In the suburbs, the post-war confused urban growth, with its disorderly edification, has created a new conflict between archaeology and urban planning. This situation has led to the encirclement of the archaeological remains. The archeology emerges in a different ways, sometimes the traces have undeniable monumental characters; other times the excavation may disclose incomprehensible fragments that need an interpretation. The relationship between city and ruins changes depending on the nature of the findings and the surrounding settlement forms. In the suburbs the verticality of the historical stratification is replaced by horizontal: large areas on which are located single evidences embedded in the contemporary city. Sometimes their existence has prevented the building expansion, however, their neglect state often makes it almost unrecognizable: areas of material and cultural degradation. Memory can not delimit; just passing by the evaluation of the physical consistency of the findin

La confusa crescita urbana che ha seguito la fine della guerra, con la sua edificazione disomogenea, ha generato, nelle aree periferiche, un nuovo conflitto tra espansione e rispetto delle preesistenze archeologiche, provocando spesso l’accerchiamento dei resti sopravvissuti o episodicamente esumati. Testimonianze che possono mostrare caratteristiche differenti; in alcuni casi le tracce presentano indiscutibili caratteri monumentali, in altri lo scavo può palesare scarni frammenti che necessitano di un lavoro interpretativo per essere compresi. Il rapporto tra città e rovine può cambiare, dunque, in base alla natura del reperto, ma pure delle forme insediative che lo circondano. Nelle periferie, alla verticalità della sedimentazione nel lungo periodo, si oppone spesso l’orizzontalità: aree molto estese sulle quali sono distribuite testimonianze che, isolatamente, affiorano nel tessuto contemporaneo. Tuttavia il loro stato di abbandono le rende spesso pressoché irriconoscibili: zone di degrado nelle quali non è garantita neppure la conservazione materiale dei resti. Non è possibile circoscrivere una memoria, il nodo della perimetrazione è tutto qui; solo attraverso il passaggio dalla valutazione della consistenza fisica dei reperti all’individuazione del loro significato sarà possibile ottenere una reale sopravvivenza degli stessi, recuperando loro una leggibilità e un ruolo entro il panorama urbano contemporaneo. Nasce l’esigenza di superare le recinzioni per integrare l’area archeologica nel disegno della città, poiché recuperando la dimensione storica del paesaggio urbano della periferia si può arrivare a costituire quel valore aggiunto che agisce come meccanismo per la coesione sociale e l’identità condivisa tra i cittadini. Attraverso una serie di esempi concreti, selezionati tra le decine esistenti nel settore orientale della periferia romana, si cercherà di evidenziare come comprensione, conservazione e valorizzazione, costituiscano tre tappe imprescindibili e strettamente connesse dello stesso processo; l’unico praticabile se si vuole tentare di spezzare quella “alterità” che quasi sempre caratterizza i resti. Solo attraverso un serio progetto di valorizzazione sarà possibile trasformarli in segni comprensibili, in grado di svolgere un ruolo attivo nella contemporaneità.

Le rovine “dimenticate”. Identità, conservazione e valorizzazione dei resti archeologici nella periferia romana / Ercolino, Maria Grazia. - In: IL CAPITALE CULTURALE. - ISSN 2039-2362. - ELETTRONICO. - X(2014), pp. 439-469.

Le rovine “dimenticate”. Identità, conservazione e valorizzazione dei resti archeologici nella periferia romana

ERCOLINO, Maria Grazia
2014

Abstract

La confusa crescita urbana che ha seguito la fine della guerra, con la sua edificazione disomogenea, ha generato, nelle aree periferiche, un nuovo conflitto tra espansione e rispetto delle preesistenze archeologiche, provocando spesso l’accerchiamento dei resti sopravvissuti o episodicamente esumati. Testimonianze che possono mostrare caratteristiche differenti; in alcuni casi le tracce presentano indiscutibili caratteri monumentali, in altri lo scavo può palesare scarni frammenti che necessitano di un lavoro interpretativo per essere compresi. Il rapporto tra città e rovine può cambiare, dunque, in base alla natura del reperto, ma pure delle forme insediative che lo circondano. Nelle periferie, alla verticalità della sedimentazione nel lungo periodo, si oppone spesso l’orizzontalità: aree molto estese sulle quali sono distribuite testimonianze che, isolatamente, affiorano nel tessuto contemporaneo. Tuttavia il loro stato di abbandono le rende spesso pressoché irriconoscibili: zone di degrado nelle quali non è garantita neppure la conservazione materiale dei resti. Non è possibile circoscrivere una memoria, il nodo della perimetrazione è tutto qui; solo attraverso il passaggio dalla valutazione della consistenza fisica dei reperti all’individuazione del loro significato sarà possibile ottenere una reale sopravvivenza degli stessi, recuperando loro una leggibilità e un ruolo entro il panorama urbano contemporaneo. Nasce l’esigenza di superare le recinzioni per integrare l’area archeologica nel disegno della città, poiché recuperando la dimensione storica del paesaggio urbano della periferia si può arrivare a costituire quel valore aggiunto che agisce come meccanismo per la coesione sociale e l’identità condivisa tra i cittadini. Attraverso una serie di esempi concreti, selezionati tra le decine esistenti nel settore orientale della periferia romana, si cercherà di evidenziare come comprensione, conservazione e valorizzazione, costituiscano tre tappe imprescindibili e strettamente connesse dello stesso processo; l’unico praticabile se si vuole tentare di spezzare quella “alterità” che quasi sempre caratterizza i resti. Solo attraverso un serio progetto di valorizzazione sarà possibile trasformarli in segni comprensibili, in grado di svolgere un ruolo attivo nella contemporaneità.
In the suburbs, the post-war confused urban growth, with its disorderly edification, has created a new conflict between archaeology and urban planning. This situation has led to the encirclement of the archaeological remains. The archeology emerges in a different ways, sometimes the traces have undeniable monumental characters; other times the excavation may disclose incomprehensible fragments that need an interpretation. The relationship between city and ruins changes depending on the nature of the findings and the surrounding settlement forms. In the suburbs the verticality of the historical stratification is replaced by horizontal: large areas on which are located single evidences embedded in the contemporary city. Sometimes their existence has prevented the building expansion, however, their neglect state often makes it almost unrecognizable: areas of material and cultural degradation. Memory can not delimit; just passing by the evaluation of the physical consistency of the findin
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