Il presente contributo analizza il rapporto tra umorismo postfemminista e traduzione audiovisiva, concentrandosi sulla serie televisiva britannica Fleabag, creata da Phoebe Waller-Bridge. Muovendo dalla concettualizzazione dell’umorismo postfemminista proposta da Shifman e Lemish (2010), il contributo esamina il modo in cui l’umorismo può al contempo mettere in discussione e riprodurre le rappresentazioni convenzionali del genere, presentando uomini e donne come ugualmente suscettibili all’ironia e al ridicolo. Particolare attenzione è dedicata alle versioni italiane doppiata e sottotitolata della serie, con l’obiettivo di indagare in che modo i vincoli linguistici, culturali e tecnici della traduzione audiovisiva influenzino la resa dell’umorismo postfemminista. Attraverso l’analisi qualitativa di alcuni esempi tratti dalle due stagioni, vengono esaminate in particolare le strategie adottate nella traduzione dei riferimenti sessuali, del turpiloquio, dei giochi di parole e delle rappresentazioni del genere e dell’ambiguità sessuale e relazionale. L’analisi evidenzia come il doppiaggio italiano riesca generalmente a preservare la dimensione umoristica dell’originale, attenuandone tuttavia in alcuni casi la componente trasgressiva, soprattutto nella prima stagione. Il sottotitolaggio, al contrario, tende a mantenere una maggiore aderenza al testo di partenza, preservando più sistematicamente il linguaggio esplicito e le ambiguità legate al genere e alla sessualità. I risultati sottolineano pertanto il ruolo della traduzione audiovisiva nel modellare la ricezione dell’umorismo postfemminista contemporaneo e mostrano come le scelte traduttive possano incidere non solo sulla trasmissione dell’umorismo, ma anche sulle ideologie di genere veicolate dai testi audiovisivi.
Umorismo postfemminista e traduzione audiovisiva. Doppiaggio e sottotitolaggio della serie TV Fleabag / Dore, M.. - In: GRAPHICUS. - ISSN 0017-3436. - 17:(2026), pp. 19-22.
Umorismo postfemminista e traduzione audiovisiva. Doppiaggio e sottotitolaggio della serie TV Fleabag
Dore, Margherita
2026
Abstract
Il presente contributo analizza il rapporto tra umorismo postfemminista e traduzione audiovisiva, concentrandosi sulla serie televisiva britannica Fleabag, creata da Phoebe Waller-Bridge. Muovendo dalla concettualizzazione dell’umorismo postfemminista proposta da Shifman e Lemish (2010), il contributo esamina il modo in cui l’umorismo può al contempo mettere in discussione e riprodurre le rappresentazioni convenzionali del genere, presentando uomini e donne come ugualmente suscettibili all’ironia e al ridicolo. Particolare attenzione è dedicata alle versioni italiane doppiata e sottotitolata della serie, con l’obiettivo di indagare in che modo i vincoli linguistici, culturali e tecnici della traduzione audiovisiva influenzino la resa dell’umorismo postfemminista. Attraverso l’analisi qualitativa di alcuni esempi tratti dalle due stagioni, vengono esaminate in particolare le strategie adottate nella traduzione dei riferimenti sessuali, del turpiloquio, dei giochi di parole e delle rappresentazioni del genere e dell’ambiguità sessuale e relazionale. L’analisi evidenzia come il doppiaggio italiano riesca generalmente a preservare la dimensione umoristica dell’originale, attenuandone tuttavia in alcuni casi la componente trasgressiva, soprattutto nella prima stagione. Il sottotitolaggio, al contrario, tende a mantenere una maggiore aderenza al testo di partenza, preservando più sistematicamente il linguaggio esplicito e le ambiguità legate al genere e alla sessualità. I risultati sottolineano pertanto il ruolo della traduzione audiovisiva nel modellare la ricezione dell’umorismo postfemminista contemporaneo e mostrano come le scelte traduttive possano incidere non solo sulla trasmissione dell’umorismo, ma anche sulle ideologie di genere veicolate dai testi audiovisivi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


