Una riflessione sulla possibilità di una dimensione altra dell’abitare. Quella dell’architettura ipogea che non deve essere relegata in un universo residuale, considerato secondario. La linea di terra è infatti uno dei nuovi confini, una delle nuove frontiere dove le città contemporanee misurano la direzione del proprio futuro. Sono tante - e saranno sempre di più da qui in avanti - le ragioni che determinano, o anche solo suggeriscono, il ricorso alla dimensione ipogea. A volte derivano dalla necessità di una rinuncia alla forma esterna o al confronto con il paesaggio; altre volte si tratta di una costrizione obbligata, o infine, più raramente, per una libera ricerca di un’alternativa progettuale.

A Stone Sky / Argenti, Maria. - In: AREA. - ISSN 0394-0055. - STAMPA. - 27 (XXVII annata):145(2016), pp. 2-3.

A Stone Sky

ARGENTI, Maria
2016

Abstract

Una riflessione sulla possibilità di una dimensione altra dell’abitare. Quella dell’architettura ipogea che non deve essere relegata in un universo residuale, considerato secondario. La linea di terra è infatti uno dei nuovi confini, una delle nuove frontiere dove le città contemporanee misurano la direzione del proprio futuro. Sono tante - e saranno sempre di più da qui in avanti - le ragioni che determinano, o anche solo suggeriscono, il ricorso alla dimensione ipogea. A volte derivano dalla necessità di una rinuncia alla forma esterna o al confronto con il paesaggio; altre volte si tratta di una costrizione obbligata, o infine, più raramente, per una libera ricerca di un’alternativa progettuale.
2016
architettura ipogea; paesaggio; Calvino,
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
A Stone Sky / Argenti, Maria. - In: AREA. - ISSN 0394-0055. - STAMPA. - 27 (XXVII annata):145(2016), pp. 2-3.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/927708
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