Le prossime elezioni europee rischiano di costituire uno spartiacque fondamentale per il modo in cui la “comunità” Unione europea dimostrerà di saper affrontare i nodi della crisi economico- finanziaria e la sua stessa collocazione geo-politica nello scacchiere della globalizzazione. Di fronte alla rinnovata sfida che i populismi e nazionalismi – che tanti danni hanno fatto alla storia europea – occorrerebbe che la “nuova” comunità europea risponda con un nuovo e rinnovato contratto sociale con suoi cittadini. Questo contratto sociale dovrebbe riflettere le esigenze della “nuova” comunità europea, dare espressione compiuta e “visibile” a quel “momento costituzionale” che pure in maniera frammentata e incoerente si intravvede nel nostro Continente attraversato dalla crisi. L’Europa emergente da questo nuovo contratto sociale dovrebbe essere un’Europa che si sforzi di aprire alla partecipazione, un’Europa più democratica, che non abbia paura della democrazia, la rafforzi nelle sue istituzioni, la protegga e la “giudichi”, rispetto a se stessa e rispetto agli ordinamenti nazionali. E questo non a parole, ma nei fatti, attraverso il diritto e le politiche dell’Unione, ripristinando in primo luogo una omogeneità di fatto, economica, tra le varie aree del Continente (facendo vera redistribuzione senza spendere tanto di più, anzi forse di meno) e attivando tutti gli strumenti di una “Comunità di diritto” per far valere una omogeneità costituzionale europea. Occorre rifuggire dalla trappola delle “integrazioni differenziate” che troppi danni ha causato nelle modalità con cui gli organi europei hanno risposto alla crisi economico-finanziaria. Al riguardo, a parere di chi scrive, già nell’attuale diritto primario dei trattati è possibile rinvenire una serie di limiti “costituzionali” alla legittimità di proseguire sulla strada delle interazioni differenziate e dell’asimmetria.
Proteggere la democrazia - rinnovare il "contratto sociale" europeo / Miccu', Roberto. - In: FEDERALISMI.IT. - ISSN 1826-3534. - 3:(2014), pp. 1-15.
Proteggere la democrazia - rinnovare il "contratto sociale" europeo
MICCU', Roberto
2014
Abstract
Le prossime elezioni europee rischiano di costituire uno spartiacque fondamentale per il modo in cui la “comunità” Unione europea dimostrerà di saper affrontare i nodi della crisi economico- finanziaria e la sua stessa collocazione geo-politica nello scacchiere della globalizzazione. Di fronte alla rinnovata sfida che i populismi e nazionalismi – che tanti danni hanno fatto alla storia europea – occorrerebbe che la “nuova” comunità europea risponda con un nuovo e rinnovato contratto sociale con suoi cittadini. Questo contratto sociale dovrebbe riflettere le esigenze della “nuova” comunità europea, dare espressione compiuta e “visibile” a quel “momento costituzionale” che pure in maniera frammentata e incoerente si intravvede nel nostro Continente attraversato dalla crisi. L’Europa emergente da questo nuovo contratto sociale dovrebbe essere un’Europa che si sforzi di aprire alla partecipazione, un’Europa più democratica, che non abbia paura della democrazia, la rafforzi nelle sue istituzioni, la protegga e la “giudichi”, rispetto a se stessa e rispetto agli ordinamenti nazionali. E questo non a parole, ma nei fatti, attraverso il diritto e le politiche dell’Unione, ripristinando in primo luogo una omogeneità di fatto, economica, tra le varie aree del Continente (facendo vera redistribuzione senza spendere tanto di più, anzi forse di meno) e attivando tutti gli strumenti di una “Comunità di diritto” per far valere una omogeneità costituzionale europea. Occorre rifuggire dalla trappola delle “integrazioni differenziate” che troppi danni ha causato nelle modalità con cui gli organi europei hanno risposto alla crisi economico-finanziaria. Al riguardo, a parere di chi scrive, già nell’attuale diritto primario dei trattati è possibile rinvenire una serie di limiti “costituzionali” alla legittimità di proseguire sulla strada delle interazioni differenziate e dell’asimmetria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


