Negli ultimi decenni si stanno manifestando considerevoli cambiamenti nel clima del pianeta che influenzano notevolmente l’economia ed il sistema finanziario nel suo complesso. È presente una forte correlazione tra il materializzarsi dei rischi connessi al cambiamento climatico ed i potenziali effetti negativi sulla stabilità dei singoli intermediari. Al cambiamento climatico, demografico, e socio-economico vengono associati nuove tipologie di rischi ESG (Environmental, Social and Governance). A livello globale, negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale l’attenzione dei regolatori finanziari sui fattori ESG ed in particolare sulla rendicontazione finanziaria dei rischi ambientali e climatici. Le banche centrali e le autorità di vigilanza stanno man mano inserendo la sostenibilità ambientale, sociale e di governance nei loro programmi di lavoro. È importante sottolineare come l’impatto dei fattori ESG sul sistema finanziario, in generale, e sul sistema bancario, in particolare, possa essere analizzato da una duplice prospettiva. Da un lato, tali fattori influenzano notevolmente le performace di lungo periodo degli intermediari ed è fondamentale valutarne gli impatti per limitare i possibili effetti negativi sulla loro stabilità. Dall’altro, attraverso una gestione adeguata di tali rischi, è possibile cogliere le opportunità derivanti dai cambiamenti climatici, dal momento che il sistema bancario riveste un ruolo cruciale non solo per assicurare la stabilità del sistema finanziario, ma anche per orientare la transizione verso un’economia green, indirizzando le risorse necessarie per favorire lo sviluppo sostenibile. Tale ruolo richiede agli intermediari di adottare delle misure di aggiustamento al loro interno per gestire le sfide legate al cambiamento climatico nell’ottica della creazione di valore sostenibile. Tali misure riguardano, tra le altre, l’integrazione dei rischi ESG nel modello di misurazione del rischio; l’ampliamento nell’offerta di nuovi prodotti e servizi in linea con la promozione dello sviluppo sostenibile; l’implementazione di un modello di business sostenibile, che sarà oggetto di valutazione futura. L’obiettivo di questo paper è quello di analizzare il quadro regolamentare in materia di rendicontazione dei rischi climatici, evidenziando alcune criticità determinate dal ristretto ambito di applicazione della normativa, che esclude dal novero delle imprese soggette alla regolamentazione quelle di piccole e medie dimensioni, così determinando carenza di informazioni adeguate a disposizione degli operatori finanziari. Tali informazioni sono infatti cruciali per gli intermediari, da un lato per orientare correttamente le loro scelte di finanziamento ed investimento nel perseguire le politiche di investimento sostenibile e gli obiettivi prefissati in sede di piano industriale; dall’altro per consentire una corretta e puntuale rappresentazione, in sede di bilancio, delle esposizioni verso progetti sostenibili, ciò anche al fine di soddisfare le aspettative dell’autorità di vigilanza al riguardo. Si presenteranno alcune ipotesi sulle principali sfide future che le banche italiane dovranno affrontare, quali la carenza di dati in materia di sostenibilità sia rispetto alle controparti affidate che a livello di settore. Tale carenza di dati può tradursi in una generale difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, a detrimento della transizione ecologica. Ciò è di particolare rilevanza (ed interesse ai fini dell’analisi) in Italia, dove il tessuto imprenditoriale è formato principalmente da PMI. Ci si soffermerà poi sul tema dell’integrazione dei fattori ESG nei modelli di business bancari, introducendo il concetto di modello di business sostenibile e gli archetipi proposti dalla letteratura. Infine, si introdurrà l’analisi empirica che si intende condurre nei mesi futuri, poiché dal 2024 le banche quotate dovranno fornire informazioni dettagliate sui key performance indicators (KPIs) di sostenibilità ed in particolare sul green asset ratio (GAR), in riferimento all’esercizio finanziario 2023. L’idea è quella di prendere in considerazione questo campione di banche e condurre l’analisi partendo dai dati di bilancio. In riferimento a specifiche variabili economiche e patrimoniali, si intende utilizzare la cluster analysis come metodologia per classificare le banche in base al loro modello di business e valutare le performance. Si calcolerà poi il GAR di ciascun cluster per effettuare delle valutazioni in merito allo stato di transizione delle banche verso un modello di business sostenibile.
Gli interventi regolamentari in materia ESG e la transizione verso un’economia sostenibile: sfide per il sistema bancario ed impatti sui business model / Criscuolo, Francesca. - (2023). (Intervento presentato al convegno L’evoluzione dei business model bancari tra nuovi fabbisogni finanziari delle imprese, innovazioni tecnologiche e interventi regolamentari tenutosi a Università degli Studi di Firenze).
