Il contributo analizza la sentenza n. 138 del 28 luglio 2025 della Corte costituzionale, con cui è stata dichiarata infondata la questione di legittimità dell’art. 80, comma 4, del D.Lgs. 50/2016, sollevata dalla Terza Sezione del Consiglio di Stato per asserita violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità ex art. 3 Cost. La questione concerneva la compatibilità costituzionale della soglia fissa di € 5.000 quale parametro per qualificare come ‘gravi’ le violazioni fiscali definitivamente accertate, comportanti l’esclusione automatica dalle procedure di gara pubblica. Dopo aver ripercorso l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di cause di esclusione, il contributo esamina le argomentazioni del giudice rimettente, incentrate sull’esigenza di correlare la soglia di gravità al valore dell’appalto, e la risposta della Corte che, invece, ha ritenuto conforme a Costituzione la scelta legislativa, in quanto funzionale a garantire l’integrità e l’affidabilità dell’operatore economico. La decisione costituisce, ad avviso dell’Autore, la riaffermazione del principio secondo cui l’interesse pubblico alla correttezza fiscale dei contraenti prevale sul favor partecipationis, confermando la legittimità di una soglia astrattamente determinata e oggettiva, non suscettibile di graduazioni proporzionali al valore della commessa.
Proporzionalità della soglia di gravità delle violazioni fiscali definitivamente accertate. Gli approdi della sentenza n. 138 del 28 luglio 2025 della Corte costituzionale / Pisano, Arianna. - In: OSSERVATORIO COSTITUZIONALE. - ISSN 2283-7515. - 1(2026).
Proporzionalità della soglia di gravità delle violazioni fiscali definitivamente accertate. Gli approdi della sentenza n. 138 del 28 luglio 2025 della Corte costituzionale
Arianna Pisano
2026
Abstract
Il contributo analizza la sentenza n. 138 del 28 luglio 2025 della Corte costituzionale, con cui è stata dichiarata infondata la questione di legittimità dell’art. 80, comma 4, del D.Lgs. 50/2016, sollevata dalla Terza Sezione del Consiglio di Stato per asserita violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità ex art. 3 Cost. La questione concerneva la compatibilità costituzionale della soglia fissa di € 5.000 quale parametro per qualificare come ‘gravi’ le violazioni fiscali definitivamente accertate, comportanti l’esclusione automatica dalle procedure di gara pubblica. Dopo aver ripercorso l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di cause di esclusione, il contributo esamina le argomentazioni del giudice rimettente, incentrate sull’esigenza di correlare la soglia di gravità al valore dell’appalto, e la risposta della Corte che, invece, ha ritenuto conforme a Costituzione la scelta legislativa, in quanto funzionale a garantire l’integrità e l’affidabilità dell’operatore economico. La decisione costituisce, ad avviso dell’Autore, la riaffermazione del principio secondo cui l’interesse pubblico alla correttezza fiscale dei contraenti prevale sul favor partecipationis, confermando la legittimità di una soglia astrattamente determinata e oggettiva, non suscettibile di graduazioni proporzionali al valore della commessa.| File | Dimensione | Formato | |
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