Dopo il tramonto della metafisica, l’umano non appare più come essenza stabile, ma come figura storica, simbolica e performativa. Eppure, la “fine dell’antropologia” non cancella la domanda sull’uomo, anzi libera la liturgia dal presupposto di una natura già definita e la mostra come luogo in cui corpo, desiderio e memoria vengono figurati, trasformati e aperti a nuove possibilità di futuro.
La forma immaginata dell’umano. Tra antropologia e liturgia / Tommasi, F.V.. - In: RIVISTA DI PASTORALE LITURGICA. - ISSN 0035-6395. - 378:5(2026), pp. 46-51.
La forma immaginata dell’umano. Tra antropologia e liturgia
Francesco Valerio Tommasi
2026
Abstract
Dopo il tramonto della metafisica, l’umano non appare più come essenza stabile, ma come figura storica, simbolica e performativa. Eppure, la “fine dell’antropologia” non cancella la domanda sull’uomo, anzi libera la liturgia dal presupposto di una natura già definita e la mostra come luogo in cui corpo, desiderio e memoria vengono figurati, trasformati e aperti a nuove possibilità di futuro.File allegati a questo prodotto
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