L’acromegalia è una patologia rara caratterizzata dalla presenza di un’ipersecrezione di GH, a sua volta sostenuta, nella quasi totalità dei casi, da un adenoma ipofisario. Oltre a esporre il paziente a importanti alterazioni somatiche, essa determina anche la comparsa di complicanze cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari e neoplastiche, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita. Tra queste, le più significative sono la cardiomiopatia, osservabile in una percentuale di soggetti che arriva fino al 90% nei casi di lunga durata1, le apnee ostruttive notturne che interessano fino al 70% dei pazienti alla diagnosi, l’ipertensione e il diabete rilevabili, rispettivamente, in circa il 40% e il 30% dei casi2,3. L’ipertensione, come la maggior parte delle forme secondarie, è resistente alla terapia e può essere difficilmente controllabile anche ricorrendo a farmaci appartenenti a più classi terapeutiche. In aggiunta, il rialzo pressorio può risultare severo in una percentuale di casi che arriva fino al 60%4. Uno dei principali meccanismi implicati nella sua patogenesi potrebbe essere legato alle presenza di una sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSAS)5. In ogni caso, la prevalenza di complicanze nella popolazione acromegalica è estremamente variabile e influenzata da diversi parametri, quali l’età alla diagnosi, la durata di malattia ecc.

Case-history: acromegalia evoluta spontaneamente in empty sella con comorbilità attive / Cargnelutti, Francesco; Costa, Denise; D'Amico, Tania; Mecca, Nicoletta; Mercuri, Valeria; Gargiulo, Patrizia. - In: INFORMER IN ENDOCRINOLOGIA. - 25(2014), pp. 20-23.

Case-history: acromegalia evoluta spontaneamente in empty sella con comorbilità attive

Francesco Cargnelutti
Primo
;
Denise Costa
Secondo
;
Tania D’Amico;Nicoletta Mecca;Valeria Mercuri;Patrizia Gargiulo
Ultimo
2014

Abstract

L’acromegalia è una patologia rara caratterizzata dalla presenza di un’ipersecrezione di GH, a sua volta sostenuta, nella quasi totalità dei casi, da un adenoma ipofisario. Oltre a esporre il paziente a importanti alterazioni somatiche, essa determina anche la comparsa di complicanze cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari e neoplastiche, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita. Tra queste, le più significative sono la cardiomiopatia, osservabile in una percentuale di soggetti che arriva fino al 90% nei casi di lunga durata1, le apnee ostruttive notturne che interessano fino al 70% dei pazienti alla diagnosi, l’ipertensione e il diabete rilevabili, rispettivamente, in circa il 40% e il 30% dei casi2,3. L’ipertensione, come la maggior parte delle forme secondarie, è resistente alla terapia e può essere difficilmente controllabile anche ricorrendo a farmaci appartenenti a più classi terapeutiche. In aggiunta, il rialzo pressorio può risultare severo in una percentuale di casi che arriva fino al 60%4. Uno dei principali meccanismi implicati nella sua patogenesi potrebbe essere legato alle presenza di una sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSAS)5. In ogni caso, la prevalenza di complicanze nella popolazione acromegalica è estremamente variabile e influenzata da diversi parametri, quali l’età alla diagnosi, la durata di malattia ecc.
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