In Italia come in Europa, la complessità delle interazioni esistenti tra le diverse componenti della longevità rende difficile l’analisi e la previsione della qualità della sopravvivenza nelle età avanzate: alla diminuzione della mortalità in caso di malattia cronica, che farebbe ipotizzare una futura espansione della morbosità, si associano fenomeni apparentemente opposti: si osserva da una parte il miglioramento nei comportamenti e nello stato di salute delle nuove coorti di anziani, coerente con le teorie di compressione della morbosità, e dall’altra l’emergenza della cosiddetta quarta età, il cui peso statistico crescente rende visibile una ulteriore espansione della morbosità. La presenza di disparità economiche, demografiche e sociali costituisce un ulteriore elemento di complessità nella stima della speranza di salute della popolazione, e nella valutazione della qualità degli anni guadagnati attraverso i progressi della longevità. Il presente contributo si propone di analizzare le determinanti della salute nella popolazione italiana, distinguendo il ruolo svolto dalle caratteristiche individuali, famigliari ed ambientali. L’analisi è svolta sulla base del modulo italiano dell’indagine europea sui redditi e le condizioni di vita delle famiglie (it-SILC); vengono analizzate le condizioni di salute di 4645 individui, rappresentativi della popolazione italiana di età superiore a 55 anni nel 2004. L’analisi longitudinale tra il 2004 e il 2008 consente di stimare e modellizzare le probabilità di transizione tra diversi stati di salute, nonché di analizzare le principali determinanti delle funzioni di transizione e misurare la speranza di salute tra 60 e 80 anni. La salute è colta attraverso il cosiddetto Minimum European Health Module (MEHM), adottato da Eurostat come parte essenziale del European Health Survey System, ed introdotto nell’indagine SILC nel 2004: in particolare il fenomeno è colto a partire da tre variabili: a) la salute percepita, che costituisce una generalizzazione del concetto di salute, ed una sintesi delle condizioni generali di salute, predittore della futura comparsa di limitazioni funzionali; b) la presenza di malattie croniche, che possono influenzare la qualità della vita e costituiscono uno dei principali motivi di utilizzo dei servizi sanitari pubblici; c) la percezione di limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane dovute alle condizioni di salute.

Disparità di speranza di salute in Italia : un approccio longitudinale.

GIUDICI, CRISTINA;AREZZO, Maria Felice
2011

Abstract

In Italia come in Europa, la complessità delle interazioni esistenti tra le diverse componenti della longevità rende difficile l’analisi e la previsione della qualità della sopravvivenza nelle età avanzate: alla diminuzione della mortalità in caso di malattia cronica, che farebbe ipotizzare una futura espansione della morbosità, si associano fenomeni apparentemente opposti: si osserva da una parte il miglioramento nei comportamenti e nello stato di salute delle nuove coorti di anziani, coerente con le teorie di compressione della morbosità, e dall’altra l’emergenza della cosiddetta quarta età, il cui peso statistico crescente rende visibile una ulteriore espansione della morbosità. La presenza di disparità economiche, demografiche e sociali costituisce un ulteriore elemento di complessità nella stima della speranza di salute della popolazione, e nella valutazione della qualità degli anni guadagnati attraverso i progressi della longevità. Il presente contributo si propone di analizzare le determinanti della salute nella popolazione italiana, distinguendo il ruolo svolto dalle caratteristiche individuali, famigliari ed ambientali. L’analisi è svolta sulla base del modulo italiano dell’indagine europea sui redditi e le condizioni di vita delle famiglie (it-SILC); vengono analizzate le condizioni di salute di 4645 individui, rappresentativi della popolazione italiana di età superiore a 55 anni nel 2004. L’analisi longitudinale tra il 2004 e il 2008 consente di stimare e modellizzare le probabilità di transizione tra diversi stati di salute, nonché di analizzare le principali determinanti delle funzioni di transizione e misurare la speranza di salute tra 60 e 80 anni. La salute è colta attraverso il cosiddetto Minimum European Health Module (MEHM), adottato da Eurostat come parte essenziale del European Health Survey System, ed introdotto nell’indagine SILC nel 2004: in particolare il fenomeno è colto a partire da tre variabili: a) la salute percepita, che costituisce una generalizzazione del concetto di salute, ed una sintesi delle condizioni generali di salute, predittore della futura comparsa di limitazioni funzionali; b) la presenza di malattie croniche, che possono influenzare la qualità della vita e costituiscono uno dei principali motivi di utilizzo dei servizi sanitari pubblici; c) la percezione di limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane dovute alle condizioni di salute.
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