Nella rubrica, il tema Desiderio e Cura che interroga l’architettura come pratica etica prima ancora che formale chiamata a ricomporre il rapporto tra aspirazioni umane e limiti ecologici, darà spazio al documentario “Origin” di Yann Arthus-Bertrand (presentato in anteprima alla 82a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) che propone una meditazione visiva sul rapporto tra umanità e ambiente attraverso la rappresentazione della laguna osservata da una prospettiva aerea. Nell’opera di Arthus-Bertrand, la laguna appare come il risultato di un desiderio umano di abitare e trasformare l’ambiente, un gesto originario che ha generato una delle città più straordinarie della storia. Tuttavia, lo stesso desiderio si rivela inseparabile da una dimensione di cura, intesa come responsabilità verso un ecosistema fragile e continuamente minacciato. Il desiderio, storicamente motore del progetto e nel caso della laguna di Venezia inteso troppo spesso come impulso estrattivo o volontà di dominio, viene documentato attraverso l’immagine in movimento come tensione relazionale verso l’Abitare, capace di riconoscere la Terra come soggetto e non come risorsa.
Rubrica wabi-sabi - Venezia 82 / Spita, L.. - In: ABITARE LA TERRA. - ISSN 1592-8608. - 67/68:ANNO XXVI(2025), pp. 42-45.
Rubrica wabi-sabi - Venezia 82
Leone Spita
2025
Abstract
Nella rubrica, il tema Desiderio e Cura che interroga l’architettura come pratica etica prima ancora che formale chiamata a ricomporre il rapporto tra aspirazioni umane e limiti ecologici, darà spazio al documentario “Origin” di Yann Arthus-Bertrand (presentato in anteprima alla 82a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) che propone una meditazione visiva sul rapporto tra umanità e ambiente attraverso la rappresentazione della laguna osservata da una prospettiva aerea. Nell’opera di Arthus-Bertrand, la laguna appare come il risultato di un desiderio umano di abitare e trasformare l’ambiente, un gesto originario che ha generato una delle città più straordinarie della storia. Tuttavia, lo stesso desiderio si rivela inseparabile da una dimensione di cura, intesa come responsabilità verso un ecosistema fragile e continuamente minacciato. Il desiderio, storicamente motore del progetto e nel caso della laguna di Venezia inteso troppo spesso come impulso estrattivo o volontà di dominio, viene documentato attraverso l’immagine in movimento come tensione relazionale verso l’Abitare, capace di riconoscere la Terra come soggetto e non come risorsa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


