Il telefono cellulare ha da tempo assunto un ruolo fondamentale nel campo investigativo e forense, evidente ormai anche al grande pubblico che segue con interesse dai giornali e dalle televisioni fatti di cronaca connessi alla scomparsa di persone o a crimini rimasti insoluti. Ciò si verifica non solo riguardo l‟intercettazione delle conversazioni, già largamente in uso per i telefoni „fissi‟, ma anche ai fini della ricostruzione degli spostamenti del cellulare ovvero del suo possessore. La rete cellulare permette infatti sia l‟inseguimento in tempo reale di un telefono posto sotto sorveglianza, tramite l‟analisi dei segnali che esso scambia con le antenne fisse, sia la ricostruzione in differita degli spostamenti basata sui tabulati telefonici forniti dall‟operatore di telefonia mobile utilizzato da quel cellulare. In tale contesto talvolta insorgono curiose anomalie poco note ai non-esperti del settore che se non rivelate opportunamente possono condurre ad interpretazioni erronee riguardo la posizione effettivamente assunta dal telefono, con pesanti riflessi sulla correttezza delle indagini e sulle conclusioni degli investigatori e dei giudici. Nel presente lavoro vengono introdotti e discussi alcuni di questi fenomeni, con l‟obiettivo di fornire un contributo di conoscenza utile agli operatori del settore investigativo e forense. In particolare, viene mostrato come l‟informazione di localizzazione offerta dalla conoscenza della antenna cui risulta connesso un telefono cellulare debba essere opportunamente verificata alla luce della conoscenza dei fenomeni sopra menzionati.

Il telefono cellulare come strumento per la individuazione georeferenziata e la tracciabilità di soggetti indagati

CUSANI, Roberto;MASTRONARDI, Vincenzo
2009

Abstract

Il telefono cellulare ha da tempo assunto un ruolo fondamentale nel campo investigativo e forense, evidente ormai anche al grande pubblico che segue con interesse dai giornali e dalle televisioni fatti di cronaca connessi alla scomparsa di persone o a crimini rimasti insoluti. Ciò si verifica non solo riguardo l‟intercettazione delle conversazioni, già largamente in uso per i telefoni „fissi‟, ma anche ai fini della ricostruzione degli spostamenti del cellulare ovvero del suo possessore. La rete cellulare permette infatti sia l‟inseguimento in tempo reale di un telefono posto sotto sorveglianza, tramite l‟analisi dei segnali che esso scambia con le antenne fisse, sia la ricostruzione in differita degli spostamenti basata sui tabulati telefonici forniti dall‟operatore di telefonia mobile utilizzato da quel cellulare. In tale contesto talvolta insorgono curiose anomalie poco note ai non-esperti del settore che se non rivelate opportunamente possono condurre ad interpretazioni erronee riguardo la posizione effettivamente assunta dal telefono, con pesanti riflessi sulla correttezza delle indagini e sulle conclusioni degli investigatori e dei giudici. Nel presente lavoro vengono introdotti e discussi alcuni di questi fenomeni, con l‟obiettivo di fornire un contributo di conoscenza utile agli operatori del settore investigativo e forense. In particolare, viene mostrato come l‟informazione di localizzazione offerta dalla conoscenza della antenna cui risulta connesso un telefono cellulare debba essere opportunamente verificata alla luce della conoscenza dei fenomeni sopra menzionati.
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