Tra le fonti utili per la ricostruzione storica figurano, oltre ai documenti ufficiali, le memorie quali i diari privati, ovvero quegli scritti in cui l’autore riferisce quasi quotidianamente degli eventi di cui è stato testimone. Di grande valore per la ricerca volta a indagare sulla Roma del XVII secolo sono le «Effemeridi Cartarie. Diario e cronache degli avvenimenti romani e pontifici in particolare e dell’Europa in generale con allegati documenti a stampa e stampe», note come «Diario», composte da 32 volumi relativi agli anni 1642–1691, conservate presso l’Archivio di Stato di Roma e redatte dall’avvocato di concistoro Carlo Cartari. Grazie alla sua posizione, vicina alla Curia romana, Cartari aveva accesso a documentazione esclusiva che gli consentiva di registrare fatti della vita quotidiana a Roma, fornendo una testimonianza vivace e articolata della realtà e della vita sociale della città. Altrettanto regolari sono le sue informazioni su quanto accadeva nel resto d’Europa. Pronto a prendere nota delle notizie che giungevano in città tramite avvisi a stampa o manoscritti, egli approfittò dei suoi legami di parentela con monsignor Francesco Maria Febei, segretario delle cifre, anticipando così nelle sue pagine i contenuti della corrispondenza tra la Segreteria di Stato e i nunzi apostolici in servizio nelle principali capitali europee. Da questo punto di vista, risultano interessanti gli anni del pontificato di Clemente X Altieri, dal 1670 al 1676. Con grande dovizia di particolari, infatti, Cartari ci rende testimoni diretti sia dell’euforia e della sacralità legate al Giubileo del 1675, sia dei timori che suscitò a Roma l’avanzata dei turchi infedeli nell’Europa centro-orientale. Grazie all’ulteriore documentazione conservata nelle biblioteche e negli archivi romani, verranno ripercorse le intense fasi dell’ultimo Anno Santo barocco (dall’indizione alle opere urbanistiche e alle cerimonie), nonché le mosse politiche e diplomatiche intraprese da Clemente X per affrontare gli infedeli che avevano già invaso la Polonia nel 1672 (dalla raccolta di sussidi ai tentativi di creare una lega di principi cristiani e alla proclamazione di un giubileo straordinario). Ciò offre un’ulteriore occasione per riflettere su un momento di grande attualità nella Roma pontificia dell’Età Moderna, ancora saldamente radicata nella sua immagine tradizionale di centro spirituale, politico e diplomatico dell’Europa.

Politica, società, costume, nel Diario di un noto avvocato concistoriale romano Carlo Cartari / Piselli, S.. - In: REVISTA ISTORICA. - ISSN 1018-0443. - 37:37(2026), pp. 159-171.

Politica, società, costume, nel Diario di un noto avvocato concistoriale romano Carlo Cartari

Susanna Piselli
2026

Abstract

Tra le fonti utili per la ricostruzione storica figurano, oltre ai documenti ufficiali, le memorie quali i diari privati, ovvero quegli scritti in cui l’autore riferisce quasi quotidianamente degli eventi di cui è stato testimone. Di grande valore per la ricerca volta a indagare sulla Roma del XVII secolo sono le «Effemeridi Cartarie. Diario e cronache degli avvenimenti romani e pontifici in particolare e dell’Europa in generale con allegati documenti a stampa e stampe», note come «Diario», composte da 32 volumi relativi agli anni 1642–1691, conservate presso l’Archivio di Stato di Roma e redatte dall’avvocato di concistoro Carlo Cartari. Grazie alla sua posizione, vicina alla Curia romana, Cartari aveva accesso a documentazione esclusiva che gli consentiva di registrare fatti della vita quotidiana a Roma, fornendo una testimonianza vivace e articolata della realtà e della vita sociale della città. Altrettanto regolari sono le sue informazioni su quanto accadeva nel resto d’Europa. Pronto a prendere nota delle notizie che giungevano in città tramite avvisi a stampa o manoscritti, egli approfittò dei suoi legami di parentela con monsignor Francesco Maria Febei, segretario delle cifre, anticipando così nelle sue pagine i contenuti della corrispondenza tra la Segreteria di Stato e i nunzi apostolici in servizio nelle principali capitali europee. Da questo punto di vista, risultano interessanti gli anni del pontificato di Clemente X Altieri, dal 1670 al 1676. Con grande dovizia di particolari, infatti, Cartari ci rende testimoni diretti sia dell’euforia e della sacralità legate al Giubileo del 1675, sia dei timori che suscitò a Roma l’avanzata dei turchi infedeli nell’Europa centro-orientale. Grazie all’ulteriore documentazione conservata nelle biblioteche e negli archivi romani, verranno ripercorse le intense fasi dell’ultimo Anno Santo barocco (dall’indizione alle opere urbanistiche e alle cerimonie), nonché le mosse politiche e diplomatiche intraprese da Clemente X per affrontare gli infedeli che avevano già invaso la Polonia nel 1672 (dalla raccolta di sussidi ai tentativi di creare una lega di principi cristiani e alla proclamazione di un giubileo straordinario). Ciò offre un’ulteriore occasione per riflettere su un momento di grande attualità nella Roma pontificia dell’Età Moderna, ancora saldamente radicata nella sua immagine tradizionale di centro spirituale, politico e diplomatico dell’Europa.
2026
Polonia; Santa Sede; Clemente X; Ottomani; Cartari
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Politica, società, costume, nel Diario di un noto avvocato concistoriale romano Carlo Cartari / Piselli, S.. - In: REVISTA ISTORICA. - ISSN 1018-0443. - 37:37(2026), pp. 159-171.
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