L’HCC rappresenta la settima causa di morte per tumore in Italia e la quinta nel mondo con circa 5000 decessi annui (circa il 3% delle morti per tumore) e 500.000 nuovi casi all’anno. Attualmente solo il 5-15% dei pazienti affetti da HCC risultano candidabili, al momento della diagnosi, ad un trattamento epatico resettivo. L’elevato numero di pazienti affetti da neoplasia epatica primitiva non suscettibili di terapia chirurgica radicale o in attesa di trapianto, ha rappresentato lo stimolo grazie al quale sono state messe in opera alcune procedure di trattamento alternative alla chirurgia quali appunto la radiofrequenza (RFA) e le Micro-Wave. Scopo di questa ricerca è stato appunto quello di valutare i risultati relativi all’impiego della radiofrequenza e delle micro-onde nel trattamento delle neoplasie epatiche primitive non resecabili sia attraverso il confronto, per entrambe le metodiche, delle tre diverse tecniche di esecuzione ( percutanea, videoassistita e laparotomica) sia attraverso l’analisi e la comparazione dei risultati (morbidità, mortalità, recidiva locale) Primo obiettivo è stato pertanto quello di analizzare e di individuare i possibili criteri di selezione e di arruolamento dei pazienti per le diverse metodiche attraverso l’analisi dei dati demografici e tumore-specifici, di descrivere e standardizzare le diverse tecniche analizzando i dati ricavati dai risultati intraoperatori, procedura-correlati (tempo/temperatura), e procedure associate (interventi associati, complicanze intraoperatorie). Sono stati rilevati ed analizzati i dati forniti dal monitoraggio clinico/ laboratoristico durante la degenza e le morbidità perioperatorie di entrambe le procedure nei diversi approcci chirurgici. A tal proposito sono stati esaminati i criteri di selezione delle tre differenti tecniche di approccio per l’RF e per le MW al fine di valutarne la reale applicabilità clinica correlata alla valutazione del rapporto costo/beneficio compreso l'utilizzo di metodiche quali l'ecografia intra operatoria laparoscopica. Come secondo ed ultimo obiettivo sono stati analizzati e comparati i dati relativi al follow up oncologico in termini di recidiva locale a breve e medio termine al fine di valutare la radicalità oncologica delle due procedure ablative.

Ablazione mediante radiofrequenza e microwave dei tumori primitivi del fegato: comparazione dei risultati e degli accessi (percutaneo, laparoscopico ed open)

CASSINI, DILETTA
2011

Abstract

L’HCC rappresenta la settima causa di morte per tumore in Italia e la quinta nel mondo con circa 5000 decessi annui (circa il 3% delle morti per tumore) e 500.000 nuovi casi all’anno. Attualmente solo il 5-15% dei pazienti affetti da HCC risultano candidabili, al momento della diagnosi, ad un trattamento epatico resettivo. L’elevato numero di pazienti affetti da neoplasia epatica primitiva non suscettibili di terapia chirurgica radicale o in attesa di trapianto, ha rappresentato lo stimolo grazie al quale sono state messe in opera alcune procedure di trattamento alternative alla chirurgia quali appunto la radiofrequenza (RFA) e le Micro-Wave. Scopo di questa ricerca è stato appunto quello di valutare i risultati relativi all’impiego della radiofrequenza e delle micro-onde nel trattamento delle neoplasie epatiche primitive non resecabili sia attraverso il confronto, per entrambe le metodiche, delle tre diverse tecniche di esecuzione ( percutanea, videoassistita e laparotomica) sia attraverso l’analisi e la comparazione dei risultati (morbidità, mortalità, recidiva locale) Primo obiettivo è stato pertanto quello di analizzare e di individuare i possibili criteri di selezione e di arruolamento dei pazienti per le diverse metodiche attraverso l’analisi dei dati demografici e tumore-specifici, di descrivere e standardizzare le diverse tecniche analizzando i dati ricavati dai risultati intraoperatori, procedura-correlati (tempo/temperatura), e procedure associate (interventi associati, complicanze intraoperatorie). Sono stati rilevati ed analizzati i dati forniti dal monitoraggio clinico/ laboratoristico durante la degenza e le morbidità perioperatorie di entrambe le procedure nei diversi approcci chirurgici. A tal proposito sono stati esaminati i criteri di selezione delle tre differenti tecniche di approccio per l’RF e per le MW al fine di valutarne la reale applicabilità clinica correlata alla valutazione del rapporto costo/beneficio compreso l'utilizzo di metodiche quali l'ecografia intra operatoria laparoscopica. Come secondo ed ultimo obiettivo sono stati analizzati e comparati i dati relativi al follow up oncologico in termini di recidiva locale a breve e medio termine al fine di valutare la radicalità oncologica delle due procedure ablative.
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