Le città, programmate con regole talvolta inapplicabili, continuano a riprodursi con mo-dalità generatrici di aggregati senza identità, in contraddizione con la propria natura e sto-ria, nella negazione di qualsiasi forma di organicità; effetto della astrattezza che la discipli-na manifesta nel rispondere alle esigenze della collettività. I cittadini, estranei alla formulazione degli obiettivi e dei programmi, esclusi dall'attua-zione dei progetti, privati del sentimento di appartenenza al territorio dove vivono, sono di-venuti indifferenti alla gestione dell’ambito urbano ed incapaci di reclamare efficaci stru-menti decisionali per incidere sui processi di trasformazione. L'affievolirsi nel tempo del senso d’appartenenza ad un intorno impedisce di ricono-scersi in ciò che è al di fuori dello spazio privato e porta una totale abdicazione delle sin-gole e comuni responsabilità. Si deve auspicare la creazione di una nuova coscienza nei confronti degli spazi comu-ni, delle attrezzature di uso pubblico, degli insiemi residenziali, del patrimonio storico e ambientale, di tutti i fattori costitutivi di una città e delle sue parti, da valorizzare, da tutela-re, da conservare, da riqualificare, che non distingua tra beni personali e altrui, i primi a-mati e valorizzati, gli altri rifiutati e sviliti, e che favorisca la riappropriazione del “tutto” da parte di ciascuno. L'urbanistica deve diventare disciplina di ciascuno, finalizzata ad uno sviluppo, pro-grammato e controllato, in cui trovino mediazione interessi complessi, in cui il pubblico non sia contrapposto al privato, ma ne sia naturale estensione, restituendo potere alla parteci-pazione democratica. I possibili esiti favorevoli di questa “mobilitazione urbanistica dal basso” possono esse-re tanto maggiori, quanto più i gruppi saranno in grado di comprendere, rappresentare e comunicare le proprie esigenze ed hanno opportunità di esercitare il diritto di proporre, ap-provare, negare. Ai fini di una riorganizzazione partecipata della struttura urbana, servono occasioni per confronti sulle cose da fare: organismi diffusi nel territorio, attraverso i quali consentire ai singoli cittadini di indirizzare scelte, e, acquisiti competenze e strumenti operativi, di fornire personali ed originali contributi per una reale emancipazione della condizione urbana.

La domanda di qualità urbana e il suo impatto sull'urbanistica contemporanea / Wallach, Riccardo. - In: RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA. - ISSN 0392-8608. - ELETTRONICO. - 126:(2008), pp. 102-108.

La domanda di qualità urbana e il suo impatto sull'urbanistica contemporanea

WALLACH, Riccardo
2008

Abstract

Le città, programmate con regole talvolta inapplicabili, continuano a riprodursi con mo-dalità generatrici di aggregati senza identità, in contraddizione con la propria natura e sto-ria, nella negazione di qualsiasi forma di organicità; effetto della astrattezza che la discipli-na manifesta nel rispondere alle esigenze della collettività. I cittadini, estranei alla formulazione degli obiettivi e dei programmi, esclusi dall'attua-zione dei progetti, privati del sentimento di appartenenza al territorio dove vivono, sono di-venuti indifferenti alla gestione dell’ambito urbano ed incapaci di reclamare efficaci stru-menti decisionali per incidere sui processi di trasformazione. L'affievolirsi nel tempo del senso d’appartenenza ad un intorno impedisce di ricono-scersi in ciò che è al di fuori dello spazio privato e porta una totale abdicazione delle sin-gole e comuni responsabilità. Si deve auspicare la creazione di una nuova coscienza nei confronti degli spazi comu-ni, delle attrezzature di uso pubblico, degli insiemi residenziali, del patrimonio storico e ambientale, di tutti i fattori costitutivi di una città e delle sue parti, da valorizzare, da tutela-re, da conservare, da riqualificare, che non distingua tra beni personali e altrui, i primi a-mati e valorizzati, gli altri rifiutati e sviliti, e che favorisca la riappropriazione del “tutto” da parte di ciascuno. L'urbanistica deve diventare disciplina di ciascuno, finalizzata ad uno sviluppo, pro-grammato e controllato, in cui trovino mediazione interessi complessi, in cui il pubblico non sia contrapposto al privato, ma ne sia naturale estensione, restituendo potere alla parteci-pazione democratica. I possibili esiti favorevoli di questa “mobilitazione urbanistica dal basso” possono esse-re tanto maggiori, quanto più i gruppi saranno in grado di comprendere, rappresentare e comunicare le proprie esigenze ed hanno opportunità di esercitare il diritto di proporre, ap-provare, negare. Ai fini di una riorganizzazione partecipata della struttura urbana, servono occasioni per confronti sulle cose da fare: organismi diffusi nel territorio, attraverso i quali consentire ai singoli cittadini di indirizzare scelte, e, acquisiti competenze e strumenti operativi, di fornire personali ed originali contributi per una reale emancipazione della condizione urbana.
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La domanda di qualità urbana e il suo impatto sull'urbanistica contemporanea / Wallach, Riccardo. - In: RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA. - ISSN 0392-8608. - ELETTRONICO. - 126:(2008), pp. 102-108.
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