Per cercare di fornire un contributo all’analisi della natura dell’attuale sistema internazionale e comprendere il rapporto che intercorre tra gli Stati e la politicizzazione delle identità religiose, il presente lavoro è partito da un’indagine sulle radici di quella costruzione politico-istituzionale, il sistema internazionale Stato-centrico, che ha contraddistinto il continente europeo agli occhi del mondo. Successivamente ha tentato di rilevare se il fenomeno della politicizzazione della religione ha raggiunto una dimensione tale, sia sotto un profilo quantitativo che qualitativo, da poter essere preso in considerazione nell’ambito di una riflessione sulla politica internazionale. Molte sono, in questo senso, le prospettive dalle quali è possibile approcciare allo studio del rapporto tra politica internazionale e religione. Tra queste ha assunto un particolare interesse il tentativo di comprendere se ci troviamo dinanzi ad un fenomeno riducibile ad un semplice rigurgito dell’età pre-moderna o ad una fase di regressione dell’età moderna, come se in alcune regioni del mondo si stesse verificando qualcosa di simile alle “guerre di religione” combattute in Europa tra il XVI e il XVII secolo. O, al contrario, se ci troviamo al cospetto di un recupero della religione come fonte di legittimazione politica, la cui ricorrenza è sostanzialmente ciclica. O, ancora, se ci dobbiamo riferire ad un fenomeno nuovo, in grado di rappresentare un segnale dell’avvicinarsi della cosiddetta “post-modernità”. Infine è stato affrontata l'analisi del rapporto tra la politicizzazione della religione e gli assestamenti registrati dal sistema internazionale a partire dal tramonto del bipolarismo. In questo è risultata significativa, anzitutto, la comprensione del ruolo della politicizzazione della religione: se costituisce una variabile indipendente rispetto all’ambiente internazionale, ossia se può concorrere a modificarlo, o se può essere considerata un fenomeno intrasistemico in rapporto di causazione con l’assetto assunto dal sistema internazionale dopo il 1989, o, ancora, se si configura quale variabile dipendente, ossia come un effetto dell’assestamento conosciuto dalla struttura internazionale. Infine è stato tracciato un filo rosso per interpretare l’emergere di un fenomeno politico dai tratti omogenei pur in presenza di condizioni politiche, geografiche, economiche e culturali differenziate.

Il fattore religioso e i mutamenti nel sistema internazionale

NATALIZIA, GABRIELE
2011-10-02

Abstract

Per cercare di fornire un contributo all’analisi della natura dell’attuale sistema internazionale e comprendere il rapporto che intercorre tra gli Stati e la politicizzazione delle identità religiose, il presente lavoro è partito da un’indagine sulle radici di quella costruzione politico-istituzionale, il sistema internazionale Stato-centrico, che ha contraddistinto il continente europeo agli occhi del mondo. Successivamente ha tentato di rilevare se il fenomeno della politicizzazione della religione ha raggiunto una dimensione tale, sia sotto un profilo quantitativo che qualitativo, da poter essere preso in considerazione nell’ambito di una riflessione sulla politica internazionale. Molte sono, in questo senso, le prospettive dalle quali è possibile approcciare allo studio del rapporto tra politica internazionale e religione. Tra queste ha assunto un particolare interesse il tentativo di comprendere se ci troviamo dinanzi ad un fenomeno riducibile ad un semplice rigurgito dell’età pre-moderna o ad una fase di regressione dell’età moderna, come se in alcune regioni del mondo si stesse verificando qualcosa di simile alle “guerre di religione” combattute in Europa tra il XVI e il XVII secolo. O, al contrario, se ci troviamo al cospetto di un recupero della religione come fonte di legittimazione politica, la cui ricorrenza è sostanzialmente ciclica. O, ancora, se ci dobbiamo riferire ad un fenomeno nuovo, in grado di rappresentare un segnale dell’avvicinarsi della cosiddetta “post-modernità”. Infine è stato affrontata l'analisi del rapporto tra la politicizzazione della religione e gli assestamenti registrati dal sistema internazionale a partire dal tramonto del bipolarismo. In questo è risultata significativa, anzitutto, la comprensione del ruolo della politicizzazione della religione: se costituisce una variabile indipendente rispetto all’ambiente internazionale, ossia se può concorrere a modificarlo, o se può essere considerata un fenomeno intrasistemico in rapporto di causazione con l’assetto assunto dal sistema internazionale dopo il 1989, o, ancora, se si configura quale variabile dipendente, ossia come un effetto dell’assestamento conosciuto dalla struttura internazionale. Infine è stato tracciato un filo rosso per interpretare l’emergere di un fenomeno politico dai tratti omogenei pur in presenza di condizioni politiche, geografiche, economiche e culturali differenziate.
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