Negligence liability on the part of a psychiatrist belongs among high-complexity fields, for both the judge and his or her technical consultants. In most instances, there are no scientific grounds in order to ascribe with reasonable certainty liability to medical personnel and nursing staff, while often judges tend to stretch the concept of “protection” to a degree to which the psychiatrist is deemed to have a legal obligation to stave off the development of any adverse consequence which psychic distress may bring upon the patient. The case-records pertaining to suicide are symptomatic of such a tendency on the part of the Supreme Court as to convict healthcare professionals, the lack of incontrovertible evidence notwithstanding. The authors of this paper expound and elaborate on the conditions needed to ascribe liability to the psychiatrist, and the cause and effect relationship between the doctor’s professional behavior and the patient’s eventual suicide. On such basis, several sentences are perused in which the failure to institutionalize, the discharging of a patient, the granting of leaves and an obligation to supervise all come into play, highlighting how suicide is far too complex an outcome to be rationalized into the principle of causality beyond the reasonable doubt, as dictated by the criminal procedure codes, neither can it be kept from happening through the patients’ loss of personal liberty. Within such a legal framework, what becomes apparent is the inadequateness of any set of standardized rules and laws regulating professional liability, and its inability to properly take into account the complexities and peculiarities inherent to psychiatry. Consequently, a proper overhaul of such proceedings appears to be urgent, via a newly devised set of provisions, crafted to provide a new array of undisputable, basic behavioral standards, the breaching of which would entail the sanctioning on the part of the lawful authorities of such violations, even in absence of the suicide of a patient, or persisting the inability to demonstrate a cause-effect relationship.

La responsabilità colposa dello psichiatra si inquadra fra i settori di particolare complessità sia per il giudice sia per i suoi periti. Nella maggior parte dei casi non vi sono fondamenti scientifici per raggiungere la certezza della responsabilità dei medici e degli infermieri, ma spesso i giudici dilatano il concetto di “protezione”, sino al punto di far gravare sullo psichiatra l’obbligo giuridico di impedire il verificarsi di tutte le conseguenze negative che la sofferenza psichica può cagionare al paziente. La casistica in materia di suicidio è sintomatica di questa tendenza della Suprema Corte a condannare i professionisti nonostante la mancanza di prove certe. Gli autori analizzano i presupposti necessari per affermare la colpa dello psichiatra e il nesso causale tra il suo comportamento e il suicidio del paziente. Su questa base vengono esaminate alcune sentenze in materia di mancato ricovero, dimissioni, permessi e obbligo di vigilanza, evidenziando che il suicidio è un fenomeno troppo complesso per poter essere riportato a una causalità al di là di ogni ragionevole certezza, imposta dal codice di procedura penale, né può essere affrontato con una progressiva perdita di libertà da parte dei pazienti. Da tale quadro giurisprudenziale emerge che le regole generali valide per tutti i casi di responsabilità professionale non riescono a tenere conto delle peculiarità della psichiatria. Di conseguenza, appare necessario riformare la materia con previsioni specifiche che diano ai professionisti regole di comportamento chiare la cui violazione determini l’obbligo delle strutture di sanzionare tali comportamenti anche se non si è verificato il suicidio o non sussiste il nesso causale.

Medico-legal notes for a new set of standards in the assessment of penal liability in psychiatry / Montanari Vergallo, Gianluca; Rinaldi, Raffaella; Bersani, Giuseppe; Marinelli, Enrico. - In: RIVISTA DI PSICHIATRIA. - ISSN 0035-6484. - STAMPA. - 52:1(2017), pp. 16-23. [10.1708/2631.27050]

Medico-legal notes for a new set of standards in the assessment of penal liability in psychiatry

MONTANARI VERGALLO, GIANLUCA
Primo
;
RINALDI, Raffaella
Secondo
;
BERSANI, Giuseppe
Penultimo
;
MARINELLI, Enrico
Ultimo
2017

Abstract

La responsabilità colposa dello psichiatra si inquadra fra i settori di particolare complessità sia per il giudice sia per i suoi periti. Nella maggior parte dei casi non vi sono fondamenti scientifici per raggiungere la certezza della responsabilità dei medici e degli infermieri, ma spesso i giudici dilatano il concetto di “protezione”, sino al punto di far gravare sullo psichiatra l’obbligo giuridico di impedire il verificarsi di tutte le conseguenze negative che la sofferenza psichica può cagionare al paziente. La casistica in materia di suicidio è sintomatica di questa tendenza della Suprema Corte a condannare i professionisti nonostante la mancanza di prove certe. Gli autori analizzano i presupposti necessari per affermare la colpa dello psichiatra e il nesso causale tra il suo comportamento e il suicidio del paziente. Su questa base vengono esaminate alcune sentenze in materia di mancato ricovero, dimissioni, permessi e obbligo di vigilanza, evidenziando che il suicidio è un fenomeno troppo complesso per poter essere riportato a una causalità al di là di ogni ragionevole certezza, imposta dal codice di procedura penale, né può essere affrontato con una progressiva perdita di libertà da parte dei pazienti. Da tale quadro giurisprudenziale emerge che le regole generali valide per tutti i casi di responsabilità professionale non riescono a tenere conto delle peculiarità della psichiatria. Di conseguenza, appare necessario riformare la materia con previsioni specifiche che diano ai professionisti regole di comportamento chiare la cui violazione determini l’obbligo delle strutture di sanzionare tali comportamenti anche se non si è verificato il suicidio o non sussiste il nesso causale.
Negligence liability on the part of a psychiatrist belongs among high-complexity fields, for both the judge and his or her technical consultants. In most instances, there are no scientific grounds in order to ascribe with reasonable certainty liability to medical personnel and nursing staff, while often judges tend to stretch the concept of “protection” to a degree to which the psychiatrist is deemed to have a legal obligation to stave off the development of any adverse consequence which psychic distress may bring upon the patient. The case-records pertaining to suicide are symptomatic of such a tendency on the part of the Supreme Court as to convict healthcare professionals, the lack of incontrovertible evidence notwithstanding. The authors of this paper expound and elaborate on the conditions needed to ascribe liability to the psychiatrist, and the cause and effect relationship between the doctor’s professional behavior and the patient’s eventual suicide. On such basis, several sentences are perused in which the failure to institutionalize, the discharging of a patient, the granting of leaves and an obligation to supervise all come into play, highlighting how suicide is far too complex an outcome to be rationalized into the principle of causality beyond the reasonable doubt, as dictated by the criminal procedure codes, neither can it be kept from happening through the patients’ loss of personal liberty. Within such a legal framework, what becomes apparent is the inadequateness of any set of standardized rules and laws regulating professional liability, and its inability to properly take into account the complexities and peculiarities inherent to psychiatry. Consequently, a proper overhaul of such proceedings appears to be urgent, via a newly devised set of provisions, crafted to provide a new array of undisputable, basic behavioral standards, the breaching of which would entail the sanctioning on the part of the lawful authorities of such violations, even in absence of the suicide of a patient, or persisting the inability to demonstrate a cause-effect relationship.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/993414
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