Nella ricerca archeologica, storica, antropologica e filologica sul Vicino Oriente antico, sin dai primi dell'Ottocento, Eridu, la più antica capitale religiosa della Mesopotamia meridionale, venne riconosciuta come il sacro epicentro del mondo sumerico: il luogo santo del maggiore tempio dedicato al dio della creazione Enki, la prima sede politica della regalità universale e l'area culturale che avrebbe ispirato la storia biblica del Giardino dell'Eden. Il territorio di Eridu si configura come un’importante settore geo-politico, che sin dalla fine del VI millennio a.C. fu certamente cuore del Paese di Sumer e costituì il principale crocevia del contatto culturale ed economico tra Meluhha (India), Magan (Oman) e Dilmun (Bahrain). Nelle fonti letterarie, storiche e religiose della Babilonia, cifra ineludibile del pensiero creatore di miti, il dio Enki di Eridu, colui al quale appartiene il fabbricare, è ideatore dell'umanità e del suo destino, la proteggerà infatti dal castigo del Diluvio, rivelando al suo devoto Ziusudra il segreto della vita eterna, tema poi riemerso dal più conosciuto mito babilonese di Uta-napishtim (egli ha trovato la vita [eterna]); il tempio di Enki ad Eridu venne tramandato per almeno cinquemila anni come la residenza del dio nell'Oceano Primordiale (in sumerico E2-Abzu; in accadico: Bītu Apsû) e divenne meta di un continuo pellegrinaggio rivolto al capo del pantheon sumerico; nella Lista Reale Sumerica, un prezioso documento lasciato in numerose copie, che annovera meticolosamente il succedersi delle dinastie in Mesopotamia sin dagli inizi della creazione, Eridu è ricordata come il primo centro politico sul quale discese la regalità, e dal quale la regalità mosse e fu trasferita ad altra città nel Sud per la prima volta; inoltre, i capitoli 2 e 3 del Genesi che riferiscono la creazione del Giardino dell'Eden, certo redatti in un contesto intellettuale ben informato sui più arcaici e pervasivi miti della Babilonia, potrebbero aver avuto come riferimento gli antichissimi mitologemi del Paese di Sumer. Tra questi, deve essere ricordato proprio quello del divieto da parte di un dio a mangiare frutti che avrebbero dato l'immortalità; un tema che accomuna la scelta del saggio Adapa di Eridu, figlio di Enki, a quella di Adamo nel Giardino dell'Eden; scelta simile, sulla base della quale, è stata ipotizzata un'analogia letteraria tra il mito di Adapa e la storia biblica di Adamo, e una relazione topologica tra il Giardino dell’Eden e il paesaggio mitopoietico di Eridu.

Ricostruire l'Eden. Un progetto archeologico di Sapienza per lo scavo di Eridu, la prima città della storia / Ramazzotti, Marco. - In: FORMA URBIS. - ISSN 1720-884X. - STAMPA. - 8:XX(2015), pp. 4-17.

Ricostruire l'Eden. Un progetto archeologico di Sapienza per lo scavo di Eridu, la prima città della storia

RAMAZZOTTI, Marco
Writing – Review & Editing
2015

Abstract

Nella ricerca archeologica, storica, antropologica e filologica sul Vicino Oriente antico, sin dai primi dell'Ottocento, Eridu, la più antica capitale religiosa della Mesopotamia meridionale, venne riconosciuta come il sacro epicentro del mondo sumerico: il luogo santo del maggiore tempio dedicato al dio della creazione Enki, la prima sede politica della regalità universale e l'area culturale che avrebbe ispirato la storia biblica del Giardino dell'Eden. Il territorio di Eridu si configura come un’importante settore geo-politico, che sin dalla fine del VI millennio a.C. fu certamente cuore del Paese di Sumer e costituì il principale crocevia del contatto culturale ed economico tra Meluhha (India), Magan (Oman) e Dilmun (Bahrain). Nelle fonti letterarie, storiche e religiose della Babilonia, cifra ineludibile del pensiero creatore di miti, il dio Enki di Eridu, colui al quale appartiene il fabbricare, è ideatore dell'umanità e del suo destino, la proteggerà infatti dal castigo del Diluvio, rivelando al suo devoto Ziusudra il segreto della vita eterna, tema poi riemerso dal più conosciuto mito babilonese di Uta-napishtim (egli ha trovato la vita [eterna]); il tempio di Enki ad Eridu venne tramandato per almeno cinquemila anni come la residenza del dio nell'Oceano Primordiale (in sumerico E2-Abzu; in accadico: Bītu Apsû) e divenne meta di un continuo pellegrinaggio rivolto al capo del pantheon sumerico; nella Lista Reale Sumerica, un prezioso documento lasciato in numerose copie, che annovera meticolosamente il succedersi delle dinastie in Mesopotamia sin dagli inizi della creazione, Eridu è ricordata come il primo centro politico sul quale discese la regalità, e dal quale la regalità mosse e fu trasferita ad altra città nel Sud per la prima volta; inoltre, i capitoli 2 e 3 del Genesi che riferiscono la creazione del Giardino dell'Eden, certo redatti in un contesto intellettuale ben informato sui più arcaici e pervasivi miti della Babilonia, potrebbero aver avuto come riferimento gli antichissimi mitologemi del Paese di Sumer. Tra questi, deve essere ricordato proprio quello del divieto da parte di un dio a mangiare frutti che avrebbero dato l'immortalità; un tema che accomuna la scelta del saggio Adapa di Eridu, figlio di Enki, a quella di Adamo nel Giardino dell'Eden; scelta simile, sulla base della quale, è stata ipotizzata un'analogia letteraria tra il mito di Adapa e la storia biblica di Adamo, e una relazione topologica tra il Giardino dell’Eden e il paesaggio mitopoietico di Eridu.
2015
Eridu; Mesopotamia; archeologia; Vicino Oriente antico
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Ricostruire l'Eden. Un progetto archeologico di Sapienza per lo scavo di Eridu, la prima città della storia / Ramazzotti, Marco. - In: FORMA URBIS. - ISSN 1720-884X. - STAMPA. - 8:XX(2015), pp. 4-17.
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