Lo scopo della classificazione di una frattura e di codificarla in base a parametri fissi (caratteristiche morfologiche e sede della frattura) che stabiliscano una semplice e memorizzabile scala di gravita della frattura, utilizzabile come guida al trattamento. Lo studio e diretto a verificare se le due più utilizzate classificazioni delle fratture dell'epifisi prossimale Dell’ omero (AO/ASIF e Neer) rispondono a requisiti di semplicità e riproducibilità e se, tra le due, vi sono principi differenti di codificazione che inducano a trattare diversamente la stessa frattura. Materiale e Metodi. dopo 3 anni, sono stati riesaminati 131 esami radiografici dei 598 pazienti che tra 11 1986 ed il 1991 hanno riportato una frattura dell'epifisi prossimale dell'omero trattata incruentemente. Le fratture sono state codificate separatamente da due ortopedici secondo la classificazione dell'AO/ASlF e di Neer. E' stata analizzata la percentuale di accordo tra i due esaminatori e la riproducibilità della classificazione di Neer. Conclusioni. Entrambe le classificazioni, di difficile memorizzazione, non stabiliscono ima scala lineare di gravita della frattura in grado di fornire un'immediata indicazione al trattamento. La maggiore precisione della classificazione AO/ASIF, 28 tipi di frattura contro i 16 di quella di Neer, va a scapito della sua semplicità. Nonostante la maggiore precisione, il 22%, 6% e 11% delle fratture dell'epifisi prossimale dell'omero sono state inserite, rispettivamente, in tipi, gruppi o sottogruppi diversi; con la classificazione di Neer, invece, la percentuale e stata del 18% (gruppi) e 8% (sottogruppi). La contraddizione e dovuta al diverso concetto, peraltro arbitrario, che le due classificazioni hanno della scomposizione radiografica della frattura; tanto meno restrittivi sono i criteri di scomposizione, come nel caso della classificazione di Neer, tanto maggiore e l'accordo ottenuto dagli esaminatori. L'esame radiografico spesso non consente di stabilire con accuratezza il grado di scomposizione ed il numero dei frammenti della frattura. Ciò causa dei dubbi sulla collocazione della frattura nelle due classificazioni e a loro vanno imputati l'elevata percentuale di disaccordo sulla codificazione della frattura e la scarsa riproducibilità della classificazione di Neer.

Utilità, limiti e riproducibilità della classificazione di Neer e della AO/ASIF delle fratture dell’epifisi prossimale di omero / Gumina, Stefano; Giannicola, G.; Cinotti, Gianluca; Postacchini, Franco. - STAMPA. - 1:(1998), pp. 36-37. (Intervento presentato al convegno IV Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e Gomito (SICSeG). tenutosi a Pavia, Italy nel 5-6 Giugno, 1998).

Utilità, limiti e riproducibilità della classificazione di Neer e della AO/ASIF delle fratture dell’epifisi prossimale di omero

GUMINA, STEFANO;G. Giannicola;CINOTTI, Gianluca;POSTACCHINI, Franco
1998

Abstract

Lo scopo della classificazione di una frattura e di codificarla in base a parametri fissi (caratteristiche morfologiche e sede della frattura) che stabiliscano una semplice e memorizzabile scala di gravita della frattura, utilizzabile come guida al trattamento. Lo studio e diretto a verificare se le due più utilizzate classificazioni delle fratture dell'epifisi prossimale Dell’ omero (AO/ASIF e Neer) rispondono a requisiti di semplicità e riproducibilità e se, tra le due, vi sono principi differenti di codificazione che inducano a trattare diversamente la stessa frattura. Materiale e Metodi. dopo 3 anni, sono stati riesaminati 131 esami radiografici dei 598 pazienti che tra 11 1986 ed il 1991 hanno riportato una frattura dell'epifisi prossimale dell'omero trattata incruentemente. Le fratture sono state codificate separatamente da due ortopedici secondo la classificazione dell'AO/ASlF e di Neer. E' stata analizzata la percentuale di accordo tra i due esaminatori e la riproducibilità della classificazione di Neer. Conclusioni. Entrambe le classificazioni, di difficile memorizzazione, non stabiliscono ima scala lineare di gravita della frattura in grado di fornire un'immediata indicazione al trattamento. La maggiore precisione della classificazione AO/ASIF, 28 tipi di frattura contro i 16 di quella di Neer, va a scapito della sua semplicità. Nonostante la maggiore precisione, il 22%, 6% e 11% delle fratture dell'epifisi prossimale dell'omero sono state inserite, rispettivamente, in tipi, gruppi o sottogruppi diversi; con la classificazione di Neer, invece, la percentuale e stata del 18% (gruppi) e 8% (sottogruppi). La contraddizione e dovuta al diverso concetto, peraltro arbitrario, che le due classificazioni hanno della scomposizione radiografica della frattura; tanto meno restrittivi sono i criteri di scomposizione, come nel caso della classificazione di Neer, tanto maggiore e l'accordo ottenuto dagli esaminatori. L'esame radiografico spesso non consente di stabilire con accuratezza il grado di scomposizione ed il numero dei frammenti della frattura. Ciò causa dei dubbi sulla collocazione della frattura nelle due classificazioni e a loro vanno imputati l'elevata percentuale di disaccordo sulla codificazione della frattura e la scarsa riproducibilità della classificazione di Neer.
1998
IV Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e Gomito (SICSeG).
fratture epifisi prossimale omero; classificazione di Neer; classificazione AO/ASIF
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Utilità, limiti e riproducibilità della classificazione di Neer e della AO/ASIF delle fratture dell’epifisi prossimale di omero / Gumina, Stefano; Giannicola, G.; Cinotti, Gianluca; Postacchini, Franco. - STAMPA. - 1:(1998), pp. 36-37. (Intervento presentato al convegno IV Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e Gomito (SICSeG). tenutosi a Pavia, Italy nel 5-6 Giugno, 1998).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/488445
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