Orlando Furioso by Ludovico Ariosto constitutes one of the most fertile imaginative frameworks of Western visual culture, generating over time a vast iconographic tradition capable of translating the narrative, temporal, and symbolic complexity of the poem into images. This study examines the pictorial representation of Orlando Furioso from the Renaissance to Romanticism, focusing on the ways in which painting has interpreted and transformed the themes of illusion, madness, love, and metamorphosis in relation to the visible/invisible dichotomy evoked by the Castle of Atlante. Through a non-linear interpretive path, organized as a “Furious map” of relationships between images, the research brings into dialogue works by Dosso Dossi, Giulio Romano, Michele Desubleo, Giambattista Tiepolo, Ingres, and Delacroix, highlighting how pictorial language constructs imaginary spaces, narrative tensions, and suspended temporalities. The methodology integrates iconographic and iconological analysis with a historical-representational reflection, considering drawing and composition as cognitive and translational acts. The study aims to demonstrate how Ariosto’s figurative universe constitutes a privileged laboratory for understanding “Furious drawing” as a form of knowledge capable of rendering the invisible visible, embracing instability and contradiction as structural values of representation.

L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto costituisce uno dei più fecondi dispositivi immaginativi della cultura visiva occidentale, generando nel tempo una vasta tradizione iconografica capace di tradurre in immagini la complessità narrativa, temporale e simbolica del poema. Il contributo indaga la rappresentazione pittorica dell’Orlando Furioso dal Rinascimento al Romanticismo, soffermandosi sulle modalità con cui la pittura ha interpretato e trasformato i temi dell’illusione, della follia, dell’amore e della metamorfosi in relazione al binomio visibile/invisibile evocato dal castello di Atlante. Attraverso un percorso di lettura non lineare, organizzato come una Mappa Furiosa di relazioni tra immagini, lo studio mette in dialogo opere di Dosso Dossi, Giulio Romano, Michele Desubleo, Giambattista Tiepolo, Ingres e Delacroix, evidenziando come il linguaggio pittorico abbia costruito spazi immaginari, tensioni narrative e temporalità sospese. La metodologia integra l’analisi iconografica e iconologica con una riflessione storico-rappresentativa, assumendo il disegno e la composizione come atti cognitivi e traduttivi. Il contributo intende mostrare come la figurazione ariostesca costituisca un laboratorio privilegiato per comprendere il Disegno Furioso come pratica di conoscenza capace di rendere visibile l’invisibile, accogliendo l’instabilità e la contraddizione come valori strutturali della rappresentazione.

Figure del Furioso. La rappresentazione pittorica dell’Orlando Furioso tra visibile e invisibile / Figures of the Furioso. The pictorial representation of the Orlando Furioso between the visible and the invisible / Morganti, C., Bartolomei, C.. - (2026), pp. 323-346. (UID 2026 - Il disegno furioso - 47° CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI DOCENTI DELLE DISCIPLINE DELLA RAPPRESENTAZIONE CONGRESSO DELLA UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNO Ferrara ).

Figure del Furioso. La rappresentazione pittorica dell’Orlando Furioso tra visibile e invisibile / Figures of the Furioso. The pictorial representation of the Orlando Furioso between the visible and the invisible

Caterina Morganti
;
2026

Abstract

Orlando Furioso by Ludovico Ariosto constitutes one of the most fertile imaginative frameworks of Western visual culture, generating over time a vast iconographic tradition capable of translating the narrative, temporal, and symbolic complexity of the poem into images. This study examines the pictorial representation of Orlando Furioso from the Renaissance to Romanticism, focusing on the ways in which painting has interpreted and transformed the themes of illusion, madness, love, and metamorphosis in relation to the visible/invisible dichotomy evoked by the Castle of Atlante. Through a non-linear interpretive path, organized as a “Furious map” of relationships between images, the research brings into dialogue works by Dosso Dossi, Giulio Romano, Michele Desubleo, Giambattista Tiepolo, Ingres, and Delacroix, highlighting how pictorial language constructs imaginary spaces, narrative tensions, and suspended temporalities. The methodology integrates iconographic and iconological analysis with a historical-representational reflection, considering drawing and composition as cognitive and translational acts. The study aims to demonstrate how Ariosto’s figurative universe constitutes a privileged laboratory for understanding “Furious drawing” as a form of knowledge capable of rendering the invisible visible, embracing instability and contradiction as structural values of representation.
2026
UID 2026 - Il disegno furioso - 47° CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI DOCENTI DELLE DISCIPLINE DELLA RAPPRESENTAZIONE CONGRESSO DELLA UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNO
L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto costituisce uno dei più fecondi dispositivi immaginativi della cultura visiva occidentale, generando nel tempo una vasta tradizione iconografica capace di tradurre in immagini la complessità narrativa, temporale e simbolica del poema. Il contributo indaga la rappresentazione pittorica dell’Orlando Furioso dal Rinascimento al Romanticismo, soffermandosi sulle modalità con cui la pittura ha interpretato e trasformato i temi dell’illusione, della follia, dell’amore e della metamorfosi in relazione al binomio visibile/invisibile evocato dal castello di Atlante. Attraverso un percorso di lettura non lineare, organizzato come una Mappa Furiosa di relazioni tra immagini, lo studio mette in dialogo opere di Dosso Dossi, Giulio Romano, Michele Desubleo, Giambattista Tiepolo, Ingres e Delacroix, evidenziando come il linguaggio pittorico abbia costruito spazi immaginari, tensioni narrative e temporalità sospese. La metodologia integra l’analisi iconografica e iconologica con una riflessione storico-rappresentativa, assumendo il disegno e la composizione come atti cognitivi e traduttivi. Il contributo intende mostrare come la figurazione ariostesca costituisca un laboratorio privilegiato per comprendere il Disegno Furioso come pratica di conoscenza capace di rendere visibile l’invisibile, accogliendo l’instabilità e la contraddizione come valori strutturali della rappresentazione.
Ariostean iconography; Orlando Furioso; Painting; Drawing; Furious Drawing
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Figure del Furioso. La rappresentazione pittorica dell’Orlando Furioso tra visibile e invisibile / Figures of the Furioso. The pictorial representation of the Orlando Furioso between the visible and the invisible / Morganti, C., Bartolomei, C.. - (2026), pp. 323-346. (UID 2026 - Il disegno furioso - 47° CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI DOCENTI DELLE DISCIPLINE DELLA RAPPRESENTAZIONE CONGRESSO DELLA UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNO Ferrara ).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1776618
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