo sulla qualità soggettivamente percepita del sonno nei pazienti con disturbi del comportamento alimentare. Nell’ipotesi che tali miglioramenti possano essere connessi alla regressione della sintomatologia alimentare, si necessita di ampliare il campione per poter svolgere analisi maggiormente attendibil

La qualità del sonno in un campione di soggetti affetti da disturbi dell’alimentazione durante un percorso riabilitativo semi-residenziale: dati preliminari / Cera, G.; Mastrocola, S.; Scarpelli, S.; Boltri, M.; Brusa, F.; Scalia, A.; Gorgoni, M.; Lombardi, C.; Mendolicchio, L.; &, ; De Gennaro, L.. - (2025). ( XXXV Congresso Accademia Italiana Medicina del Sonno Palermo; Italia ).

La qualità del sonno in un campione di soggetti affetti da disturbi dell’alimentazione durante un percorso riabilitativo semi-residenziale: dati preliminari.

Cera G.
Primo
;
Scarpelli S.;Gorgoni M.;De Gennaro, L.
Ultimo
2025

Abstract

Introduzione. Studi recenti evidenziano la presenza di svariate alterazioni ipniche nei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione. Similmente, è stata riscontrata anche l’esistenza di un legame tra diverse caratteristiche soggettive del sonno e la gravità della sintomatologia alimentare in tale popolazione clinica. A partire da lavori precedenti che hanno mostrato gli effetti positivi del trattamento riabilitativo presso l’Ospedale San Giuseppe su individui affetti da anoressia e bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata, il presente studio si propone di valutarne l’effetto anche sul sonno soggettivamente percepito da tali pazienti, ipotizzando un miglioramento. In secondo luogo, si intende indagare se tali miglioramenti siano correlati alla regressione dei sintomi alimentari. Metodo. È stato condotto uno studio osservazionale di tipo longitudinale su pazienti con disturbi dell’alimentazione (in particolare, anoressia, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata) in trattamento riabilitativo semi-residenziale presso l’Ospedale di San Giuseppe. Attualmente, il reclutamento è ancora in corso, con l’obiettivo di includere un campione minimo di 66 pazienti (i.e., 22 per diagnosi). La qualità soggettivamente percepita del sonno è valutata tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index, mentre la sintomatologia alimentare tramite l’Eating Disorder Inventory-3. Risultati preliminari. In generale, i pazienti affetti da disturbi alimentari mostrano miglioramenti nella percezione della durata, dell’efficacia e della qualità del sonno, oltre che nella presenza di disfunzioni diurne. In particolare, tra i soggetti con diagnosi di anoressia nervosa si ritrova un miglioramento significativo nel corso del ricovero nella durata percepita del sonno, nell’efficienza e nel punteggio totale. Tuttavia, tali miglioramenti non risulterebbero essere correlati a quelli nella sintomatologia alimentare. A causa dell’attuale esiguità del campione, non è stato possibile condurre le analisi statistiche per i sottogruppi con bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata. Conclusioni preliminari. I dati preliminari suggeriscono che il trattamento riabilitativo ha un impatto positivo sulla qualità soggettivamente percepita del sonno nei pazienti con disturbi del comportamento alimentare. Nell’ipotesi che tali miglioramenti possano essere connessi alla regressione della sintomatologia alimentare, si necessita di ampliare il campione per poter svolgere analisi maggiormente attendibil
2025
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