Il presente contributo indaga l’approccio al principio dello stare decisis nella giurisprudenza della Corte Suprema degli Stati Uniti in materia di Equal Protection e Due Process del XIV emendamento. Muovendo dalle prime elaborazioni giurisprudenziali successive alla sua adozione, l’analisi ricostruisce come la Corte, attraverso l’adozione ovvero il rigetto del «precedente», abbia progressivamente definito il contenuto e l’estensione di diritti fondamentali della persona, talvolta applicando il contenuto letterale delle disposizioni, talvolta distaccandosene fortemente. In tale prospettiva, il lavoro mette in luce come l’adesione allo stare decisis non si configuri quale vincolo assoluto, bensì quale criterio suscettibile di modulazione in funzione di esigenze sistemiche, mutamenti del contesto storico-sociale e dinamiche interne all’organo giudicante. L’adeguamento al «precedente» si atteggia, pertanto, ora quale fattore di stabilizzazione dell’ordinamento, ora quale limite suscettibile di superamento ove ritenuto incompatibile con una più evoluta concezione dei diritti costituzionali. Ne deriva un modello di giurisprudenza nel quale il «precedente» assume la natura di principio flessibile, la cui operatività risulta inscindibilmente connessa alla composizione della Corte, alle sue opzioni ermeneutiche e, più in generale, alla peculiare configurazione del sistema costituzionale statunitense.
Il «precedente» nelle decisioni della suprema corte degli Stati Uniti d’America in materia di equal protection e due process. Vincolo o principio derogabile? / Consalvo, F.M.. - In: COMPARAZIONE E DIRITTO CIVILE. - ISSN 2704-8179. - 1/2026:(2026), pp. 117-190.
Il «precedente» nelle decisioni della suprema corte degli Stati Uniti d’America in materia di equal protection e due process. Vincolo o principio derogabile?
Francesco Maria ConsalvoPrimo
2026
Abstract
Il presente contributo indaga l’approccio al principio dello stare decisis nella giurisprudenza della Corte Suprema degli Stati Uniti in materia di Equal Protection e Due Process del XIV emendamento. Muovendo dalle prime elaborazioni giurisprudenziali successive alla sua adozione, l’analisi ricostruisce come la Corte, attraverso l’adozione ovvero il rigetto del «precedente», abbia progressivamente definito il contenuto e l’estensione di diritti fondamentali della persona, talvolta applicando il contenuto letterale delle disposizioni, talvolta distaccandosene fortemente. In tale prospettiva, il lavoro mette in luce come l’adesione allo stare decisis non si configuri quale vincolo assoluto, bensì quale criterio suscettibile di modulazione in funzione di esigenze sistemiche, mutamenti del contesto storico-sociale e dinamiche interne all’organo giudicante. L’adeguamento al «precedente» si atteggia, pertanto, ora quale fattore di stabilizzazione dell’ordinamento, ora quale limite suscettibile di superamento ove ritenuto incompatibile con una più evoluta concezione dei diritti costituzionali. Ne deriva un modello di giurisprudenza nel quale il «precedente» assume la natura di principio flessibile, la cui operatività risulta inscindibilmente connessa alla composizione della Corte, alle sue opzioni ermeneutiche e, più in generale, alla peculiare configurazione del sistema costituzionale statunitense.| File | Dimensione | Formato | |
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