Il riconoscimento facciale e la testimonianza oculare costituiscono elementi centrali nei procedimenti investigativi e giudiziari, nonostante la letteratura scientifica abbia ampiamente documentato i limiti della memoria umana e l’elevata incidenza degli errori di identificazione. La presente tesi di dottorato si colloca nell’ambito della psicologia cognitiva e forense e si propone di analizzare i fattori che influenzano l’accuratezza del riconoscimento dei volti, con particolare riferimento ai contesti operativi della Polizia di Stato e all’utilizzo del Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini (SARI Enterprise). Attraverso una serie di studi sperimentali, sono stati esaminati gli effetti della modalità di presentazione dei volti (simultanea vs. sequenziale) e dell’influenza esercitata dai feedback numerici di somiglianza forniti dal sistema biometrico sul processo decisionale degli operatori. La ricerca ha inoltre indagato il ruolo della Pattern Separation, processo neurocognitivo coinvolto nella discriminazione di stimoli percettivamente simili, quale possibile fattore associato alle differenze individuali nelle prestazioni di riconoscimento facciale. La dissertazione approfondisce altresì l’evoluzione delle metodologie di identificazione forense, evidenziando i limiti degli approcci olistici tradizionalmente impiegati nel confronto di immagini di soggetti non familiari e analizzando strategie fondate sull’osservazione sistematica delle caratteristiche morfologiche del volto. In tale contesto, è stato preso in considerazione il sistema FACI.E.S., sviluppato dalla Polizia 6 Scientifica per supportare l’analisi fisionomica strutturata attraverso la valutazione analitica dei singoli tratti facciali. Considerata la complessità applicativa di tale metodologia, la ricerca ha valutato procedure alternative e protocolli sperimentali validati in letteratura, finalizzati a migliorare l’accuratezza e l’affidabilità delle decisioni identificative. Nel complesso, i risultati contribuiscono alla comprensione dei processi cognitivi coinvolti nel riconoscimento dei volti e forniscono indicazioni scientificamente fondate per l’ottimizzazione delle procedure operative, della formazione degli operatori e dei sistemi biometrici impiegati nell’ambito delle indagini forensi.

Il riconoscimento dei volti in ambito giuridico-forense / Naser, A.. - (2026 Sep 25).

Il riconoscimento dei volti in ambito giuridico-forense.

NASER, AICIA
25/09/2026

Abstract

Il riconoscimento facciale e la testimonianza oculare costituiscono elementi centrali nei procedimenti investigativi e giudiziari, nonostante la letteratura scientifica abbia ampiamente documentato i limiti della memoria umana e l’elevata incidenza degli errori di identificazione. La presente tesi di dottorato si colloca nell’ambito della psicologia cognitiva e forense e si propone di analizzare i fattori che influenzano l’accuratezza del riconoscimento dei volti, con particolare riferimento ai contesti operativi della Polizia di Stato e all’utilizzo del Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini (SARI Enterprise). Attraverso una serie di studi sperimentali, sono stati esaminati gli effetti della modalità di presentazione dei volti (simultanea vs. sequenziale) e dell’influenza esercitata dai feedback numerici di somiglianza forniti dal sistema biometrico sul processo decisionale degli operatori. La ricerca ha inoltre indagato il ruolo della Pattern Separation, processo neurocognitivo coinvolto nella discriminazione di stimoli percettivamente simili, quale possibile fattore associato alle differenze individuali nelle prestazioni di riconoscimento facciale. La dissertazione approfondisce altresì l’evoluzione delle metodologie di identificazione forense, evidenziando i limiti degli approcci olistici tradizionalmente impiegati nel confronto di immagini di soggetti non familiari e analizzando strategie fondate sull’osservazione sistematica delle caratteristiche morfologiche del volto. In tale contesto, è stato preso in considerazione il sistema FACI.E.S., sviluppato dalla Polizia 6 Scientifica per supportare l’analisi fisionomica strutturata attraverso la valutazione analitica dei singoli tratti facciali. Considerata la complessità applicativa di tale metodologia, la ricerca ha valutato procedure alternative e protocolli sperimentali validati in letteratura, finalizzati a migliorare l’accuratezza e l’affidabilità delle decisioni identificative. Nel complesso, i risultati contribuiscono alla comprensione dei processi cognitivi coinvolti nel riconoscimento dei volti e forniscono indicazioni scientificamente fondate per l’ottimizzazione delle procedure operative, della formazione degli operatori e dei sistemi biometrici impiegati nell’ambito delle indagini forensi.
25-set-2026
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Note: Tesi Dottorato in Neuroscienze del Comportamento dal titolo "Il riconosciemtno dei volti in ambito giuridico-forense"
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1776230
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