The use of the foil in architecture goes far beyond a simple reduction in the thickness of materials; rather, it presents itself as a true spatial instrument, capable of organizing and generating emptiness. With its presence, the surface abandons the weight of mass to become a boundary, defining space not by subtraction, but by delimitation. From the second half of the twentieth century onwards, the building is no longer seen as a compact volume, but as a system of interconnected planes, an architecture that emerges from the overlaps and intersections between surfaces.

l tema della lamina in architettura va ben oltre una semplice riduzione dello spessore dei materiali, si presenta piuttosto come un vero e proprio strumento spaziale, capace dì organizzare e generare il vuoto. Con la sua presenza la superficie abbandona Il peso della massa per diventare un confine, definendo Io spazio non per sottrazione, ma per delimitazione. Dalla seconda metà del Novecento in poi, l'edificio non è più visto come un volume compatto, ma come un sistema di piani interconnessi, un’architettura che emerge dalle sovrapposizioni e dalle intersezioni tra le superfici.

Lamine / Barbato, A.. - In: DROMOS. - ISSN 2239-6284. - 15+1:2026(2026), pp. 16-18.

Lamine

Alessia Barbato
2026

Abstract

The use of the foil in architecture goes far beyond a simple reduction in the thickness of materials; rather, it presents itself as a true spatial instrument, capable of organizing and generating emptiness. With its presence, the surface abandons the weight of mass to become a boundary, defining space not by subtraction, but by delimitation. From the second half of the twentieth century onwards, the building is no longer seen as a compact volume, but as a system of interconnected planes, an architecture that emerges from the overlaps and intersections between surfaces.
2026
l tema della lamina in architettura va ben oltre una semplice riduzione dello spessore dei materiali, si presenta piuttosto come un vero e proprio strumento spaziale, capace dì organizzare e generare il vuoto. Con la sua presenza la superficie abbandona Il peso della massa per diventare un confine, definendo Io spazio non per sottrazione, ma per delimitazione. Dalla seconda metà del Novecento in poi, l'edificio non è più visto come un volume compatto, ma come un sistema di piani interconnessi, un’architettura che emerge dalle sovrapposizioni e dalle intersezioni tra le superfici.
lamine-città-Dromos
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Lamine / Barbato, A.. - In: DROMOS. - ISSN 2239-6284. - 15+1:2026(2026), pp. 16-18.
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