The San Clemente complex provides an eloquent demonstration of how successive layers of culture have accumulated in Rome, one atop the other. The basilica rests on pre-existing structures that influenced its forms and dimensions, with today’s structure being the outcome of work performed in the course of nearly a millennium. The complex, multidisciplinary restoration effort involved the settings and architectonic structures that make up the eastern end of the church. With the objective of renovating the decorative elements and restoring the spatial and architectonic values, the work also led to the rediscovery of an exceptional amount of materials and information that further enriched our knowledge of the building’s history. The chief focus of this information was the various ways in which the facade has been rearranged over the centuries. Performance of the project was supported by multiple phases of in-depth scientific and scholarly investigation, all accompanied by on-going planning and working activities that were updated to reflect whatever new knowledge was acquired. During recent upgrading work, the glass that then sealed off the large window on the chaste facade separating the choir from the church was removed. But considerations of preservation and facility of use of the interior led to its being proposed anew, though in improved form. The new pane is set against the large wood frame that hides from view, from the church area, the fine metallic framework of the shutters, which can be turned all the way around, allowing sound to pass between the nave and the choir on the occasion of special liturgical celebrations. Considerations of the same type led to the old heating system being replaced with a new radiant model, while windows that can be opened remotely were installed, together with screening for the extensive glass surfaces, in order to guarantee microclimatic conditions suitable for the use of the choir and the preservation of the decorative elements.

Il complesso di S. Clemente dimostra in maniera eloquente come a Roma diversi strati di cultura siano sovrapposti l’uno all'altro. La basilica medievale poggia su preesistenze che ne hanno condizionato forma e dimensioni ed è il risultato di interventi che si sono succeduti nell'arco di quasi un millennio. Il restauro, complesso e multidisciplinare, ha interessato una serie di ambienti e di strutture architettoniche che compongono la terminazione orientale della chiesa. Finalizzato al risanamento dell’apparato decorativo e al recupero dei valori spaziali e architettonici, esso ha restituito al contempo un’eccezionale quantità di materiali e informazioni, che hanno ulteriormente arricchito la storia della fabbrica. Queste informazioni riguardano principalmente i vari assetti che la facciata ha assunto nel corso dei secoli. La realizzazione dell’intervento è stata sostenuta da molteplici fasi di approfondimento scientifico, che hanno accompagnato costantemente l’attività progettuale ed esecutiva, adeguatasi di volta in volta alle nuove acquisizioni. Nel corso di un recente intervento di riqualificazione, la vetrata che allora chiudeva il finestrone sulla controfacciata separando il coro dalla chiesa, venne rimossa. Le esigenze conservative e di agibilità degli ambienti però ne hanno imposto la riproposizione, operata in senso migliorativo. Il nuovo infisso è posizionato a ridosso della grande cornice in legno, che cela dalla parte della chiesa le esili intelaiature metalliche delle ante, completamente ribaltabili per consentire la comunicazione acustica tra la navata e il coro in occasione di speciali liturgie. Le stesse esigenze hanno suggerito la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con un nuovo sistema radiante, l’installazione di nuove finestre apribili a distanza e la schermatura delle ampie superfici vetrate, garantendo condizioni microclimatiche adeguate per la fruizione del coro e la conservazione degli apparati decorativi.

Il restauro del Coro d'inverno e della cantoria di S. Clemente in Roma / Cerro, Romano. - In: MATERIALI E STRUTTURE. - ISSN 1121-2373. - STAMPA. - 9:n.s. V(2016), pp. 73-88.

Il restauro del Coro d'inverno e della cantoria di S. Clemente in Roma

CERRO, ROMANO
2016

Abstract

Il complesso di S. Clemente dimostra in maniera eloquente come a Roma diversi strati di cultura siano sovrapposti l’uno all'altro. La basilica medievale poggia su preesistenze che ne hanno condizionato forma e dimensioni ed è il risultato di interventi che si sono succeduti nell'arco di quasi un millennio. Il restauro, complesso e multidisciplinare, ha interessato una serie di ambienti e di strutture architettoniche che compongono la terminazione orientale della chiesa. Finalizzato al risanamento dell’apparato decorativo e al recupero dei valori spaziali e architettonici, esso ha restituito al contempo un’eccezionale quantità di materiali e informazioni, che hanno ulteriormente arricchito la storia della fabbrica. Queste informazioni riguardano principalmente i vari assetti che la facciata ha assunto nel corso dei secoli. La realizzazione dell’intervento è stata sostenuta da molteplici fasi di approfondimento scientifico, che hanno accompagnato costantemente l’attività progettuale ed esecutiva, adeguatasi di volta in volta alle nuove acquisizioni. Nel corso di un recente intervento di riqualificazione, la vetrata che allora chiudeva il finestrone sulla controfacciata separando il coro dalla chiesa, venne rimossa. Le esigenze conservative e di agibilità degli ambienti però ne hanno imposto la riproposizione, operata in senso migliorativo. Il nuovo infisso è posizionato a ridosso della grande cornice in legno, che cela dalla parte della chiesa le esili intelaiature metalliche delle ante, completamente ribaltabili per consentire la comunicazione acustica tra la navata e il coro in occasione di speciali liturgie. Le stesse esigenze hanno suggerito la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con un nuovo sistema radiante, l’installazione di nuove finestre apribili a distanza e la schermatura delle ampie superfici vetrate, garantendo condizioni microclimatiche adeguate per la fruizione del coro e la conservazione degli apparati decorativi.
The San Clemente complex provides an eloquent demonstration of how successive layers of culture have accumulated in Rome, one atop the other. The basilica rests on pre-existing structures that influenced its forms and dimensions, with today’s structure being the outcome of work performed in the course of nearly a millennium. The complex, multidisciplinary restoration effort involved the settings and architectonic structures that make up the eastern end of the church. With the objective of renovating the decorative elements and restoring the spatial and architectonic values, the work also led to the rediscovery of an exceptional amount of materials and information that further enriched our knowledge of the building’s history. The chief focus of this information was the various ways in which the facade has been rearranged over the centuries. Performance of the project was supported by multiple phases of in-depth scientific and scholarly investigation, all accompanied by on-going planning and working activities that were updated to reflect whatever new knowledge was acquired. During recent upgrading work, the glass that then sealed off the large window on the chaste facade separating the choir from the church was removed. But considerations of preservation and facility of use of the interior led to its being proposed anew, though in improved form. The new pane is set against the large wood frame that hides from view, from the church area, the fine metallic framework of the shutters, which can be turned all the way around, allowing sound to pass between the nave and the choir on the occasion of special liturgical celebrations. Considerations of the same type led to the old heating system being replaced with a new radiant model, while windows that can be opened remotely were installed, together with screening for the extensive glass surfaces, in order to guarantee microclimatic conditions suitable for the use of the choir and the preservation of the decorative elements.
S. Clemente; restauro dell'architettura; stratificazione; archeologia dell'elevato; scavi archeologici; Roma medievale
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Il restauro del Coro d'inverno e della cantoria di S. Clemente in Roma / Cerro, Romano. - In: MATERIALI E STRUTTURE. - ISSN 1121-2373. - STAMPA. - 9:n.s. V(2016), pp. 73-88.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/934954
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