Dalla lettura delle attuali modalità di pianificazione, realizzazione e gestione che interessano la città francese contemporanea, emergono due prioritari principi ispiratori, orientati al riconoscimento da un lato delle potenzialità, della grande dimensione e del livello metropolitano raggiunto dalle conurbazioni e dall'altro, della complessa varietà di parti o porzioni di città sedimentate nel tempo, portatrici di istanze funzionali autonome, ma interrelate tra loro, che interagiscono spazialmente. Tali principi alimentano alcuni significativi strumenti operativi del progetto urbano ed edilizio, mirati alla ricerca di una unitarietà dell’insieme nel rispetto della varietà delle parti e dunque a rintracciare un sistema di nuove sottodimensioni -“città nelle città”-, che trovano applicazione in programmi integrati di nuova architettura, riqualificazione e rifunzionalizzazione. In questo quadro, il progetto della Residenza è il grande tema che attraversa, in via trasversale, ogni programma integrato, poiché riconosciuto quale elemento fondativo per la composizione della Città e di ogni sua sottodimensione, indipendentemente dall'estensione, dalla conformazione e localizzazione geografica. I grandi interventi sul tessuto urbano esistente si coniugano e convivono diffusamente con i nuovi interventi di edilizia residenziale, in una volontà pianificatoria orientata alla sperimentazione che ha dimostrato, nel tempo, risultati convincenti ed originali. La complessità architettonica, si invera nel tema progettuale della mixité. Già molti protagonisti del moderno hanno visto infrangersi contro la complessità dei fenomeni di formazione, trasformazione ed uso delle strutture urbane, la loro idea astratta di Città. Complessità cresciuta in modo esponenziale nella città della democrazia, dove la costruzione dello spazio è sottoposta all'azione combinata e spesso conflittuale di numerosi gruppi di potere. Se questa conflittualità ha prodotto alcuni luoghi fondamentali, nella maggior parte dei casi determina situazioni complesse: la mixité diviene la risposta francese alla necessità di rappresentare le variegate interpretazioni della realtà architettonica dei luoghi di vita. Non un disegno univoco, ma un complesso di disegni; non la volontà di un unico architetto che con il proprio, spesso autoreferenziale, segno plasma e sottomette la realtà: i nuovi interventi si caratterizzano per il contributo di molteplici personalità e professionalità. il progetto si invera nella complessità delle visioni, dei processi e degli apporti. La città diviene collage di storia, progetti, quartieri, abitanti ed amministrazioni, dove i reticoli dei rapporti e delle relazioni (architettoniche, sociali, di mobilità, di comunicazione ed informazione, ecc.) definiscono i punti di accumulazione o rarefazione del tessuto urbano o, ad una scala superiore, metropolitano, regionale fino a scavalcare i confini nazionali per tramutarsi nel concetto di globale. Il tema progettuale della mixité equivale, anche, all'affermazione della fine della segregazione di intere fette di popolazione operata attraverso la realizzazione di quei “ghetti” che fino agli anni ’80 sono stati edificati nelle Banlieues con la principale finalità, ideologicamente sostenuta dalle tante visioni di modelli di città razionali, di rispondere all’esigenza sociale di garantire un’abitazione per tutti. Inoltre, la mixité favorisce una migliore distribuzione delle risorse nello spazio urbano ed un loro accesso più ugualitario, limitando la selettività sociale. Il superamento della ghettizzazione si sostanzia, in particolare, nelle nuove ZAC, dove è introdotto l’obbligo normativo per le società costruttrici, di prevedere una percentuale di edilizia abitativa sociale proporzionata a quella da immettere nel mercato della vendita in proprietà o dell’affitto privato.

HOUSING SOCIALE IN EUROPA 1980-2005: FRANCIA / Maggini, Carlo. - (2008).

HOUSING SOCIALE IN EUROPA 1980-2005: FRANCIA

MAGGINI, CARLO
2008

Abstract

Dalla lettura delle attuali modalità di pianificazione, realizzazione e gestione che interessano la città francese contemporanea, emergono due prioritari principi ispiratori, orientati al riconoscimento da un lato delle potenzialità, della grande dimensione e del livello metropolitano raggiunto dalle conurbazioni e dall'altro, della complessa varietà di parti o porzioni di città sedimentate nel tempo, portatrici di istanze funzionali autonome, ma interrelate tra loro, che interagiscono spazialmente. Tali principi alimentano alcuni significativi strumenti operativi del progetto urbano ed edilizio, mirati alla ricerca di una unitarietà dell’insieme nel rispetto della varietà delle parti e dunque a rintracciare un sistema di nuove sottodimensioni -“città nelle città”-, che trovano applicazione in programmi integrati di nuova architettura, riqualificazione e rifunzionalizzazione. In questo quadro, il progetto della Residenza è il grande tema che attraversa, in via trasversale, ogni programma integrato, poiché riconosciuto quale elemento fondativo per la composizione della Città e di ogni sua sottodimensione, indipendentemente dall'estensione, dalla conformazione e localizzazione geografica. I grandi interventi sul tessuto urbano esistente si coniugano e convivono diffusamente con i nuovi interventi di edilizia residenziale, in una volontà pianificatoria orientata alla sperimentazione che ha dimostrato, nel tempo, risultati convincenti ed originali. La complessità architettonica, si invera nel tema progettuale della mixité. Già molti protagonisti del moderno hanno visto infrangersi contro la complessità dei fenomeni di formazione, trasformazione ed uso delle strutture urbane, la loro idea astratta di Città. Complessità cresciuta in modo esponenziale nella città della democrazia, dove la costruzione dello spazio è sottoposta all'azione combinata e spesso conflittuale di numerosi gruppi di potere. Se questa conflittualità ha prodotto alcuni luoghi fondamentali, nella maggior parte dei casi determina situazioni complesse: la mixité diviene la risposta francese alla necessità di rappresentare le variegate interpretazioni della realtà architettonica dei luoghi di vita. Non un disegno univoco, ma un complesso di disegni; non la volontà di un unico architetto che con il proprio, spesso autoreferenziale, segno plasma e sottomette la realtà: i nuovi interventi si caratterizzano per il contributo di molteplici personalità e professionalità. il progetto si invera nella complessità delle visioni, dei processi e degli apporti. La città diviene collage di storia, progetti, quartieri, abitanti ed amministrazioni, dove i reticoli dei rapporti e delle relazioni (architettoniche, sociali, di mobilità, di comunicazione ed informazione, ecc.) definiscono i punti di accumulazione o rarefazione del tessuto urbano o, ad una scala superiore, metropolitano, regionale fino a scavalcare i confini nazionali per tramutarsi nel concetto di globale. Il tema progettuale della mixité equivale, anche, all'affermazione della fine della segregazione di intere fette di popolazione operata attraverso la realizzazione di quei “ghetti” che fino agli anni ’80 sono stati edificati nelle Banlieues con la principale finalità, ideologicamente sostenuta dalle tante visioni di modelli di città razionali, di rispondere all’esigenza sociale di garantire un’abitazione per tutti. Inoltre, la mixité favorisce una migliore distribuzione delle risorse nello spazio urbano ed un loro accesso più ugualitario, limitando la selettività sociale. Il superamento della ghettizzazione si sostanzia, in particolare, nelle nuove ZAC, dove è introdotto l’obbligo normativo per le società costruttrici, di prevedere una percentuale di edilizia abitativa sociale proporzionata a quella da immettere nel mercato della vendita in proprietà o dell’affitto privato.
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