Il presente lavoro è dedicato allo studio dei negozi di secondo grado, ossia i negozi che intervengono, in maniera più o meno intensa, con effetti e finalità differenti, su un accordo già concluso. L’indagine muove da una duplice esigenza, quella terminologica, ravvisata nell'uso indiscriminato di nozioni quali modifica, rinnovazione, ripetizione e rinegoziazione, spesso adoperate come sinonimi pur non essendo tra loro sovrapponibili; e quella sistematica, consistente nella necessità di verificare se le figure riconducibili a tale categoria condividano tratti comuni sufficienti a conferirle coerenza dogmatica. Nella prima parte del lavoro, l’attenzione è rivolta al contratto modificativo e alla novazione, al fine di dimostrare che l’effetto modificativo non esaurisce la pluralità di effetti che i negozi di secondo grado possono produrre. L’analisi si concentra, pertanto, sugli elementi costitutivi delle due figure, quali l’animus, novandi e modificandi, nonché sull’entità e la natura degli effetti che sono in grado di produrre. Con riguardo alla causa del negozio modificativo, si prospetta la possibilità di scorgere nella plurivocità della causa un tratto comune dei negozi di secondo grado, in quanto, a seconda dell’angolo da cui la si guarda, questa può assumere differenti caratteri. L’analisi prosegue nello studio dei fenomeni di reiterazione negoziale, distinguendo la ripetizione – che lascia immutato il contenuto del negozio originario – dalla rinnovazione, che ne sostituisce la fonte, divenendo essa stessa nuova fonte esclusiva del rapporto. Forniti alcuni tratti sistematici, l’angolo di visuale si restringe ai negozi di secondo grado caratterizzati da un elemento esterno, il conflitto, economico o giuridico, e l’incertezza: la transazione, il negozio di accertamento e la rinegoziazione. L’attenzione si concentra, dapprima, su tali elementi, che costituiscono il presupposto delle tre figure, nonché sulle modalità mediante le quali il conflitto e l’incertezza vengono superati. Successivamente, viene esaminata la natura giuridica e gli effetti di ciascuna figura. Con riguardo alla transazione, viene messa in luce la distinzione tra transazione modificativa e novativa, l'oggetto e i suoi requisiti di validità, il c.d. effetto preclusivo e i suoi limiti. Riguardo al negozio di accertamento, se ne discute l'ammissibilità, la natura dispositiva, l'oggetto e l’efficacia preclusiva. Della rinegoziazione, infine, si analizzano natura ed effetti sull'equilibrio contrattuale, l'efficacia preclusiva, l'inadempimento dell'obbligo di rinegoziare e i rimedi. Nel corso della presente indagine sorgono taluni interrogativi, sia sulla possibilità di considerare i negozi di secondo grado una vera categoria, sia, in caso di risposta affermativa, sull'individuazione di tratti comuni alle figure analizzate, in considerazione del fatto che per l’intensità degli effetti che producono, questi non possono essere sempre individuati nella permanenza del titolo originario, ovvero nella medesima causa del primo negozio. Nelle riflessioni conclusive, pertanto, si prospetta la possibilità di individuare nella plurivocità della causa un tratto comune ricorrente nei negozi di secondo grado: la causa di tali negozi non è univocamente determinabile, potendo coincidere con quella del negozio originario ovvero presentare carattere autonomo a seconda dell'intensità degli effetti prodotti. A ciò si affianca, quale ulteriore denominatore comune, la natura dispositiva di tali accordi, dalla quale discende come conseguenza necessaria l'efficacia preclusiva, sebbene modulata diversamente nelle singole figure. I risultati ai quali si giunge dimostrano che la categoria dei negozi di secondo grado ha una propria ragion d'essere, nella misura in cui se ne esaltino i tratti comuni senza appiattirne le specificità; data l’eterogeneità delle figure che la compongono, il rigore terminologico e il corretto inquadramento della natura degli effetti delle stesse si impongono come presupposti necessari, sul piano applicativo, per mantenerne fermi i caratteri distintivi.

I negozi di secondo grado tra conflitti e sopravvenienze. Transazione, negozio di accertamento e rinegoziazione / Masini, L.. - (2026 Sep 16).

