L’aumento del numero degli anziani e in particolare dei grandi anziani ha evidenziato come i servizi pubblici e privati siano insufficienti a far fronte alle loro diverse esigenze e come occorra promuovere la solidarietà intergenerazionale tra anziani figli e nipoti adolescenti e giovani adulti. Purtroppo finora le ricerche sulla solidarietà intergenerazionale hanno esplorato le relazioni tra anziani e figli, e molto più raramente con nipoti adolescenti o giovani adulti, e quasi nessuna ha incluso nonni, genitori e nipoti. Scopi e metodologia: Abbiamo coinvolto 140 triadi composte da nonno, (età media 80 anni) genitore (età media 52 anni) e nipote (età media 24 anni). Ispirandoci alle teorie della solidarietà intergenerazionale di Silverstein, Bengston e Laron (1997), abbiamo esaminato quali tipologie di sostegno intergenerazionale (contatto, strumentale e socio emotivo) erano maggiormente presenti e esplorato le tipologie di eventuali conflitti intergenerazionali. Inoltre, abbiamo sondato le opinioni dei membri della triade sul probabile aumento di scontri generazionali. Risultati Molti nipoti italiani stanno già operando come figure di sostegno nelle triadi con buoni rapporti e con forte presenza di sostegno socio emotivo. In una minoranza dove i rapporti nelle triade sono meno buoni, emergono conflitti che diminuiscono la propensione dei nipoti a offrire sostegno coi nonni. Particolarmente critica la situazione di nonne anziane e vedove che costituiscono un gruppo a rischio che dovrebbe essere al centro di future ricerche. Per quanto riguarda l’eventualità di scontri sociali la maggioranza dei nostri intervistati li ritiene possibili, ma sperano che le divergenze di interesse saranno risolte con il confronto e il dialogo. Una minoranza appartenente a triadi che hanno rapporti conflittuali, o dove il nonno ha un livello di scolarità basso, o è molto anziano, ritiene inevitabili questi scontri per la mancata comunicazione tra giovani e anziani al di fuori dalla famiglia, e le enormi differenze nelle esperienze di vita tra le due generazioni che rendono difficoltosa o impossibile la comprensione reciproca. Emerge la necessità di creare nuove opportunità di incontro e confronto in luoghi pubblici tra anziani e giovani.

Nonni e nipoti adulti: Verso nuovi pattern di solidarietà intergenerazionale? / Francescato, Donata; Mebane, Minou; Pezzuti, Lina. - In: TERAPIA FAMILIARE. - ISSN 0391-2868. - STAMPA. - 112(2016), pp. 7-30.

Nonni e nipoti adulti: Verso nuovi pattern di solidarietà intergenerazionale?

Francescato, Donata;Mebane, Minou;Pezzuti, Lina
2016

Abstract

L’aumento del numero degli anziani e in particolare dei grandi anziani ha evidenziato come i servizi pubblici e privati siano insufficienti a far fronte alle loro diverse esigenze e come occorra promuovere la solidarietà intergenerazionale tra anziani figli e nipoti adolescenti e giovani adulti. Purtroppo finora le ricerche sulla solidarietà intergenerazionale hanno esplorato le relazioni tra anziani e figli, e molto più raramente con nipoti adolescenti o giovani adulti, e quasi nessuna ha incluso nonni, genitori e nipoti. Scopi e metodologia: Abbiamo coinvolto 140 triadi composte da nonno, (età media 80 anni) genitore (età media 52 anni) e nipote (età media 24 anni). Ispirandoci alle teorie della solidarietà intergenerazionale di Silverstein, Bengston e Laron (1997), abbiamo esaminato quali tipologie di sostegno intergenerazionale (contatto, strumentale e socio emotivo) erano maggiormente presenti e esplorato le tipologie di eventuali conflitti intergenerazionali. Inoltre, abbiamo sondato le opinioni dei membri della triade sul probabile aumento di scontri generazionali. Risultati Molti nipoti italiani stanno già operando come figure di sostegno nelle triadi con buoni rapporti e con forte presenza di sostegno socio emotivo. In una minoranza dove i rapporti nelle triade sono meno buoni, emergono conflitti che diminuiscono la propensione dei nipoti a offrire sostegno coi nonni. Particolarmente critica la situazione di nonne anziane e vedove che costituiscono un gruppo a rischio che dovrebbe essere al centro di future ricerche. Per quanto riguarda l’eventualità di scontri sociali la maggioranza dei nostri intervistati li ritiene possibili, ma sperano che le divergenze di interesse saranno risolte con il confronto e il dialogo. Una minoranza appartenente a triadi che hanno rapporti conflittuali, o dove il nonno ha un livello di scolarità basso, o è molto anziano, ritiene inevitabili questi scontri per la mancata comunicazione tra giovani e anziani al di fuori dalla famiglia, e le enormi differenze nelle esperienze di vita tra le due generazioni che rendono difficoltosa o impossibile la comprensione reciproca. Emerge la necessità di creare nuove opportunità di incontro e confronto in luoghi pubblici tra anziani e giovani.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1114818
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