Introduzione Da quando è scoppiata la pandemia da COVID è aumentato il rischio per i giovani di incorrere in problemi di adattamento psicosociale. Questo studio intende contribuire ad una migliore comprensione del ruolo della socializzazione genitoriale delle emozioni e della regolazione delle emozioni dei figli rispetto all’adattamento psicosociale dei figli adolescenti. Inoltre, verrà indagato se dall’inizio della pandemia c’è stato un peggioramento nel grado di supporto dei genitori alle reazioni emotive dei figli e nell’adattamento psicosociale dei figli. Per socializzazione genitoriale delle emozioni si intende l’insieme di strategie messe in atto dai genitori in risposta alle reazioni emotive dei figli. In linea con quanto emerso in studi precedenti (con campioni normativi e clinici), si ipotizza che strategie genitoriali supportive in risposta alle reazioni emotive dei figli si associno a un buon adattamento emotivo e sociale dei loro figli. Metodo Al tempo 1, hanno partecipato allo studio un campione clinico di 74 ragazzi/e (età media = 15.06, DS = 2,28; 44,4% ragazze), 74 madri e 62 padri. Criteri di inclusione sono stati una diagnosi di disturbo dell’umore, di ansia, dell’apprendimento e della condotta. La raccolta dati si è conclusa a dicembre 2019 (prima della pandemia da COVID19). Le valutazioni dei genitori sulla socializzazione delle emozioni dei figli (Emotion as a Child Scale; EAC; Malagai, 1996) e sull’adattamento psicosociale dei figli (CBCL; Achenbach, 1991) sono state indagate in remoto. L’autovalutazione dei figli sulla loro regolazione emotiva è stata indagata attraverso la scala DERS (Gratz & Romer, 2004) in remoto e tramite la raccolta di campioni salivari al fine di indagare la cortisol awakening response – CAR, un ottimo indicatore di buon funzionamento psicosociale (Carnevali et al., 2014). Al tempo 2 sono state indagate in remoto le valutazioni dei genitori (scale EAC, DERS e CBCL) circa i comportamenti loro e dei figli sin dall’inizio della pandemia (N madri = 45; N padri = 21). La raccolta dati è iniziata in agosto 2020 ed è ancora in corso. Risultati Da una serie di Test-T per campioni appaiati è emersa una diminuzione sia nei comportamenti genitoriali supportivi in risposta a reazioni di rabbia e tristezza dei figli (Tempo 1 M=3.63, DS=.55; Tempo 2 M=3.27, DS=.67; Test-T =3.09, p<.01), sia nei sintomi internalizzanti (Tempo 1 M=1.39, DS=.24; Tempo 2=1.28, DS=.20; Test-T =2.63, p<.5). Dalle correlazioni r di Pearson è emerso che comportamenti genitoriali non supportivi in risposta a reazioni di rabbia e tristezza dei figli al Tempo 1 si associano a maggiore disregolazione emotiva dei figli e a maggiori sintomi internalizzanti ed esternalizzanti al Tempo 2 (r = .45, p<.01; r = .44, p<.01; r = .65, p<.01, rispettivamente). Inoltre, al Tempo 1, una maggiore disregolazione emotiva dei figli si associa a maggiori sintomi internalizzanti dei figli (r = .34, p<.01). Al Tempo 2, una maggiore disregolazione emotiva dei figli si associa sia a maggiori sintomi internalizzanti (r = .76, p<.01), che esternalizzanti dei figli (r = .57, p<.01). Conclusioni Questi risultati invitano ad una riflessione cauta circa le conseguenze che la pandemia e la quarantena hanno avuto sul funzionamento familiare. In particolare, i dati del presente studio mostrano che la vita familiare ai tempi del COVID19 (più tempo passato in famiglia, minori interazioni sociali al di fuori della famiglia) ha determinato una diminuzione dei comportamenti genitoriali di supporto allo sviluppo emotivo dei figli, ma anche una diminuzione nella sintomatologia internalizzante dei figli. Questi risultati andrebbero interpretati alla luce di una serie di fattori (tra cui la severità della sintomatologia dei figli prima della pandemia). Inoltre, in linea con la letteratura precedente, comportamenti genitoriali non supportivi in risposta ad una reazione di rabbia o di tristezza da parte dei figli (ad esempio, punire o ignorare i figli per la loro reazione emotiva) si associano con maggiori difficolta dei figli nella gestione di tali emozioni, e con maggiori sintomi internalizzanti ed esternalizzanti. Questi risultati contribuiscono a migliorare la comprensione di come la socializzazione parentale delle emozioni abbia un ruolo cruciale per il buon adattamento dei figli. Infine, essi suggeriscono che lavorare sulla socializzazione parentale delle emozioni potrebbe favorire l’efficacia del lavoro dei professionisti che operano a supporto della genitorialità e dello sviluppo adattivo in adolescenza, soprattutto in un contesto sfidante come quello delle relazioni genitori - figli ai tempi del COVID19.

La socializzazione genitoriale delle emozioni ai tempi del Covid e l'adattamento psicosociale dei figli: un contributo empirico in un campione clinico di adolescenti / Fiasconaro, I.; Di Giunta, L.; Lunetti, C.; Gliozzo, G.; Sangiuliano, C.; Salvo, G.; Ottaviani, C.; Aringolo, K.; Carnevali, L.. - (2020). ((Intervento presentato al convegno Giornate di Studio AIP “Emergenza COVID-19. Ricadute evolutive ed educative” - Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione tenutosi a Bari.