I negozi di secondo grado tra conflitti e sopravvenienze. Transazione, negozio di accertamento e rinegoziazione

MASINI, LAURA
16/09/2026

Abstract

Il presente lavoro è dedicato allo studio dei negozi di secondo grado, ossia i negozi che intervengono, in maniera più o meno intensa, con effetti e finalità differenti, su un accordo già concluso. L’indagine muove da una duplice esigenza, quella terminologica, ravvisata nell'uso indiscriminato di nozioni quali modifica, rinnovazione, ripetizione e rinegoziazione, spesso adoperate come sinonimi pur non essendo tra loro sovrapponibili; e quella sistematica, consistente nella necessità di verificare se le figure riconducibili a tale categoria condividano tratti comuni sufficienti a conferirle coerenza dogmatica. Nella prima parte del lavoro, l’attenzione è rivolta al contratto modificativo e alla novazione, al fine di dimostrare che l’effetto modificativo non esaurisce la pluralità di effetti che i negozi di secondo grado possono produrre. L’analisi si concentra, pertanto, sugli elementi costitutivi delle due figure, quali l’animus, novandi e modificandi, nonché sull’entità e la natura degli effetti che sono in grado di produrre. Con riguardo alla causa del negozio modificativo, si prospetta la possibilità di scorgere nella plurivocità della causa un tratto comune dei negozi di secondo grado, in quanto, a seconda dell’angolo da cui la si guarda, questa può assumere differenti caratteri. L’analisi prosegue nello studio dei fenomeni di reiterazione negoziale, distinguendo la ripetizione – che lascia immutato il contenuto del negozio originario – dalla rinnovazione, che ne sostituisce la fonte, divenendo essa stessa nuova fonte esclusiva del rapporto. Forniti alcuni tratti sistematici, l’angolo di visuale si restringe ai negozi di secondo grado caratterizzati da un elemento esterno, il conflitto, economico o giuridico, e l’incertezza: la transazione, il negozio di accertamento e la rinegoziazione. L’attenzione si concentra, dapprima, su tali elementi, che costituiscono il presupposto delle tre figure, nonché sulle modalità mediante le quali il conflitto e l’incertezza vengono superati. Successivamente, viene esaminata la natura giuridica e gli effetti di ciascuna figura. Con riguardo alla transazione, viene messa in luce la distinzione tra transazione modificativa e novativa, l'oggetto e i suoi requisiti di validità, il c.d. effetto preclusivo e i suoi limiti. Riguardo al negozio di accertamento, se ne discute l'ammissibilità, la natura dispositiva, l'oggetto e l’efficacia preclusiva. Della rinegoziazione, infine, si analizzano natura ed effetti sull'equilibrio contrattuale, l'efficacia preclusiva, l'inadempimento dell'obbligo di rinegoziare e i rimedi. Nel corso della presente indagine sorgono taluni interrogativi, sia sulla possibilità di considerare i negozi di secondo grado una vera categoria, sia, in caso di risposta affermativa, sull'individuazione di tratti comuni alle figure analizzate, in considerazione del fatto che per l’intensità degli effetti che producono, questi non possono essere sempre individuati nella permanenza del titolo originario, ovvero nella medesima causa del primo negozio. Nelle riflessioni conclusive, pertanto, si prospetta la possibilità di individuare nella plurivocità della causa un tratto comune ricorrente nei negozi di secondo grado: la causa di tali negozi non è univocamente determinabile, potendo coincidere con quella del negozio originario ovvero presentare carattere autonomo a seconda dell'intensità degli effetti prodotti. A ciò si affianca, quale ulteriore denominatore comune, la natura dispositiva di tali accordi, dalla quale discende come conseguenza necessaria l'efficacia preclusiva, sebbene modulata diversamente nelle singole figure. I risultati ai quali si giunge dimostrano che la categoria dei negozi di secondo grado ha una propria ragion d'essere, nella misura in cui se ne esaltino i tratti comuni senza appiattirne le specificità; data l’eterogeneità delle figure che la compongono, il rigore terminologico e il corretto inquadramento della natura degli effetti delle stesse si impongono come presupposti necessari, sul piano applicativo, per mantenerne fermi i caratteri distintivi.
16-set-2026
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1775014
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