Negli ultimi decenni, la concentrazione di ozono troposferico (O3) ha subito un notevole incremento a causa delle emissioni di precursori da parte delle attività antropiche. Allo stato attuale, è stato riconosciuto che, tra le colture perenni, la vite è una delle specie sensibili a tale inquinante. In un esperimento a breve termine, piantine di due cultivar di vite, Cesanese d’Affile e Verdicchio, sono state sottoposte ad una concentrazione media giornaliera di ozono di 100 ppb, per una esposizione cumulata sopra la soglia di 40 ppb (AOT40) pari a 3400 ppb h. Tale esposizione risulta di poco superiore al livello critico per la protezione delle colture agrarie (3000 ppb h), stabilito nell’ambito del Programma Cooperativo Internazionale UN/ECE-ICP Vegetation (2004). La risposta funzionale allo stress da O3 delle due cultivar è stata valutata a livello fogliare, tramite analisi non distruttive e non invasive (misure di scambi gassosi, fluorescenza diretta della clorofilla “a”, contenuto relativo di pigmenti fotosintetici, rilievo del danno macroscopico). I risultati ottenuti dalle misure di fluorescenza e dall’analisi delle curve di risposta della fotosintesi alla variazione della concentrazione di CO2 sottostomatica (A/Ci) indicano che il livello di O3 a cui le piante sono state esposte non ha provocato danni all’apparato fotosintetico, e non ha avuto effetti sull’efficienza del processo di carbossilazione delle due cultivar analizzate. È possibile, pertanto, supporre che le cultivar considerate risultino piuttosto tolleranti allo stress indotto dall’O3. Tuttavia, nel Cesanese d’Affile le misure di scambio gassoso hanno evidenziato una riduzione significativa di fotosintesi e conduttanza stomatica dopo 8 giorni di fumigazione. Ulteriori ricerche sono attualmente in corso, al fine di verificare il grado di tolleranza della cultivar Cesanese d’Affile a maggiori esposizioni cumulate, in esperimenti a medio termine. E’ stata inoltre avviata una sperimentazione sulle due cultivar di vite mediante tecniche di imaging iperspettrale, al fine di riuscire a quantificare il danno prodotto dall’esposizione a diverse concentrazioni di O3 attraverso la valutazione delle firme spettrali, calcolate in riflettenza, acquisite nell’intervallo di lunghezze d’onda del visibile-vicino infrarosso (400-1700 nm).

Risposta funzionale all’ozono troposferico in due cultivar di Vitis vinifera L / Salvatori, Elisabetta; Bernardini, Alessandra; Caboni, E.; D'Aniello, L.; Gargiulo, A.; Serranti, Silvia; Bonifazi, Giuseppe; Santamaria, Anna Rita; Valletta, Alessio; Pasqua, Gabriella; Manes, Fausto. - In: ATTI DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI ECOLOGIA. - ISSN 1127-5006. - STAMPA. - 2(2010), pp. 65-65.

Risposta funzionale all’ozono troposferico in due cultivar di Vitis vinifera L.

SALVATORI, ELISABETTA;BERNARDINI, ALESSANDRA;SERRANTI, Silvia;BONIFAZI, Giuseppe;SANTAMARIA, Anna Rita;VALLETTA, ALESSIO;PASQUA, Gabriella;MANES, Fausto
2010

Abstract

Negli ultimi decenni, la concentrazione di ozono troposferico (O3) ha subito un notevole incremento a causa delle emissioni di precursori da parte delle attività antropiche. Allo stato attuale, è stato riconosciuto che, tra le colture perenni, la vite è una delle specie sensibili a tale inquinante. In un esperimento a breve termine, piantine di due cultivar di vite, Cesanese d’Affile e Verdicchio, sono state sottoposte ad una concentrazione media giornaliera di ozono di 100 ppb, per una esposizione cumulata sopra la soglia di 40 ppb (AOT40) pari a 3400 ppb h. Tale esposizione risulta di poco superiore al livello critico per la protezione delle colture agrarie (3000 ppb h), stabilito nell’ambito del Programma Cooperativo Internazionale UN/ECE-ICP Vegetation (2004). La risposta funzionale allo stress da O3 delle due cultivar è stata valutata a livello fogliare, tramite analisi non distruttive e non invasive (misure di scambi gassosi, fluorescenza diretta della clorofilla “a”, contenuto relativo di pigmenti fotosintetici, rilievo del danno macroscopico). I risultati ottenuti dalle misure di fluorescenza e dall’analisi delle curve di risposta della fotosintesi alla variazione della concentrazione di CO2 sottostomatica (A/Ci) indicano che il livello di O3 a cui le piante sono state esposte non ha provocato danni all’apparato fotosintetico, e non ha avuto effetti sull’efficienza del processo di carbossilazione delle due cultivar analizzate. È possibile, pertanto, supporre che le cultivar considerate risultino piuttosto tolleranti allo stress indotto dall’O3. Tuttavia, nel Cesanese d’Affile le misure di scambio gassoso hanno evidenziato una riduzione significativa di fotosintesi e conduttanza stomatica dopo 8 giorni di fumigazione. Ulteriori ricerche sono attualmente in corso, al fine di verificare il grado di tolleranza della cultivar Cesanese d’Affile a maggiori esposizioni cumulate, in esperimenti a medio termine. E’ stata inoltre avviata una sperimentazione sulle due cultivar di vite mediante tecniche di imaging iperspettrale, al fine di riuscire a quantificare il danno prodotto dall’esposizione a diverse concentrazioni di O3 attraverso la valutazione delle firme spettrali, calcolate in riflettenza, acquisite nell’intervallo di lunghezze d’onda del visibile-vicino infrarosso (400-1700 nm).
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