Nel Rinascimento gli artisti bolognesi dettero un contributo straordinario allo sviluppo delle arti, abbracciandone tutti i generi dall’architettura, la pittura, il disegno e la scultura fino alla decorazione di interni e all’allestimento delle feste. Essi lasciarono tracce profonde non solo in tanti paesi europei, ma perfino in Russia e in America Latina. Il clima intellettuale, sociale e artistico molto caratteristico, proprio del capoluogo emiliano, ha senza dubbio contribuito a sviluppare questa rara capacità, che giocò un ruolo fondamentale nella migrazione delle tipologie e delle forme oltre i confini della penisola. La reputazione di questo ambiente, prosperante ed erudito, fu tale da attirare artisti famosi stranieri come Albrecht Dürer. Negli ultimi vent’anni tanti studi di carattere monografico sono stati pubblicati sui i più grandi artisti emiliani e sulla loro attività in altri paesi. Tuttavia manca ancora una riflessione che collochi i singoli episodi in una cornice più ampia e che indaghi in modo interdisciplinare sulle motivazioni, i metodi e il ruolo svolto dai maestri. Il convegno, attraverso quattro sezioni dedicate alla cultura bolognese dalla metà del Quattrocento fino al tardo Cinquecento, con uno spettro che include prospettiva, antiquaria e arte incisoria, architettura, fortificazioni e pittura. potrà quindi contribuire ad afferrare le ragioni di questo importante e duraturo influsso in altri paesi.

Convegno internazionale "Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (secc. XV- XVI)" / Bardati, Flaminia. - (2009). (Intervento presentato al convegno Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (secc. XV- XVI) tenutosi a Bologna nel 11-13 maggio 2009).

Convegno internazionale "Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (secc. XV- XVI)"

BARDATI, Flaminia
2009

Abstract

Nel Rinascimento gli artisti bolognesi dettero un contributo straordinario allo sviluppo delle arti, abbracciandone tutti i generi dall’architettura, la pittura, il disegno e la scultura fino alla decorazione di interni e all’allestimento delle feste. Essi lasciarono tracce profonde non solo in tanti paesi europei, ma perfino in Russia e in America Latina. Il clima intellettuale, sociale e artistico molto caratteristico, proprio del capoluogo emiliano, ha senza dubbio contribuito a sviluppare questa rara capacità, che giocò un ruolo fondamentale nella migrazione delle tipologie e delle forme oltre i confini della penisola. La reputazione di questo ambiente, prosperante ed erudito, fu tale da attirare artisti famosi stranieri come Albrecht Dürer. Negli ultimi vent’anni tanti studi di carattere monografico sono stati pubblicati sui i più grandi artisti emiliani e sulla loro attività in altri paesi. Tuttavia manca ancora una riflessione che collochi i singoli episodi in una cornice più ampia e che indaghi in modo interdisciplinare sulle motivazioni, i metodi e il ruolo svolto dai maestri. Il convegno, attraverso quattro sezioni dedicate alla cultura bolognese dalla metà del Quattrocento fino al tardo Cinquecento, con uno spettro che include prospettiva, antiquaria e arte incisoria, architettura, fortificazioni e pittura. potrà quindi contribuire ad afferrare le ragioni di questo importante e duraturo influsso in altri paesi.
2009
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