This article offers a critical reading of contemporary Danish architecture, spanning the first quarter of the 21st century. Sustainability, grounded in welfare principles and climate adaptation strategies, emerges as the organizing principle for spatial policies and urban quality of life. The built works showcase innovative architectural design solutions, where diverse forms of social interaction drive a dynamic exploration of morphology. Alongside the cultural foundations of modern Danish architecture - which established it as a concrete, robust, and essential model during the latter half of the 20th century - a design syntax emerges based on clear diagrammatic actions: cutting, folding, extruding, and layering. The visions emerging from research into these works and theoretical studies - ranging from the “rural city” to extreme geographies - illustrate an architecture that transforms environmental constraints and infrastructure into spatial and formal devices capable of generating relational opportunities and social cohesion, thereby offering transferable models and critical insights for contemporary architecture.

L’articolo propone una lettura critica dell’architettura contemporanea danese, durante il primo quarto del XXI secolo. La sostenibilità improntata al welfare e alle strategie di adattamento climatico emerge come principio organizzatore delle politiche spaziali e della qualità della vita urbana. Le opere costruite illustrano soluzioni innovative nella progettazione architettonica, in cui le molteplici forme della socialità danno luogo a una ricerca morfologica vivace. Accanto alle matrici culturali dell’architettura moderna danese – che ne hanno fatto, nel secondo Novecento, un modello concreto, solido e ineludibile - infatti, emerge una sintassi progettuale fondata su azioni diagrammatiche chiare: tagliare, piegare, estrudere, sovrapporre. Le visioni emerse dalla ricerca sulle opere e sugli studi teorici, dalla “città rurale” alle geografie estreme, illustrano un’architettura che trasforma vincoli e infrastrutture ambientali in dispositivi spaziali e formali in grado di generare opportunità relazionali e coesione sociale, offrendo modelli trasferibili e riflessioni critiche per l’architettura contemporanea.

Forme e sostenibilità dell’architettura contemporanea in Danimarca / Forms and sustainability of contemporary architecture in Denmark / Belibani, R., Romano, A.. - In: METAMORFOSI. - ISSN 1590-1394. - (2026), pp. 10-27.

Forme e sostenibilità dell’architettura contemporanea in Danimarca / Forms and sustainability of contemporary architecture in Denmark

belibani rosalba;romano antonella
2026

Abstract

This article offers a critical reading of contemporary Danish architecture, spanning the first quarter of the 21st century. Sustainability, grounded in welfare principles and climate adaptation strategies, emerges as the organizing principle for spatial policies and urban quality of life. The built works showcase innovative architectural design solutions, where diverse forms of social interaction drive a dynamic exploration of morphology. Alongside the cultural foundations of modern Danish architecture - which established it as a concrete, robust, and essential model during the latter half of the 20th century - a design syntax emerges based on clear diagrammatic actions: cutting, folding, extruding, and layering. The visions emerging from research into these works and theoretical studies - ranging from the “rural city” to extreme geographies - illustrate an architecture that transforms environmental constraints and infrastructure into spatial and formal devices capable of generating relational opportunities and social cohesion, thereby offering transferable models and critical insights for contemporary architecture.
2026
L’articolo propone una lettura critica dell’architettura contemporanea danese, durante il primo quarto del XXI secolo. La sostenibilità improntata al welfare e alle strategie di adattamento climatico emerge come principio organizzatore delle politiche spaziali e della qualità della vita urbana. Le opere costruite illustrano soluzioni innovative nella progettazione architettonica, in cui le molteplici forme della socialità danno luogo a una ricerca morfologica vivace. Accanto alle matrici culturali dell’architettura moderna danese – che ne hanno fatto, nel secondo Novecento, un modello concreto, solido e ineludibile - infatti, emerge una sintassi progettuale fondata su azioni diagrammatiche chiare: tagliare, piegare, estrudere, sovrapporre. Le visioni emerse dalla ricerca sulle opere e sugli studi teorici, dalla “città rurale” alle geografie estreme, illustrano un’architettura che trasforma vincoli e infrastrutture ambientali in dispositivi spaziali e formali in grado di generare opportunità relazionali e coesione sociale, offrendo modelli trasferibili e riflessioni critiche per l’architettura contemporanea.
Contemporary architecture; Denmark; History of Danish Architecture; forms; sociality; climate adaptation strategies; urban quality of life; city and nature; collective goods; rural city
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Forme e sostenibilità dell’architettura contemporanea in Danimarca / Forms and sustainability of contemporary architecture in Denmark / Belibani, R., Romano, A.. - In: METAMORFOSI. - ISSN 1590-1394. - (2026), pp. 10-27.
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Belibani_Forme e sostenibilità dell’architettura contemporanea in Danimarca_2026 .pdf

solo gestori archivio

Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 6.08 MB
Formato Adobe PDF
6.08 MB Adobe PDF   Contatta l'autore

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1775572
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact