L’industria farmaceutica Italiana attraversa una fase critica in particolare a causa di due fattori fondamentali: la produttività dell’investimento e la modalità di regolamentazione della ricerca. Per quanto riguarda la produttività dell’investimento il fattore principale è dato dai risultati poco soddisfacenti nella scoperta di nuovi farmaci e dalla riduzione del ciclo di vita dei prodotti oltre che dalla contrazione dei margini economici a seguito della diffusione dei farmaci generici e progressiva concentrazione nell’acquisto. La complessità della ricerca, a seguito dell’avvento e dell’impiego delle nuove tecnologie scientifiche (che vanno dalla genomica alla combinatorial chemistry al rational drug design fino ad arrivare alle tecnologie della bio-informatica), implica un impegno delle risorse economiche delle imprese sempre crescente. Il costo di una nuova molecola è aumentato in media dai centocinquanta milioni di dollari nel 1986 a cinquecentoquindici. L’organizzazione dell’impegno finanziario da parte delle imprese farmaceutiche si muove seguendo due direttrici fondamentali: il grado di integrazione cioè la misura in cui le aziende farmaceutiche sono attive nel processo di R&S e l’intensità degli investimenti nel medesimo. L’Europa spende l’1,83% del PIL per la ricerca; la Francia e la Germania sono ai primi posti con il 2,3% mentre l’Italia spende circa l’1,2% del prodotto interno lordo di cui alla spesa per ricerca farmaceutica circa lo 0,073.

Aspetti evolutivi e fattori trainanti di innovazione nell’industria farmaceutica italiana

AMENDOLA, Carlo;
2000

Abstract

L’industria farmaceutica Italiana attraversa una fase critica in particolare a causa di due fattori fondamentali: la produttività dell’investimento e la modalità di regolamentazione della ricerca. Per quanto riguarda la produttività dell’investimento il fattore principale è dato dai risultati poco soddisfacenti nella scoperta di nuovi farmaci e dalla riduzione del ciclo di vita dei prodotti oltre che dalla contrazione dei margini economici a seguito della diffusione dei farmaci generici e progressiva concentrazione nell’acquisto. La complessità della ricerca, a seguito dell’avvento e dell’impiego delle nuove tecnologie scientifiche (che vanno dalla genomica alla combinatorial chemistry al rational drug design fino ad arrivare alle tecnologie della bio-informatica), implica un impegno delle risorse economiche delle imprese sempre crescente. Il costo di una nuova molecola è aumentato in media dai centocinquanta milioni di dollari nel 1986 a cinquecentoquindici. L’organizzazione dell’impegno finanziario da parte delle imprese farmaceutiche si muove seguendo due direttrici fondamentali: il grado di integrazione cioè la misura in cui le aziende farmaceutiche sono attive nel processo di R&S e l’intensità degli investimenti nel medesimo. L’Europa spende l’1,83% del PIL per la ricerca; la Francia e la Germania sono ai primi posti con il 2,3% mentre l’Italia spende circa l’1,2% del prodotto interno lordo di cui alla spesa per ricerca farmaceutica circa lo 0,073.
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