È opinione comune, nella tradizione di studi sulla satira menippea, che le composizioni satiriche di Varrone mancassero dell’aspetto dell’onomastì komodeîn, escludendo ogni tipo di scherno personale e prediligendo l’adozione di un discorso moraleggiante vago e dai toni concilianti. Tuttavia, sebbene la satira di Varrone abbia certamente poco in comune con l’aggressività luciliana, non è del tutto priva di accenni alla politica e di elementi di parodia letteraria: i frammenti superstiti presentano talvolta al lettore veri e propri esempi di caricatura poetica, mentre alcuni passi offrono una chiara testimonianza del giudizio critico del loro autore. Il presente contributo affronta questo aspetto poco noto della produzione letteraria di Varrone, soffermandosi in particolare su due poeti altrimenti sconosciuti, Quintipore Clodio e Pompilio, a cui Varrone fa riferimento nelle sue satire perché ritenuti, rispettivamente, un terribile comico e un pomposo autore tragico.
Quintipore Clodio e Pompilio: due casi di polemica letteraria nelle Satire Menippee di Varrone? / Farese, Martina. - In: BOLLETTINO DI STUDI LATINI. - ISSN 0006-6583. - 54:2(2024), pp. 648-658.
Quintipore Clodio e Pompilio: due casi di polemica letteraria nelle Satire Menippee di Varrone?
martina farese
2024
Abstract
È opinione comune, nella tradizione di studi sulla satira menippea, che le composizioni satiriche di Varrone mancassero dell’aspetto dell’onomastì komodeîn, escludendo ogni tipo di scherno personale e prediligendo l’adozione di un discorso moraleggiante vago e dai toni concilianti. Tuttavia, sebbene la satira di Varrone abbia certamente poco in comune con l’aggressività luciliana, non è del tutto priva di accenni alla politica e di elementi di parodia letteraria: i frammenti superstiti presentano talvolta al lettore veri e propri esempi di caricatura poetica, mentre alcuni passi offrono una chiara testimonianza del giudizio critico del loro autore. Il presente contributo affronta questo aspetto poco noto della produzione letteraria di Varrone, soffermandosi in particolare su due poeti altrimenti sconosciuti, Quintipore Clodio e Pompilio, a cui Varrone fa riferimento nelle sue satire perché ritenuti, rispettivamente, un terribile comico e un pomposo autore tragico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


