Radical Meme è una fanzine scritto-grafica che riflette ironicamente sull’eredità del movimento Radical italiano e sulla persistenza di un linguaggio enfatico nel discorso architettonico contemporaneo. Negli anni Sessanta e Settanta gruppi come Superstudio, Archizoom, Alchimia e Memphis utilizzavano l’immagine utopica come strumento critico e pedagogico, in un contesto in cui la rappresentazione costituiva ancora un gesto di rottura. Oggi, in un ambiente caratterizzato da una continua circolazione di immagini, quella stessa retorica può apparire involontariamente parodica. La fanzine non intende sminuire l’esperienza Radical, ma ridimensionarne il tono, interrogando il rapporto tra immagine, discorso e progetto.Più che confutare le utopie del passato, Radical Meme mette alla prova il loro registro espressivo nel presente. Attraverso il linguaggio del meme, formato replicabile e frammentario proprio della cultura digitale, Radical Meme propone una forma di ironia misurata: non come gesto distruttivo, ma come strumento per riportare il discorso architettonico a una scala umana. Se l’architettura è fondamentale per la società, lo è anche la proporzione con cui la si racconta. In questo senso, il ridimensionamento diventa una pratica critica. In questo senso, il ridimensionamento diventa una pratica critica, capace di distinguere tra progetto e retorica.
Radical meme / De Sario, G.. - In: ENGRAMMA. - ISSN 2974-5535. - 237:97888948401(2026).
Radical meme
Gianmichele De Sario
2026
Abstract
Radical Meme è una fanzine scritto-grafica che riflette ironicamente sull’eredità del movimento Radical italiano e sulla persistenza di un linguaggio enfatico nel discorso architettonico contemporaneo. Negli anni Sessanta e Settanta gruppi come Superstudio, Archizoom, Alchimia e Memphis utilizzavano l’immagine utopica come strumento critico e pedagogico, in un contesto in cui la rappresentazione costituiva ancora un gesto di rottura. Oggi, in un ambiente caratterizzato da una continua circolazione di immagini, quella stessa retorica può apparire involontariamente parodica. La fanzine non intende sminuire l’esperienza Radical, ma ridimensionarne il tono, interrogando il rapporto tra immagine, discorso e progetto.Più che confutare le utopie del passato, Radical Meme mette alla prova il loro registro espressivo nel presente. Attraverso il linguaggio del meme, formato replicabile e frammentario proprio della cultura digitale, Radical Meme propone una forma di ironia misurata: non come gesto distruttivo, ma come strumento per riportare il discorso architettonico a una scala umana. Se l’architettura è fondamentale per la società, lo è anche la proporzione con cui la si racconta. In questo senso, il ridimensionamento diventa una pratica critica. In questo senso, il ridimensionamento diventa una pratica critica, capace di distinguere tra progetto e retorica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


