Il saggio trae spunto da due contributi dottrinali rispettivamente sul tema (assai scivoloso) dell’abuso del processo e su quello dell’abuso del diritto: il primo affrontato in una monografia di M.Francesca Ghirga, Abuso del processo e sanzioni; il secondo oggetto del contributo di Aurelio Gentili, L’abuso del diritto come argomento. Tra le due, la prima declinazione dell’abuso, in riferimento al processo, si presenta attualmente con un certo fascino dovuto alla comprensibile ansia di ristabilire - se non la eticità - la media serietà delle esperienze della giustizia civile, che anche il profano vede ogni giorno squassata e da così tante direzioni. La stessa nozione di abuso del processo appare peraltro estremamente sfuggente, quasi un “ectoplasma” che ben poco ha a che vedere con la figura dell’abuso del diritto; in proposito l’autore evidenzia come l'abuso del potere di azione o di eccezione (in senso stretto), così come del potere di impugnazione, siano il frutto di valutazioni possibili solo ex post, allorché se ne dichiari a seguito di giudizio la inammissibilità o infondatezza. Uno dei tentativi operati dalla dottrina con riferimento alla nozione di abuso del processo è quello di apprezzare questa polisignificante terminologia sul piano delle condizioni di ammissibilità dell'azione, tra cui si includerebbe anche quella della meritevolezza, che postulerebbe in sostanza che la causa dell'azione sia soggetta ad un controllo analogo a quello che l'art. 1322 cpv. c.c. autorizza a compiere sul contenuto dei contratti atipici, onde verificare se gli interessi che le parti hanno in mira di perseguire, con questo o quel negozio, siano meritevoli di tutela agli occhi dell'ordinamento. Al riguardo, l’autore osserva come, nonostante alcune suggestioni provenienti anche da alcuni filoni giurisprudenziali più recenti, stenti ad affermarsi l’inquadramento dell’abuso del processo tra le condizioni di ammissibilità della domanda e come tale nozione appaia in realtà superflua almeno in alcune ipotesi paradigmatiche di uso distorto di poteri processuali spettanti alle parti o al giudice. Il inoltre infine svolge una riflessione su come il germe dell’abuso del processo abbia incontrato qualche bagliore in ambito comunitario, nei lavori di riforma del regolamento n. 44/2001 ma sia stato poi abbandonato.

Note necessariamente divaganti quanto all'"abuso sanzionabile del processo" e all'"abuso del diritto come argomento" / Consolo, Claudio. - In: RIVISTA DI DIRITTO PROCESSUALE. - ISSN 0035-6182. - STAMPA. - 5(2012), pp. 1284-1299.

Note necessariamente divaganti quanto all'"abuso sanzionabile del processo" e all'"abuso del diritto come argomento"

CONSOLO, CLAUDIO
2012

Abstract

Il saggio trae spunto da due contributi dottrinali rispettivamente sul tema (assai scivoloso) dell’abuso del processo e su quello dell’abuso del diritto: il primo affrontato in una monografia di M.Francesca Ghirga, Abuso del processo e sanzioni; il secondo oggetto del contributo di Aurelio Gentili, L’abuso del diritto come argomento. Tra le due, la prima declinazione dell’abuso, in riferimento al processo, si presenta attualmente con un certo fascino dovuto alla comprensibile ansia di ristabilire - se non la eticità - la media serietà delle esperienze della giustizia civile, che anche il profano vede ogni giorno squassata e da così tante direzioni. La stessa nozione di abuso del processo appare peraltro estremamente sfuggente, quasi un “ectoplasma” che ben poco ha a che vedere con la figura dell’abuso del diritto; in proposito l’autore evidenzia come l'abuso del potere di azione o di eccezione (in senso stretto), così come del potere di impugnazione, siano il frutto di valutazioni possibili solo ex post, allorché se ne dichiari a seguito di giudizio la inammissibilità o infondatezza. Uno dei tentativi operati dalla dottrina con riferimento alla nozione di abuso del processo è quello di apprezzare questa polisignificante terminologia sul piano delle condizioni di ammissibilità dell'azione, tra cui si includerebbe anche quella della meritevolezza, che postulerebbe in sostanza che la causa dell'azione sia soggetta ad un controllo analogo a quello che l'art. 1322 cpv. c.c. autorizza a compiere sul contenuto dei contratti atipici, onde verificare se gli interessi che le parti hanno in mira di perseguire, con questo o quel negozio, siano meritevoli di tutela agli occhi dell'ordinamento. Al riguardo, l’autore osserva come, nonostante alcune suggestioni provenienti anche da alcuni filoni giurisprudenziali più recenti, stenti ad affermarsi l’inquadramento dell’abuso del processo tra le condizioni di ammissibilità della domanda e come tale nozione appaia in realtà superflua almeno in alcune ipotesi paradigmatiche di uso distorto di poteri processuali spettanti alle parti o al giudice. Il inoltre infine svolge una riflessione su come il germe dell’abuso del processo abbia incontrato qualche bagliore in ambito comunitario, nei lavori di riforma del regolamento n. 44/2001 ma sia stato poi abbandonato.
2012
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Note necessariamente divaganti quanto all'"abuso sanzionabile del processo" e all'"abuso del diritto come argomento" / Consolo, Claudio. - In: RIVISTA DI DIRITTO PROCESSUALE. - ISSN 0035-6182. - STAMPA. - 5(2012), pp. 1284-1299.
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