La riemergenza della tubercolosi (TB), indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal 1993, non accenna a diminuire. E’ stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospita il Micobatterio tubercolare (MTB) allo stato di latenza (infezione tubercolare latente o ITL). (Circolare Ministero della Salute Italiana 23-08-2011). Gli operatori sanitari risultano essere tra le categorie professionali a maggior rischio, rispetto alla popolazione generale, di contatto con persone affette da TB. (Tuberculosis clinical diagnosis and management of tuberculosis, and measures for its prevention and control; NHS 2011). La legislazione Italiana, in recepimento della normativa Europea, prevede, all’art.28 del DLgs 81/08 esmi, l’obbligo di effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro, dunque anche del rischio di trasmissione dell’infezione tubercolare, ed elaborare la corrispondente documentazione. Nel fornire cure a pazienti con - o sospetto di - TB, medici e persone responsabili di strutture sanitarie devono adottare misure che riducono le possibilità di trasmissione di MTB agli 1.er Congreso Internacional Italia Argentina de Medicina del Trabajo y Salud de los Trabajadores 2 operatori sanitari e ad altri pazienti, attenendosi a linee guida locali, nazionali o internazionali per il controllo delle infezioni. (International Standard for Tuberculosis Care; TBCTA 2009) Scopo del presente lavoro è quello di evidenziare le criticità emerse nell’applicazione delle linee guida/indicazioni disponibili sulla valutazione dei rischio di trasmissione dell’infezione tubercolare in un ambito lavorativo particolare quale quello degli operatori sanitari dell’emergenza e proporre una scheda di segnalazione da utilizzare nei casi di malattia contagiosa in soggetti soccorsi/trasportati dal servizio di emergenza territoriale pubblica.

Rischio tubercolosi per gli operatori sanitari dell’emergenza

MARTINI, AGNESE;DE SIO, SIMONE
2016

Abstract

La riemergenza della tubercolosi (TB), indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal 1993, non accenna a diminuire. E’ stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospita il Micobatterio tubercolare (MTB) allo stato di latenza (infezione tubercolare latente o ITL). (Circolare Ministero della Salute Italiana 23-08-2011). Gli operatori sanitari risultano essere tra le categorie professionali a maggior rischio, rispetto alla popolazione generale, di contatto con persone affette da TB. (Tuberculosis clinical diagnosis and management of tuberculosis, and measures for its prevention and control; NHS 2011). La legislazione Italiana, in recepimento della normativa Europea, prevede, all’art.28 del DLgs 81/08 esmi, l’obbligo di effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro, dunque anche del rischio di trasmissione dell’infezione tubercolare, ed elaborare la corrispondente documentazione. Nel fornire cure a pazienti con - o sospetto di - TB, medici e persone responsabili di strutture sanitarie devono adottare misure che riducono le possibilità di trasmissione di MTB agli 1.er Congreso Internacional Italia Argentina de Medicina del Trabajo y Salud de los Trabajadores 2 operatori sanitari e ad altri pazienti, attenendosi a linee guida locali, nazionali o internazionali per il controllo delle infezioni. (International Standard for Tuberculosis Care; TBCTA 2009) Scopo del presente lavoro è quello di evidenziare le criticità emerse nell’applicazione delle linee guida/indicazioni disponibili sulla valutazione dei rischio di trasmissione dell’infezione tubercolare in un ambito lavorativo particolare quale quello degli operatori sanitari dell’emergenza e proporre una scheda di segnalazione da utilizzare nei casi di malattia contagiosa in soggetti soccorsi/trasportati dal servizio di emergenza territoriale pubblica.
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