La socializzazione genitoriale delle emozioni ai tempi del Covid e l'adattamento psicosociale dei figli: un contributo empirico in un campione clinico di adolescenti

Fiasconaro I.
Primo
;
Di Giunta L.
Secondo
;
Lunetti C.;Gliozzo G.;Sangiuliano C.;Salvo G.;Ottaviani C.;Aringolo K.;
2020

Abstract

Introduzione Da quando è scoppiata la pandemia da COVID è aumentato il rischio per i giovani di incorrere in problemi di adattamento psicosociale. Questo studio intende contribuire ad una migliore comprensione del ruolo della socializzazione genitoriale delle emozioni e della regolazione delle emozioni dei figli rispetto all’adattamento psicosociale dei figli adolescenti. Inoltre, verrà indagato se dall’inizio della pandemia c’è stato un peggioramento nel grado di supporto dei genitori alle reazioni emotive dei figli e nell’adattamento psicosociale dei figli. Per socializzazione genitoriale delle emozioni si intende l’insieme di strategie messe in atto dai genitori in risposta alle reazioni emotive dei figli. In linea con quanto emerso in studi precedenti (con campioni normativi e clinici), si ipotizza che strategie genitoriali supportive in risposta alle reazioni emotive dei figli si associno a un buon adattamento emotivo e sociale dei loro figli. Metodo Al tempo 1, hanno partecipato allo studio un campione clinico di 74 ragazzi/e (età media = 15.06, DS = 2,28; 44,4% ragazze), 74 madri e 62 padri. Criteri di inclusione sono stati una diagnosi di disturbo dell’umore, di ansia, dell’apprendimento e della condotta. La raccolta dati si è conclusa a dicembre 2019 (prima della pandemia da COVID19). Le valutazioni dei genitori sulla socializzazione delle emozioni dei figli (Emotion as a Child Scale; EAC; Malagai, 1996) e sull’adattamento psicosociale dei figli (CBCL; Achenbach, 1991) sono state indagate in remoto. L’autovalutazione dei figli sulla loro regolazione emotiva è stata indagata attraverso la scala DERS (Gratz & Romer, 2004) in remoto e tramite la raccolta di campioni salivari al fine di indagare la cortisol awakening response – CAR, un ottimo indicatore di buon funzionamento psicosociale (Carnevali et al., 2014). Al tempo 2 sono state indagate in remoto le valutazioni dei genitori (scale EAC, DERS e CBCL) circa i comportamenti loro e dei figli sin dall’inizio della pandemia (N madri = 45; N padri = 21). La raccolta dati è iniziata in agosto 2020 ed è ancora in corso. Risultati Da una serie di Test-T per campioni appaiati è emersa una diminuzione sia nei comportamenti genitoriali supportivi in risposta a reazioni di rabbia e tristezza dei figli (Tempo 1 M=3.63, DS=.55; Tempo 2 M=3.27, DS=.67; Test-T =3.09, p<.01), sia nei sintomi internalizzanti (Tempo 1 M=1.39, DS=.24; Tempo 2=1.28, DS=.20; Test-T =2.63, p<.5). Dalle correlazioni r di Pearson è emerso che comportamenti genitoriali non supportivi in risposta a reazioni di rabbia e tristezza dei figli al Tempo 1 si associano a maggiore disregolazione emotiva dei figli e a maggiori sintomi internalizzanti ed esternalizzanti al Tempo 2 (r = .45, p<.01; r = .44, p<.01; r = .65, p<.01, rispettivamente). Inoltre, al Tempo 1, una maggiore disregolazione emotiva dei figli si associa a maggiori sintomi internalizzanti dei figli (r = .34, p<.01). Al Tempo 2, una maggiore disregolazione emotiva dei figli si associa sia a maggiori sintomi internalizzanti (r = .76, p<.01), che esternalizzanti dei figli (r = .57, p<.01). Conclusioni Questi risultati invitano ad una riflessione cauta circa le conseguenze che la pandemia e la quarantena hanno avuto sul funzionamento familiare. In particolare, i dati del presente studio mostrano che la vita familiare ai tempi del COVID19 (più tempo passato in famiglia, minori interazioni sociali al di fuori della famiglia) ha determinato una diminuzione dei comportamenti genitoriali di supporto allo sviluppo emotivo dei figli, ma anche una diminuzione nella sintomatologia internalizzante dei figli. Questi risultati andrebbero interpretati alla luce di una serie di fattori (tra cui la severità della sintomatologia dei figli prima della pandemia). Inoltre, in linea con la letteratura precedente, comportamenti genitoriali non supportivi in risposta ad una reazione di rabbia o di tristezza da parte dei figli (ad esempio, punire o ignorare i figli per la loro reazione emotiva) si associano con maggiori difficolta dei figli nella gestione di tali emozioni, e con maggiori sintomi internalizzanti ed esternalizzanti. Questi risultati contribuiscono a migliorare la comprensione di come la socializzazione parentale delle emozioni abbia un ruolo cruciale per il buon adattamento dei figli. Infine, essi suggeriscono che lavorare sulla socializzazione parentale delle emozioni potrebbe favorire l’efficacia del lavoro dei professionisti che operano a supporto della genitorialità e dello sviluppo adattivo in adolescenza, soprattutto in un contesto sfidante come quello delle relazioni genitori - figli ai tempi del COVID19.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1489044
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