OBIETTIVI Il mantenimento dei livelli ossei crestali attorno agli impianti è fondamentale per garantire la stabilità dei tessuti molli e il successo a lungo termine. Questo studio ha avuto l’obiettivo di valutare l’entità della perdita ossea crestale, a 2, 12, 36 e 60 mesi di follow-up dall’inserimento implantare, in impianti posizionati a livello iuxta-crestale e sotto-crestale, con la spalla a 2 mm sotto la cresta alveolare. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio clinico randomizzato con disegno split-mouth su soggetti con edentulia parziale mandibolare di Classe IV di Kennedy. A ciascun partecipante sono stati inseriti due impianti della stessa lunghezza e diametro: uno posizionato a livello crestale e l’altro a livello sub-crestale nella sede de ge: -2,0 a -0,2 mm), con differenza non statisticamente significativa (P = 0,65). Il confronto della perdita ossea crestale nei vari intervalli di follow-up ha mostrato una maggiore perdita ossea nel gruppo sub-crestale tra T0 e T1 (-0,25 vs -0,1mm)etraT1eT2(-0,39vs -0,23 mm). Tuttavia, tra T3 e T4, gli impianti a livello crestale hanno evidenziato una perdita ossea significativamente maggiore (-0,18 vs -0,05 mm, P = 0,01). CONCLUSIONI In conclusione, sebbene la posizione della spalla dell’impianto rispetto alla cresta non influisca significativamente sulla CBL a lungo termine, il posizionamento sub-crestale potrebbe offrire vantaggi riducendo il rischio di esposizione della superficie ruvida dell’impianto, suggerendone l’adozione come approccio preferenziale. SIGNIFICATO CLINICO I risultati del presente studio implicano che, sebbene la posizione della spalla dell’impianto rispetto alla cresta ossea non abbia mostrato differenze significative nella perdita ossea a lungo termine, il posizionamento sub-crestale offre notevoli vantaggi. Tale posizione implantare consentirebbe di ridurre il rischio di esposizione orale della superficie ruvida dell’impianto, un fattore critico per prevenire infiammazioni peri-implantari e mantenere la stabilità dei tessuti molli.
L’impatto della posizione implantare sulla perdita ossea crestale: uno studio split-mouth / Brilli, Davide; Altieri, Federica; Cassetta, Michele. - In: DENTAL CADMOS. - ISSN 0011-8524. - 93:08(2025), pp. 582-593. [10.19256/d.cadmos.08.2025.06]
L’impatto della posizione implantare sulla perdita ossea crestale: uno studio split-mouth
Altieri, FedericaWriting – Original Draft Preparation
;Cassetta, MicheleWriting – Review & Editing
2025
Abstract
OBIETTIVI Il mantenimento dei livelli ossei crestali attorno agli impianti è fondamentale per garantire la stabilità dei tessuti molli e il successo a lungo termine. Questo studio ha avuto l’obiettivo di valutare l’entità della perdita ossea crestale, a 2, 12, 36 e 60 mesi di follow-up dall’inserimento implantare, in impianti posizionati a livello iuxta-crestale e sotto-crestale, con la spalla a 2 mm sotto la cresta alveolare. MATERIALI E METODI È stato condotto uno studio clinico randomizzato con disegno split-mouth su soggetti con edentulia parziale mandibolare di Classe IV di Kennedy. A ciascun partecipante sono stati inseriti due impianti della stessa lunghezza e diametro: uno posizionato a livello crestale e l’altro a livello sub-crestale nella sede de ge: -2,0 a -0,2 mm), con differenza non statisticamente significativa (P = 0,65). Il confronto della perdita ossea crestale nei vari intervalli di follow-up ha mostrato una maggiore perdita ossea nel gruppo sub-crestale tra T0 e T1 (-0,25 vs -0,1mm)etraT1eT2(-0,39vs -0,23 mm). Tuttavia, tra T3 e T4, gli impianti a livello crestale hanno evidenziato una perdita ossea significativamente maggiore (-0,18 vs -0,05 mm, P = 0,01). CONCLUSIONI In conclusione, sebbene la posizione della spalla dell’impianto rispetto alla cresta non influisca significativamente sulla CBL a lungo termine, il posizionamento sub-crestale potrebbe offrire vantaggi riducendo il rischio di esposizione della superficie ruvida dell’impianto, suggerendone l’adozione come approccio preferenziale. SIGNIFICATO CLINICO I risultati del presente studio implicano che, sebbene la posizione della spalla dell’impianto rispetto alla cresta ossea non abbia mostrato differenze significative nella perdita ossea a lungo termine, il posizionamento sub-crestale offre notevoli vantaggi. Tale posizione implantare consentirebbe di ridurre il rischio di esposizione orale della superficie ruvida dell’impianto, un fattore critico per prevenire infiammazioni peri-implantari e mantenere la stabilità dei tessuti molli.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