Gli interventi regolamentari in materia ESG e la transizione verso un’economia sostenibile: sfide per il sistema bancario ed impatti sui business model
Francesca Criscuolo
2023
Abstract
Negli ultimi decenni si stanno manifestando considerevoli cambiamenti nel clima del pianeta che influenzano notevolmente l’economia ed il sistema finanziario nel suo complesso. È presente una forte correlazione tra il materializzarsi dei rischi connessi al cambiamento climatico ed i potenziali effetti negativi sulla stabilità dei singoli intermediari. Al cambiamento climatico, demografico, e socio-economico vengono associati nuove tipologie di rischi ESG (Environmental, Social and Governance). A livello globale, negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale l’attenzione dei regolatori finanziari sui fattori ESG ed in particolare sulla rendicontazione finanziaria dei rischi ambientali e climatici. Le banche centrali e le autorità di vigilanza stanno man mano inserendo la sostenibilità ambientale, sociale e di governance nei loro programmi di lavoro. È importante sottolineare come l’impatto dei fattori ESG sul sistema finanziario, in generale, e sul sistema bancario, in particolare, possa essere analizzato da una duplice prospettiva. Da un lato, tali fattori influenzano notevolmente le performace di lungo periodo degli intermediari ed è fondamentale valutarne gli impatti per limitare i possibili effetti negativi sulla loro stabilità. Dall’altro, attraverso una gestione adeguata di tali rischi, è possibile cogliere le opportunità derivanti dai cambiamenti climatici, dal momento che il sistema bancario riveste un ruolo cruciale non solo per assicurare la stabilità del sistema finanziario, ma anche per orientare la transizione verso un’economia green, indirizzando le risorse necessarie per favorire lo sviluppo sostenibile. Tale ruolo richiede agli intermediari di adottare delle misure di aggiustamento al loro interno per gestire le sfide legate al cambiamento climatico nell’ottica della creazione di valore sostenibile. Tali misure riguardano, tra le altre, l’integrazione dei rischi ESG nel modello di misurazione del rischio; l’ampliamento nell’offerta di nuovi prodotti e servizi in linea con la promozione dello sviluppo sostenibile; l’implementazione di un modello di business sostenibile, che sarà oggetto di valutazione futura. L’obiettivo di questo paper è quello di analizzare il quadro regolamentare in materia di rendicontazione dei rischi climatici, evidenziando alcune criticità determinate dal ristretto ambito di applicazione della normativa, che esclude dal novero delle imprese soggette alla regolamentazione quelle di piccole e medie dimensioni, così determinando carenza di informazioni adeguate a disposizione degli operatori finanziari. Tali informazioni sono infatti cruciali per gli intermediari, da un lato per orientare correttamente le loro scelte di finanziamento ed investimento nel perseguire le politiche di investimento sostenibile e gli obiettivi prefissati in sede di piano industriale; dall’altro per consentire una corretta e puntuale rappresentazione, in sede di bilancio, delle esposizioni verso progetti sostenibili, ciò anche al fine di soddisfare le aspettative dell’autorità di vigilanza al riguardo. Si presenteranno alcune ipotesi sulle principali sfide future che le banche italiane dovranno affrontare, quali la carenza di dati in materia di sostenibilità sia rispetto alle controparti affidate che a livello di settore. Tale carenza di dati può tradursi in una generale difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, a detrimento della transizione ecologica. Ciò è di particolare rilevanza (ed interesse ai fini dell’analisi) in Italia, dove il tessuto imprenditoriale è formato principalmente da PMI. Ci si soffermerà poi sul tema dell’integrazione dei fattori ESG nei modelli di business bancari, introducendo il concetto di modello di business sostenibile e gli archetipi proposti dalla letteratura. Infine, si introdurrà l’analisi empirica che si intende condurre nei mesi futuri, poiché dal 2024 le banche quotate dovranno fornire informazioni dettagliate sui key performance indicators (KPIs) di sostenibilità ed in particolare sul green asset ratio (GAR), in riferimento all’esercizio finanziario 2023. L’idea è quella di prendere in considerazione questo campione di banche e condurre l’analisi partendo dai dati di bilancio. In riferimento a specifiche variabili economiche e patrimoniali, si intende utilizzare la cluster analysis come metodologia per classificare le banche in base al loro modello di business e valutare le performance. Si calcolerà poi il GAR di ciascun cluster per effettuare delle valutazioni in merito allo stato di transizione delle banche verso un modello di business sostenibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


