Il contributo analizza la Capitaneria marittima del porto turistico di Ayamonte, progettata da Gabriel Verd e Buró4 e completata nel 2024, assumendola come caso di studio per indagare la distanza tra prescrizione progettuale, realizzazione e conservazione del calcestruzzo a facciavista. L’edificio, caratterizzato da geometrie angolose e da una materialità massiva, è realizzato interamente in cemento armato gettato in opera e si confronta con le condizioni aggressive dell’ambiente marino. L’analisi ricostruisce le scelte relative alla miscela, alle classi di esposizione, ai copriferri, alle casseforme, alle modalità di getto e al curing, mettendole in relazione con i vincoli economici e organizzativi del cantiere. Particolare attenzione è dedicata agli incidenti di esecuzione, alle successive riparazioni e alla negoziazione dell’imperfezione ammissibile tra impresa, committenza e tecnici. Emergono inoltre alcune criticità legate alla mancata applicazione delle protezioni previste e all’assenza di un piano di manutenzione. Il caso mostra come la qualità del calcestruzzo esposto non dipenda soltanto dalla concezione formale e dalle specifiche tecniche, ma anche dal controllo della filiera, dalla disponibilità di mezzi e dalla capacità di governare nel tempo prestazioni, difetti e trasformazioni della superficie.
Il verbale del calcestruzzo / Vannini, C.. - In: INDUSTRIA ITALIANA DEL CEMENTO. - ISSN 0019-7637. - 864:(2026), pp. 116-119.
Il verbale del calcestruzzo
Carlo Vannini
2026
Abstract
Il contributo analizza la Capitaneria marittima del porto turistico di Ayamonte, progettata da Gabriel Verd e Buró4 e completata nel 2024, assumendola come caso di studio per indagare la distanza tra prescrizione progettuale, realizzazione e conservazione del calcestruzzo a facciavista. L’edificio, caratterizzato da geometrie angolose e da una materialità massiva, è realizzato interamente in cemento armato gettato in opera e si confronta con le condizioni aggressive dell’ambiente marino. L’analisi ricostruisce le scelte relative alla miscela, alle classi di esposizione, ai copriferri, alle casseforme, alle modalità di getto e al curing, mettendole in relazione con i vincoli economici e organizzativi del cantiere. Particolare attenzione è dedicata agli incidenti di esecuzione, alle successive riparazioni e alla negoziazione dell’imperfezione ammissibile tra impresa, committenza e tecnici. Emergono inoltre alcune criticità legate alla mancata applicazione delle protezioni previste e all’assenza di un piano di manutenzione. Il caso mostra come la qualità del calcestruzzo esposto non dipenda soltanto dalla concezione formale e dalle specifiche tecniche, ma anche dal controllo della filiera, dalla disponibilità di mezzi e dalla capacità di governare nel tempo prestazioni, difetti e trasformazioni della superficie.| File | Dimensione | Formato | |
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