L’articolo ricostruisce la storia di un “parlografo” conservato presso il Museo SCHOLA del Liceo Classico “Pilo Albertelli” di Roma, già Regio Liceo “Umberto I”, collocandolo nel contesto delle ricerche sulla telefonografia nell’Italia liberale. Attraverso l’analisi dello strumento, delle iscrizioni sui cilindri cerati, delle fonti d’archivio scolastiche e della letteratura tecnica coeva, emerge l’attività sperimentale svolta nel gabinetto di fisica dal docente Pierluigi Perotti tra il 1905 e il 1911, in collaborazione con l’amministrazione delle Poste e Telegrafi. Il parlografo appare così non solo come sussidio didattico, ma come un possibile apparato di registrazione fonografica di comunicazioni telefoniche su linee urbane e a lunga distanza. L’articolo considera inoltre il contributo di Luigi Trafelli sulla trasmissione rapida con registrazione magnetica, evidenziando le ricerche nello stesso contesto istituzionale e il ruolo del laboratorio come spazio di sperimentazione pubblica e multifunzionale nella Roma della prima metà del Novecento.
Il Parlografo di Perotti del Regio Liceo Umberto I: strumenti, sperimentazione e telefonografia nella Roma del primo Novecento / Bagnaia, P., Favino, F., Ierani, M., Gianoglio, S., Panetta., V.. - In: SCIENTIA. - ISSN 2974-9433. - 4:1(2026). [10.61010/2974-9433-202601-16]
Il Parlografo di Perotti del Regio Liceo Umberto I: strumenti, sperimentazione e telefonografia nella Roma del primo Novecento
Paolo Bagnaia;Federica Favino;Marco Ierani;
2026
Abstract
L’articolo ricostruisce la storia di un “parlografo” conservato presso il Museo SCHOLA del Liceo Classico “Pilo Albertelli” di Roma, già Regio Liceo “Umberto I”, collocandolo nel contesto delle ricerche sulla telefonografia nell’Italia liberale. Attraverso l’analisi dello strumento, delle iscrizioni sui cilindri cerati, delle fonti d’archivio scolastiche e della letteratura tecnica coeva, emerge l’attività sperimentale svolta nel gabinetto di fisica dal docente Pierluigi Perotti tra il 1905 e il 1911, in collaborazione con l’amministrazione delle Poste e Telegrafi. Il parlografo appare così non solo come sussidio didattico, ma come un possibile apparato di registrazione fonografica di comunicazioni telefoniche su linee urbane e a lunga distanza. L’articolo considera inoltre il contributo di Luigi Trafelli sulla trasmissione rapida con registrazione magnetica, evidenziando le ricerche nello stesso contesto istituzionale e il ruolo del laboratorio come spazio di sperimentazione pubblica e multifunzionale nella Roma della prima metà del Novecento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


