Oggetto della comunicazione è un singolare aspetto della pavimentazione marmorea della chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli: si tratta pannello in opus sectile ed in opera nell’angolo sud-est del naos, nei pressi del grande pilastro meridionale alla base della cupola. Quest’area evidentemente non congrua alla pavimentazione di VI secolo di età giustinianea – diversamente caratterizzata da grandi lastre di marmo proconnesio – è stata fino ad oggi poco indagata, benché ben visibile a chi percorra ancora adesso l’edificio: si tratta di una superficie quadrata, ampia m 5,65 circa di lato, con un grande disco centrale in parte annodato a rotae più piccole di differenti dimensioni poste tutt’intorno al perimetro; negli spazi di risulta sono inoltre visibili sezioni geometriche a piccoli elementi, probabilmente pertinenti a successivi interventi di restauro. Scopo di questo studio sarà l’esame analitico e l’identificazione dei materiali che compongono il singolare “inserto” pavimentale. A partire dalla storia documentaria più antica, piuttosto lacunosa, fino agli studi critici di età moderna – della metà e della fine dell’Ottocento (Salzenberg 1854; Lethaby, Swainson 1894; Antoniades 1907) – questo particolare collage marmoreo, seppur citato dalla letteratura scientifica più recente (Schneider 1936, Peschlow 1983; Guiglia Guidobaldi 1994, Demiriz 2002) non è mai stato oggetto di un’analisi specifica che possa meglio chiarirne le fasi di realizzazione e di integrazione; si cercherà dunque di metterne a fuoco il quadro cronologico di riferimento – per il momento alquanto incerto – circoscrivibile grosso modo alla fase medio bizantina (tra IX e XII secolo) del monumento.

The Marble Omphalos of Saint Sophia in Constantinople. An Analysis of an Opus Sectile Pavement of Middle Byzantine Age

PEDONE, SILVIA
2012

Abstract

Oggetto della comunicazione è un singolare aspetto della pavimentazione marmorea della chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli: si tratta pannello in opus sectile ed in opera nell’angolo sud-est del naos, nei pressi del grande pilastro meridionale alla base della cupola. Quest’area evidentemente non congrua alla pavimentazione di VI secolo di età giustinianea – diversamente caratterizzata da grandi lastre di marmo proconnesio – è stata fino ad oggi poco indagata, benché ben visibile a chi percorra ancora adesso l’edificio: si tratta di una superficie quadrata, ampia m 5,65 circa di lato, con un grande disco centrale in parte annodato a rotae più piccole di differenti dimensioni poste tutt’intorno al perimetro; negli spazi di risulta sono inoltre visibili sezioni geometriche a piccoli elementi, probabilmente pertinenti a successivi interventi di restauro. Scopo di questo studio sarà l’esame analitico e l’identificazione dei materiali che compongono il singolare “inserto” pavimentale. A partire dalla storia documentaria più antica, piuttosto lacunosa, fino agli studi critici di età moderna – della metà e della fine dell’Ottocento (Salzenberg 1854; Lethaby, Swainson 1894; Antoniades 1907) – questo particolare collage marmoreo, seppur citato dalla letteratura scientifica più recente (Schneider 1936, Peschlow 1983; Guiglia Guidobaldi 1994, Demiriz 2002) non è mai stato oggetto di un’analisi specifica che possa meglio chiarirne le fasi di realizzazione e di integrazione; si cercherà dunque di metterne a fuoco il quadro cronologico di riferimento – per il momento alquanto incerto – circoscrivibile grosso modo alla fase medio bizantina (tra IX e XII secolo) del monumento.
9786055607814
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